Spondiloartrite assiale, documentati benefici a lungo termine con etanercept

Stando ai risultati provenienti dalla fase di estensione di uno studio sull'impiego di etanercept nel trattamento della spondiloartrite assiale non radiografica (nr-axSpA), pubblicato su Arthritis Care & Research, la risposta al trattamento si mantiene sostenuta fino a 2 anni di osservazione. Lo studio EMBARK rende disponibile un dataset di parametri di outcome clinico a lungo termine molto robusto, in una popolazione di pazienti trattata con etanercept affetti da nr-axSpA con risposta insoddisfacente ai FANS, come pure informazioni dettagliate sui segni obiettivi di infiammazione, misurati mediante CRP e MRI.

Stando ai risultati provenienti dalla fase di estensione di uno studio sull'impiego di etanercept nel trattamento della spondiloartrite assiale non radiografica (nr-axSpA), pubblicato su Arthritis Care & Research, la risposta al trattamento si mantiene sostenuta fino a 2 anni di osservazione.

“Il pattern di risposte cliniche e di imaging a risonanza magnetica (MRI) in questa popolazione di pazienti con nr-axSpA è consistente con quello pubblicato in studi precedenti sull'impiego di etanercept nella spondilite anchilosante – hanno commentato gli autori dello studio”.

Razionale e disegno dello studio
Come è noto, per SpA assiale si intende uno spettro di malattia che va dalla forma non radiografica a quella radiografica. Alcuni studi hanno chiaramente documentato i benefici derivanti dall'impiego di farmaci anti-TNF per entrambe le forme di SpA assiale, includendo le risposte ASAS40 a lungo termine (2-5 anni) nella spondilite anchilosante.

Ciò premesso, ancora oggi i dati relativi all'efficacia d'impiego a lungo termine dei farmaci anti-TNF nella nr-axSpA sono piuttosto limtati.

Di qui il nuovo studio che, in pratica, ha analizzato i dati a lungo termine provenienti dal trial EMBARK, un trial multicentrico in doppio cieco che aveva randomizzato 215 pazienti al trattamento con etanercept o placebo per 12 settimane.

I partecipanti allo studio soddisfacevano i criteri ASAS per axSpA ma non avevano evidenza radiografica di sacroilite, totalizzavano un punteggio uguale o superiore a 4 relativamente all'indice BASDAI di attività di malattia e avevano attività di malattia nonostante il trattamento con due o più FANS.

I pazienti del trial avevano un'età media pari a 32 anni, il 72% era HLA-B27 positivo e l'81% aveva sacroilite diagnosticata mediante MRI.

Lo studio EMBARK aveva dimostrato, a 12 settimane dall'inizio del trattamento assegnato, che il 32% dei pazienti assegnati a terapia con etanercept aveva raggiunto la risposta ASAS40 a fronte di un 16% di pazienti appartenti al gruppo placebo (p=0,006).

Dopo questo endpoint, tutti i pazienti sono entrati nella fase di estensione in aperto del trial, nel corso della quale sono stati trattati, in monosomministrazione settimanale, con 50 mg di etanercept sottocute.

Risultati principali dello studio
Su 205 pazienti entrati nella fase in aperto a lungo termine del trial EMBARK, trattati con etanercept nel corso del trial, il 75% di questi ha soddisfatto la risposta ASAS20 a 2 anni, mentre il 61% ha soddisfatto la risposta ASAS40.

Non solo: dai referti ottenuti mediante MRI, è emerso che, a 2 anni,  il 44% del campione è andato incontro a remissione di malattia a livello dell'articolazione sacroiliaca, mentre il 78% è andato incontro a remissione di malattia in corrispondenza del rachide.

Gli effetti benefici del trattamento con il farmaco anti-TNF sono stati osservati anche sui livelli di CRP. Mentre all'inizio dello studio il 45% dei pazienti del gruppo inizialmente trattato con etanercept mostrava livelli di CRP >3 mg/L, a 2 anni solo il 21% dei pazienti aveva ancora livelli elevati di questo marker di infiammazione.

Quanto alla safety, nel corso del trial sono stati documentati eventi avversi (AE) nel 79% dei pazienti inizialmente allocati nel gruppo trattato con etanercept e nel 78% di quelli inizialmente allocato a placebo.

Gli AE più frequentemente documentati sono stati la nasofaringite, la diarrea, infezioni a carico del tratto respiratorio superiore e cefalea.
Una percentuale di pazienti pari all'8%, invece, ha sperimentati AE seri, tra i quali si segnala un'infezione seria in un pazienti inizialmente allocato al gruppo placebo.

Non sono stati documentati, invece, casi di neoplasie, TBC o di decessi  a seguito del trattamento.

Riassumendo
Nonostante alcuni limiti metodologici intrinseci, quali il disegno in aperto e l'assenza di cecità dopo 12 settimane dall'inizio del trattamento assegnato, “...lo studio EMBARK – scrivono gli autori nelle conclusioni – ha fornito un dataset di parametri di outcome clinico a lungo termine molto robusto, in una popolazione di pazienti trattata con etanercept affetti da nr-axSpA con risposta insoddisfacente ai FANS, come pure informazioni dettagliate sui segni obiettivi di infiammazione, misurati mediante CRP e MRI”.

NC

Bibliografia
Dougados M, et al "Effects of long-term etanercept treatment on clinical outcomes and objective signs of inflammation in early non-radiographic axial spondyloarthritis: 104-week results from the EMBARK study" Arthritis Care Res 2017; DOI:10.1002/acr.23276.
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