UCB ha reso noti nuovi dati relativi allo studio RAPID-axSpA che mostrano come la spondiloartrite assiale (axSpA) influisca negativamente sulla produttività a casa e sul posto di lavoro (all’inizio dello studio), in modo analogo a quanto osservato per la SpA e per l’axSpA senza evidenza documentata di SpA per via radiografica (nr-axSpA). I dati sono stati presentati  a Madrid, in Spagna, nel corso del congresso annuale EULAR (European League Against Rheumatism).

L’axSpA è una forma di spondiloartrite  che colpisce prevalentemente le articolazioni a livello della colonna e quelle sacroiliache, ed include sia pazienti con spondilite anchilosante (AS) che pazienti nr-axSpA. I dati provenienti dallo studio clinico di fase 3 sopra menzionato hanno mostrato che certolizumab pegol ha migliorato rapidamente alcuni outcomes riferiti dai pazienti quali il dolore lombare in toto e l’astenia vs placebo, con vantaggi simili documentati sia nelle popolazioni affette da AS che in quelle affette da nr-axSpA. I pazienti trattati con certolizumab pegol hanno mostrato anche benefici in termini di produttività a casa e sul posto di lavoro e un incremento della partecipazione alle attività sociali e quotidiane vs placebo, indipendentemente dal fatto che fossero pazienti affetti da AS e da nr-axSpA.

Lo studio RAPID-axSpA è uno studio in corso di fase 3, multicentrico, randomizzato, in doppio cieco, controllato vs placebo, disegnato con l’obiettivo di valutare l’efficacia e la sicurezza di certolizumab pegol in pazienti con axSpA attiva. A tal scopo, 325 pazienti sono stati randomizzati, secondo un rapporto 1:1:1, al trattamento con placebo o con una dose di carico di 400 mg di certolizumab pegol a settimane alterne nel primo mese di terapia, seguita dal trattamento con il farmaco al dosaggio di 200 mg ogni due settimane o di 400 mg ogni mese.   

L’endpoint primario del trial era rappresentato dal raggiungimento della risposta ASAS 20 a 12 settimane dall’inizio del trattamento e i miglioramenti documentati, relativi alla proporzione di pazienti che hanno centrato l’outcome, sono stati significativi in entrambi i bracci di trattamento attivo vs placebo (p<0,05). Gli AEs sono stati osservati nel 70,4% dei pazienti trattati con certolizumab pegol (dose di combinazione) vs 62,6% dei pazienti del gruppo placebo, con AEs seri documentati, rispettivamente, nel 4,7% vs 4,7% e infezioni serie osservate nell’1,1% vs 0%.

Risultati relativi ad certolizumab pegol presentati nel corso di EULAR 2013

•    Carico economico elevato della spondiloartrite assiale legato alla produttività sul posto di lavoro al basale nel trial RAPID-axSpA: differenze e similitudini tra la spondilite anchilosante e la spondiloartrite assiale non radiografica (1)
  
 All’inizio dello studio, il 69,2% dei pazienti con axSpA e il 71,4% di quelli con nr-axSpA     erano impiegati fuori casa. Lo studio ha documentato un elevato impatto negativo     dell’axSpA sulla produttività sul posto di lavoro e a casa, indipendentemente che i     pazienti fossero affetti da AS o da nr-sxSpA.
 In media, all’inizio dello studio, i pazienti riferivano di essere affetti da axSpA da più di una     settimana lavorativa e da più di 2-3 settimane di svolgimento di attività casalinghe o attività     sociali. La perdita di produttività casalinga era 2-3 volte più elevata nei pazienti non     impiegati e in pazienti con disabilità lavorativa rispetto ai pazienti impiegati. All’inizio dello     studio, il 39,1% dei pazienti affetti da axSpA ha riferito di aver avuto bisogno di ricorrere     all’aiuto di parenti, amici o badanti per lo svolgimento delle loro attività usuali (42,1% dei     pazienti con AS vs 35,4% di quelli con nr-axSpA). Questi pazienti hanno riferito anche      perdite di produttività sul posto di lavoro e a casa di entità superiore rispetto a quelli che non     avevano dovuto ricorrere ad assistenza regolare.

•    Rapido miglioramento degli outcomes riferiti dai pazienti con certolizumab pegol in pazienti con spondiloartrite assiale, inclusa la spondilite anchilosante: risultati a 24 settimane dello studio RAPID-axSpA (2)

Entrambi i regimi di dosaggio di certolizumab pegol hanno migliorato rapidamente gli     oucomes riferiti dai pazienti (dolore lombare in toto, astenia, funzione fisica, qualità della     vita in presenza di spondilite anchilosante) nella popolazione con axSpA in studio vs     placebo (variazione media a 24 settimane dal basale; p<0,05). Il dolore alla colonna è     migliorato sensibilmente già al secondo giorno dall’inizio del trattamento con certolizumab     pegol rispetto al placebo.
 I miglioramenti osservati erano simili nei pazienti con nr-axSpA e nei pazienti con AS     trattati con entrambi i regimi di dosaggio di certolizumab pegol vs placebo (p<0,05). Nei     pazienti trattati con certolizumab pegol, il miglioramento relativo alla funzione fisica e al     sonno è stato maggiore in quelli con nr-axSpA che non in quelli con AS; inoltre i pazienti     con nr-axSpA avevano una probabilità maggiore di raggiungere punteggi SF-36 relativi     all’efficienza fisica e mentale nella norma.

•    Miglioramento della produttività sul posto di lavoro e a casa dopo 24 settimane di trattamento con certolizumab pegol di pazienti con spondiloartrite assiale, compresi i pazienti con spondilite anchilosante: risultati dello studio RAPID-axSpA study (3)

Rispetto al placebo, i pazienti impiegati in trattamento con certolizumab pegol hanno riportato una minor perdita di giornate lavorative mensili, con miglioramenti documentati già alla quarta settimana di trattamento e mantenuti fino a 24 settimane (in media 2,3 giorni al basale e 1,1 giorni a 24 settimane per il trattamento con 200 mg di certolizumab pegol ogni due settimane, 1,4 giorni al basale e 0,6 a 24 settimane per il trattamento con 400 mg di certolizumab pegol ogni mese vs 2,4 giorni al basale e 2 giorni a 24 settimane di trattamento con placebo). I pazienti appartenenti ad entrambi i bracci di trattamento con certolizumab pegol hanno documentato anche un minor numero di giorni lavorativi mensili con riduzione della produttività dalla quarta alla ventiquattresima settimana di trattamento.

Rispetto al placebo, i pazienti trattati con certolizumab pegol hanno riportato una minor perdita di giornate mensili dedicate al lavoro domestico, con miglioramenti documentati già alla quarta settimana di trattamento e mantenuti fino a 24 settimane (in media 5,8 giorni al basale e 2,3 a 24 settimane per il trattamento con 200 mg di certolizumab pegol ogni due settimane, 4,7 giorni al basale e 2,2 giorni a 24 settimane per il trattamento mensile con 400 mg di certolizumab pegol vs 6,9 giorni al basale e 5,6 a 24 settimane di trattamento con placebo).   

I pazienti hanno riportato anche una riduzione delle giornate mensili dedicate al lavoro     domestico con ridotta produttività dalla quarta alla ventiquattresima settimana di trattamento (in media 4,4 giorni al basale e 1,1 a 24 settimane per il trattamento con 200 mg     di certolizumab pegol ogni 2 settimane, 3,6 giorni al basale e 1,9 a 24 settimane per il     trattamento mensile con 400 mg di farmaco vs 5,3 al basale e 3 a 24 settimane di trattamento     con placebo).
Miglioramenti di entità simile con certolizumab pegol sono stati documentati anche nei pazienti con AS e nr-axSpA.

Nella UE, certolizumab pegol, in combinazione con metotressato (MTX), è approvato per il     trattamento dell’artrite reumatoide di grado moderato-severo in pazienti adulti che non     rispondono un modo adeguato ai DMARDs, compreso MTX. Certolizumab pegol può essere     somministrato in monoterapia in caso di intolleranza a MTX o quando il trattamento     continuo con MTX è inappropriato.
Certolizumab pegol non è approvato per il trattamento della axSpA. A febbraio di     quest’anno, UCB ha depositato presso le autorità regolatorie dell’UE domanda di estensione     dell’autorizzazione al commercio del farmaco per il trattamento della axSpA attiva.

Informazioni su certolizumab pegol
Il farmaco è il solo esponente della classe dei farmaci anti-TNF pegilato, libero da Fc. Mostra un’elevata affinità per il TNF-alfa umano, che neutralizza in modo selettivo gli effetti patofisiologici di TNF-alfa. Nel corso degli ultimi dieci anni, si sono accumulate dati a supporto del TNF-alfa come target principale sia per la ricerca di base che per quella clinica. La citochina gioca un ruolo chiave nel mediare l’infiammazione patologica e l’eccesso della produzione di TNF-alfa è stato direttamente implicato in un ampio spettro di patologie. Certolizumab pegol , in combinazione con MTX è approvato nell’UE per il trattamento dell’AR attiva di grado moderato-severo in pazienti adulti che non rispondono adeguatamento al trattamento con DMARDs, incluso MTX. Il farmaco può essere somministrato in monoterapia in caso di intolleranza a MTX o quando il trattamento continuo con MTX è inappropriato UCB sta sviluppando il farmaco anche in altre indicazioni.
 
1. van der Heijde, D., Purcaru, O., Kavanaugh, A. High economic burden of axial spondyloarthritis related to paid work and household productivity at baseline in the RAPID-axSpA study: differences and similarities between ankylosing spondylitis and non-radiographic axial spondyloarthritis. Presented at the European League Against Rheumatism (EULAR) 2013 Congress. Abstract # FRI0439.

2. Sieper, J., Kivitz, A., van Tubergen, A. et al. Rapid improvements in patient-reported outcomes with certolizumab pegol in patients with axial spondyloarthritis, including ankylosing spondylitis: 24-week results of RAPID-axSpA study. European League Against Rheumatism (EULAR) 2013 Congress. Abstract # THU0360

3. van der Heijde, D., Braun, J., Rudwaleit, M. et al. Improvements in work and household productivity after 24 weeks of certolizumab pegol in treatment of axial spondyloarthritis patients, including patients with ankylosing spondylitis: results of RAPID-axSpA study. European League Against Rheumatism (EULAR) 2013 Congress. Abstract #OP0107