I risultati della fase di estensione “in aperto” di un trial di fase III sull'impiego di etanercept (ETN) hanno dimostrato un miglioramento continuo dei marker clinici di malattia, della qualità della vita legata allo stato di salute riferita dai pazienti (hr-QoL), della produttività e degli outcomes documentati mediante MRI da 12 a 48 settimane di trattamento, in assenza di nuovi segnali di safety.
I nuovi risultati relativi alla fase di estensione del trial EMBARK sono stati recentemente pubblicati online sulla rivista Annals of Rheumatic Diseases (1) e dimostrano l'efficacia a lungo termine di ETN nel trattamento dei pazienti con nr-axSpA non responder ai FANS.
La nr-axSpA è una malattia invalidante che si manifesta principalmente con lombalgia infiammatoria e può essere accompagnata dalla presenza del gene HLA-B27, da artrite e da infiammazione agli occhi e/o del tratto gastrointestinale. I pazienti con nr-ax-SpA hanno segni e sintomi simili a quelli della spondilite anchilosante (AS), ma senza evidenza radiografiche di danni strutturali all’articolazione sacroiliaca.
Etanercept è un farmaco anti-TNF approvato nell'Unione Europea per il trattamento di adulti con artrite reumatoide, artrite psoriasica e psoriasi a placche; bambini di età compresa tra 2 anni e anziani con artrite idiopatica giovanile; e bambini dai 6 anni di età affetti da psoriasi pediatrica a placche. Il farmaco è anche  stato approvato nell'Unione Europea (EU) per il trattamento di adulti con grave spondilite anchilosante attiva (AS) che hanno avuto una risposta inadeguata alla terapia convenzionale e, dallo scorso anno, ha ricevuto dal CHMP dell'EMA una estensione di indicazione nel trattamento dei pazienti adulti con grave spondiloartrite assiale non-radiografica ( nr-axSpA ).
Lo studio di estensione in aperto, prosecuzione del trial di Fase III EMBARK, ha preso in considerazione 208 pazienti con nr-axSpA, non responders a due o più FANS, trattati per 12 settimane con ETN o placebo. Alla dodicesima settimana, i pazienti randomizzati in doppio cieco al trattamento con ETN (50 mg/settimana) mostravano un miglioramento significativo sia dei segni che dei sintomi clinici, sia dell'infiammazione misurata mediante MRI rispetto a quelli trattati con placebo.
La fase di estensione “in aperto” ha monitorato gli outcomes fino a 48 settimane sia in pazienti che continuavano il trattamento con ETN (ETN/ETN) sia in quelli che interrompevano il trattamento con placebo per passare al trattamento con ETN (placebo/ETN).
Focalizzando l'attenzione sugli outcomes clinici dello studio, è stato rilevato un incremento, dal 33% al 52%, della percentuale di pazienti che raggiungevano la risposta ASAS40 dalla 12esima alla 48esima settimana di trattamento nel gruppo ETN/ETN e un incremento dal 15% al 53% nel gruppo placebo/ETN (p intra-gruppo >0,001 in entrambi i gruppi).
Quanto agli altri endpoint:
la risposta ASAS 5/6 è stata osservata in una proporzione di pazienti compresa tra il 34% e il 49% (p<0,01)
la risposta ASAS20 in una proporzione di pazienti compresa tra il 52,4% e il 72,4% (p<0,01)
la risposta BASDAI50 in una proporzione di pazienti compresa tra il 43,8% e il 60% (p<0,01)
la remissione parziale secondo ASAS in una proporzione di pazienti compresa tra il 24,8% e il 38% (p<0,05).
 
Tra la 24esima e la 48esima settimana, il miglioramento intra-gruppo è risultato significativo solo per la risposta BASDAI50 (p<0,05).
Inoltre, tra la 12esima e la 48seima settimana, il punteggio EQ-5D (EuroQol 5 Dimensions), il punteggio relativo al questionario SF-36 (componente mentale) e a quello WPAI (relativo alla produttività al lavoro) sono migliorati in entrambi i gruppi di trattamento, a suggerire un miglioramento della QoL legata allo stato di salute percepito dal paziente.
Quanto alla safety, i dati ottenuti a 48 settimane sono risultati sovrapponibili a quello ottenuti a 12 e a 24 settimane. Tra la 12esima e la 48esima settimana, il 64% dei pazienti ha sperimentato un evento avverso (AE) legato al trattamento. In 4 pazienti (2%), invece, è stato rilevato un AE serio. 
Gli autori, nel commentare lo studio, hanno ammesso che un limite metodologico era costituito dal disegno “in aperto”. Tuttavia ricordano come i miglioramenti continui osservati degli outcome documentati mediante MRI abbiano ridotto la probabilità che gli outcome clinici sopra riportati a 48 settimane dipendano da un effetto placebo.

NC

Maksymowych WP, et al "Clinical and MRI responses to etanercept in early non-radiographic axial spondyloarthritis: 48-week results from the EMBARK study" Ann Rheum Dis 2015; DOI: 10.1136/annrheumdis-2015-207596
 
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http://www.ncbi.nlm.nih.gov/pubmed/26269397