Spondiloartrite assiale non-radiografica attiva, secukinumab centra end point nello studio di fase III PREVENT

Nuovi dati dello studio di Fase III PREVENT, confermano l'efficacia e la sicurezza dell'anti IL-17  secukinumab nei pazienti con spondiloartrite assiale non radiografica (nr-axSpA, non-radiographic axial spondyloarthritis).

Nuovi dati dello studio di Fase III PREVENT, confermano l’efficacia e la sicurezza dell’anti IL-17  secukinumab nei pazienti con spondiloartrite assiale non radiografica (nr-axSpA, non-radiographic axial spondyloarthritis).

Tuttora in corso di svolgimento, lo studio di fase III ha soddisfatto il suo endpoint primario (ASAS40) alla settimana 16, mostrando, rispetto al placebo, una riduzione clinicamente significativa della progressione della patologia nei pazienti trattati con secukinumab 150 mg. Lo studio clinico ha dimostrato un profilo di sicurezza favorevole, coerente con i precedenti studi clinici.

La presentazione di dati più dettagliati è prevista in occasione di un prossimo congresso scientifico. Questi dati vanno ad aggiungersi alle evidenze già esistenti, sono oltre 100 gli studi clinici disponibili, a supporto di secukinumab come trattamento della spondiloartrite assiale, dell’artrite psoriasica e della malattia psoriasica, con oltre 250mila pazienti trattati in tutto il mondo.

Il termine spondiloartrite assiale (axSpA, axial spondyloarthritis) raggruppa uno spettro di malattie infiammatorie croniche caratterizzate da lombalgia infiammatoria persistente. La axSpA comprende la spondilite anchilosante, in cui il danno articolare è visibile alla radiografia, e la spondiloartrite assiale non radiografica (nr-axSpA, non-radiographic axial spondyloarthritis), in cui il danno articolare non è invece visibile alla radiografia. Entrambe le forme di malattia presentano un carico sintomatico simile, che include dolore notturno, affaticamento, rigidità mattutina e disabilità funzionale.

Lo studio clinico PREVENT
Tuttora in corso, PREVENT è uno studio di fase III della durata di due anni, randomizzato, in doppio cieco, controllato con placebo e dotato di una fase di estensione di due anni, condotto per studiare l’efficacia e la sicurezza di secukinumab in pazienti con nr-axSpA attiva.

Lo studio ha arruolato 555 pazienti adulti maschi e femmine con nr-axSpA attiva (con insorgenza prima dei 45 anni, con dolore spinale valutato come ≥40/100 su una scala analogica visiva [VAS, visual analog scale] e con un BASDAI (Bath Ankylosing Spondylitis Disease Activity Index) ≥4) che avevano assunto almeno due diversi farmaci antinfiammatori non steroidei (FANS) alla massima dose fino a 4 settimane prima dell’avvio dello studio.

I pazienti potevano aver assunto in precedenza un inibitore del TNFα (non più di uno), per il quale avevano prodotto una risposta inadeguata. Dei 555 pazienti arruolati nello studio, 501 (90%) erano naïve ai farmaci biologici.

I pazienti sono stati assegnati a uno dei tre bracci di trattamento: secukinumab 150 mg per via sottocutanea con dose di carico (induzione: 150 mg di secukinumab per via sottocutanea una volta alla settimana per 4 settimane, quindi mantenimento con 150 mg di secukinumab una volta al mese); secukinumab 150 mg senza dose di carico (150 mg di secukinumab per via sottocutanea una volta al mese) o placebo (somministrazione per via sottocutanea una volta alla settimana per 4 settimane, seguita da mantenimento  una volta al mese).

 Gli endpoint primari sono rappresentati dalla percentuale di pazienti che ha ottenuto una risposta ASAS40 con secukinumab 150 mg alle settimane 16 e 52. Gli endpoint secondari includono la variazione del BASDAI nel corso del tempo e la variazione del punteggio ASDAS-CRP (Ankylosing Spondylitis Disease Activity Score with CRP).

La risposta ASAS40 si ottiene quando si rileva un miglioramento pari ad almeno il 40% e un miglioramento di almeno 10 unità su una scala da 0 a 100 in almeno tre dei seguenti domini: valutazione globale del paziente, valutazione del dolore, funzionalità (Bath Ankylosing Spondylitis Functional Index [BASFI]) e infiammazione (gravità e durata della rigidità mattutina). L’indice BASDAI valuta l’attività della malattia di un paziente su sei misure: affaticamento, dolore spinale, dolore/gonfiore articolare, entesite, durata della rigidità mattutina e gravità della rigidità mattutina.