Spondilite anchilosante, secukinumab conferme di efficacia a 2 anni in Fase III

Il trattamento con secukinumab Ŕ in grado di migliorare i segni e i sintomi di spondilite anchilosante (SA) fino a 2 anni di terapia, senza emersione di nuovi segnali di safety. Questo il responso dello studio di fase III MEASURE I, di fase III, pubblicato su Annals of the Rheumatic Disease. Dal mese di novembre il farmaco Ŕ stato approvato anche in Italia per il trattamento della spondilite anchilosante e dell'artrite psoriasica attiva.

Il trattamento con secukinumab è in grado di migliorare i segni e i sintomi di spondilite anchilosante (AS) fino a 2 anni di terapia, senza emersione di nuovi segnali di safety.
Questo il responso proveniente dalla fase di continuazione dello studio di fase III MEASURE I, di fase III, pubblicato sulla rivista Annals of the Rheumatic Disease.

I risultati di questo studio suggeriscono come il trattamento continuato con l'inibitore di IL-17A determini una ridotta progressione delle variazioni radiografiche a livello del rachide, da confermare in studi controllati a più lungo termine.

Informazioni sulla spondilite anchilosante  (SA)
La spondilite anchilosante (SA) colpisce maggiormente i soggetti giovani di sesso maschile e di età superiore ai 25 anni. Si tratta di una patologia dolorosa e spesso progressivamente invalidante, causata da un’infiammazione della colonna vertebrale che può determinare danni irreversibili. Fino al 70% dei pazienti che soffrono della forma severa di SA  sviluppa, nel corso di 10-15 anni, fusione dei corpi vertebrali con relativa significativa riduzione della mobilità della colonna8. Anche per la SA la familiarità è un fattore di rischio.

Informazioni su secukinumab
Il secukinumab è un anticorpo monoclonale totalmente umano che neutralizza selettivamente l’interleuchina 17A (IL-17A) circolante. La ricerca suggerisce che IL-17A possa svolgere un ruolo importante nello stimolare la risposta immunitaria nella psoriasi, nella AP e nella SA.

Dalla fine dello scorso mese di novembre, il farmaco è stato approvato nel nostro Paese per l'impiego per il trattamento della SA e dell'artrite psoriasica attiva (PsA).

A consentire il debutto del secukinumab nel mercato italiano sono stati la sua rapidità nel miglioramento dei sintomi già a partire dalla settimana 1-3; l’efficacia prolungata nel controllo dei segni e sintomi nell’80% nei pazienti anti-TNF-naïve a 1 anno; un profilo di sicurezza favorevole; la bassa riattivazione dei bacilli tubercolari latenti, nonché un'incidenza ridotta di reazione al sito di iniezione, di infezioni e di reazioni di immunogenicità. Infine, last but not least, l'inibitore di IL-17A è stato approvato anche l’arresto della progressione del danno strutturale nell’80% dei pazienti a due anni.

Lo studio MEASURE I ha contribuito all'approvazione di secukinumab nell'AS. Il report appena pubblicato contiene una summa dei dati di efficacia e sicurezza del farmaco in questo set di pazienti.

Disegno dello studio e risultati principali
Nello studio MEASURE 1, 371 pazienti affetti da SA erano stati randomizzati secondo uno schema di randomizzazione 1:1:1, al trattamento con secukinumab 10 mg/kg  in infusione endovena (all'inizio dello studio e poi dopo 2 e 4 settimane), seguito dal trattamento con l'inibitore di IL-17A , in formulazione sottocute, ai dosaggi di 150 o 75 mg a cadenza mensile, oppure a trattamento con placebo. I pazienti inizialmente allocati al gruppo placebo sono stati nuovamente randomizzati al trattamento, dopo 16 settimane, con secukinumab sottocute ad uno dei due dosaggi sopra indicati.

Tra le misure di efficacia previste dallo studio vi erano la valutazione dei tassi di risposta ASAS20 a  2 anni (104 settimane). La valutazione della progressione radiografica di malattia è stata effettuata, invece, utilizzando lo score dedicato mSASSS ( the modified Stoke Ankylosing Spondylitis Spine Score).

Analizzando i risultati, è emerso che, tra i pazienti che non interrompevano il trattamento con secukinumab fino a 2 anni, la risposta ASAS20 e ASAS40 è stata raggiunta, rispettivamente, dal 73,7% e dal 55,7% del campione di pazienti trattati con secukinumab 150 mg sottocute e dal 68% e 48,5% dei pazienti trattati con secukinumab sottocute al dosaggio inferiore.

I tassi di risposta sono risultati più elevati nei pazienti naive ai farmaci anti-TNF rispetto a quelli con risposta non soddisfacente o che avevano sospeso il trattamento con gli inibitori di TNF-alfa per ragioni di safety o di tolleranza al trattamento, anche se entrambi i gruppi hanno sperimentato miglioramenti significativi degli outcome di efficacia sopra menzionati.

Non solo: miglioramenti di efficacia a 2 anni, legati al trattamento con secukinumab, sono stati osservati anche in riferimento all'indice BASDAI di attività di malattia che a tutti gli altri endpoint secondari.

Lo studio, inoltre, ha documentato un miglioramento significativo dei punteggi mSASSS a 2 anni in più dell'80% dei pazienti trattati con secukinumab, a suggerire l'assenza di progressione radiografica di malattia.

Quanto alla safety, la sospensione del trattamento con secukinumab legata all'insorgenza di eventi avversi è stata poco frequente, come pure l'incidenza di AE seri, documentata rispettivamente nel 12,2% dei pazienti trattati con secukinumab sottocute al dosaggio maggiore e nel 13,4% di quelli trattati con il farmaco sottocute al dosaggio inferiore.

Riassumendo
Nel commentare i dati pubblicati, gli autori dello studio sottolineano come “...i risultati completi dello studio MEASURE I  dimostrino la capacità di secukinumab di assicurare livelli di miglioramento dei segni clinici e dei sintomi dell'AS a 2 anni simili a quelli precedentemente riportati durante la prima fase del trial a breve termine, controllata vs. placebo. Inoltre, lo studio a 2 anni fornisce i primi dati non controllati di progressione radiografica di malattia in pazienti con SA in trattamento con un inibitore di IL-17A”.

NC

Bibliografia
Braun J et al. Effect of secukinumab on clinical and radiographic outcomes in ankylosing spondylitis: 2-year results from the randomised phase III MEASURE 1 study. ARD Online First, published on December 13, 2016 as 10.1136/annrheumdis-2016-209730
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