Spondiloartrite assiale all'esordio, FANS efficaci ma sottoutilizzati

Pur essendo frequentemente prescritti, l'assunzione di FANS da parte di pazienti con spondiloartrite assiale (axSpA) risulta ridotta e tendente a decrescere nel tempo in modo significativo, anche in presenza di sintomatologia attiva. Queste le conclusioni di uno studio osservazionale francese, pubblicato sulla rivista Joint Bone Spine e condotto su una coorte di pazienti con axSpA all'esordio, che suggerisce anche come questi pazienti potrebbero non essere sufficientemente trattati con i FANS.

Pur essendo frequentemente prescritti, l'assunzione di FANS da parte di pazienti con spondiloartrite assiale (axSpA) risulta ridotta e tendente a decrescere nel tempo in modo significativo, anche in presenza di sintomatologia attiva.

Queste le conclusioni di uno studio osservazionale francese, pubblicato sulla rivista Joint Bone Spine e condotto su una coorte di pazienti con axSpA all'esordio, che suggerisce anche come questi pazienti potrebbero non essere sufficientemente trattati con i FANS.

Razionale dello studio
I FANS rappresentano il caposaldo del trattamento dell'axSpA: “Sia la loro efficacia che il favorevole profilo costo-beneficio sono ben documentati nella ax-SpA radiografica   – ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro”.

“Inoltre – continuano gli autori – le raccomandazioni per la gestione e il trattamento della axSpA riconoscono il ruolo primario dei FANS nel trattamento di questa condizione, pur evidenziando la necessità di tenere in considerazione le comorbidità dei pazieni e i rischi potenziali associati alla loro prescrizione”.

Proprio per queste ragioni,la classe medica è posta di fronte al dilemma se prescrivere dosi di FANS sufficientemente elevate per ridurre la sintomatologia (non solo dolorosa) anziché mantenerle sufficientemente ridotte per ridurre la probabiltà di insorgenza di eventi avversi (AE).

Obiettivo di questo studio è stato quello di descrivere le condizioni di impiego dei FANS nella vita reale in pazienti con axSpA all'esordio in base alle caratteristiche di malattia.

Disegno dello studio e risultati principali
I ricercatori hanno analizzato l'impiego di FANS in 627 pazienti che avevano preso parte allo studio DESIR, uno studio multicentrico di pazienti con dolore lombare infiammatorio all'esordio da meno di 3 anni, indicativo di axSpA. I pazienti avevano un'età media di 33,7 anni, erano in prevalenza di sesso femminile, una durata media della sintomatologia pari ad 1,5 anni e un punteggio medio BASDAI di attività di malattia pari a 44,3.

All'inclusione, il 92,8% del campione di pazienti era stato sottoposto a trattamento pregresso con FANS nel semestre precedente l'avvio dello studio. A 18 mesi dal reclutamento, a proporzione di pazienti in trattamento con FANS è scesa al 70,2% e non differiva in base al soddisfacimento dei criteri ASAS.

I ricercatori hanno anche osservato che, mentre, al reclutamento, il 15,5% dei pazienti era incluso nella categoria di trattamento con FANS a basse dosi, mentre il 13% era sottoposto a regime posologico a dosi elevate, dopo 3 anni di follow-up la percentuale di pazienti sottoposta a trattamento con FANS a dosi ridotte è cresciuta fino ad interessare il 45,5% di tutti i pazienti inclusi nello studio, mentre quella dei pazienti trattati con FANS a dosi elevate è crollata al 9%.

Le dosi mediane di FANS sono risultate molto più elevate nei pazienti con punteggio BASDAI di attività di malattia >20 che non in quelli con punteggio BASDAI <20.

Il punteggio medio BASDAI, comunque, pari a 44,3 all'inizio dello studio, è rimasto a livelli sintomatici (33,8) dopo 3 anni di follow-up.

Implicazioni dello studio
“La prescrizione di FANS in pazienti con axSpA all'esordio è frequente, nonostante l'assunzione (in termini di dosaggi) sia ridotta, e sembra corrispondere ad un pattern di utilizzo “al bisogno” - scrivono gli autori nelle conclusioni del lavoro”.
“Di qui – aggiungono – la necessità di condurre nuovi studi che si focalizzino sull'outcome dei diversi pattern di prescrizione dei FANS (dosi elevate vs dosi ridotte, trattamento continuo vs trattamento al bisogno), con un'attenzione speciale alla sicurezza e alla progressione radiografica di malattia associata a tali regimi di somministrazione”.

Nicola Casella

Bibliografia
Molto A, et al. Use of nonsteroidal anti-inflammatory drugs in early axial spondyloarthritis in daily practice: Data from the DESIR cohort. Joint Bone Spine (2016), http://dx.doi.org/10.1016/j.jbspin.2016.01.013
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