Spondiloartrite assiale, punteggi ASDAS basali potrebbero identificare pazienti a rischio elevato

Ortopedia e Reumatologia

I pazienti con spondiloartrite assiale (axSpA) che presentano un punteggio ASDAS (Ankylosing Spondylitis Disease Activity Scores) uguale o superiore a 3 al basale hanno un rischio maggiore di andare incontro a disabilitą nei 3 anni successivi la rilevazione di questi punteggio. Tale rischio, inoltre, sembra persistere anche in pazienti trattati con farmaci anti-TNF. Queste le conclusioni di uno studio pubblicato online sulla rivista Annals of the Rheumatic Diseases, che ha documentato, peraltro, come i migliori outcome di axSpA si associno con l'appartenenza al sesso maschile, il possesso di un grado di istruzione elevato e l'appartenenza ad attivitą lavorative tipiche dei "colletti bianchi".

I pazienti con spondiloartrite assiale (axSpA) che presentano un punteggio ASDAS (Ankylosing Spondylitis Disease Activity Scores) uguale o superiore a 3 al basale hanno un rischio maggiore di andare incontro a disabilità nei 3 anni successivi la rilevazione di questi punteggio. Tale rischio, inoltre, sembra persistere anche in pazienti trattati con farmaci anti-TNF.

Queste le conclusioni di uno studio pubblicato online sulla rivista Annals of the Rheumatic Diseases, che ha documentato, peraltro, come i migliori outcome di axSpA si associno con l'appartenenza al sesso maschile, il possesso di un grado di istruzione elevato e l'appartenenza ad attività lavorative tipiche dei “colletti bianchi”.

La presentazione di axSpA può essere eterogenea dal punto di vista fenotipico, ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro: ad esempio si possono avere pazienti con coinvolgimento predominante assiale, o articolare periferico – con o senza psoriasi -, oppure con esclusivo coinvolgimento assiale e sacroilite radiografica...

Pertanto, in ragione di questa diversità di presentazione e anche delle diverse modalità di trattamento e di altri elementi (quali l'ambiente socioeconomico e l'accesso alle cure, il sesso, ecc), l'attività di malattia può essere eterogenea, sia alla presentazione che nel corso del tempo e, quindi, una migliore identificazione e caratterizzazione di gruppi omogenei di pazienti sulla base dell'attività di malattia potrebbe consentire l'implementazione di strategie per il follow-up di questi pazienti migliori e più adattati alle loro specifiche caratteristiche.

Il punteggio ASDAS basato sui livelli di CRP rappresenta uno strumento ampiamente validato per misurare l'attività di malattia in pazienti con axSpA, integrando al suo interno sia alcuni item riportati dai pazienti (di natura soggettiva) con marker infiammatori obiettivi.

Obiettivo di questo studio, pertanto, è stato quello di utilizzare questo strumento allo scopo di identificare i trend di attività di malattia in pazienti con ax-SpA all'esordio per un periodo di follow-up della durata di 3 anni, nonché le caratteristiche basali  e gli outcome (trattamento e di disabilità) associati con ciascuno dei trend di attività di malattia osservati.

A tal scopo, i ricercatori si sono avvalsi dei dati relativi a 370 pazienti inclusi in DESIR (Devenir des Spondyloarthrites Indifférenciées Récentes), una coorte di pazienti con ax-SpA all'esordio.

Lo studio DESIR era uno studio osservazionale prospettico, multicentrico e longitudinale.

I pazienti inclusi lamentavano lombalgia da più di 3 mesi ma non oltre i 3 anni, con sintomatologia suggestiva di un punteggio di SpA pari o superiore a 5, su una scala da 0 a 10.

Tutti i pazienti dello studio erano naive ai farmaci anti-TNF al basale e tutti soddisfacevano i criteri ASAS per la presenza di ax-SpA al basale. Inoltre, per tutti i pazienti erano disponibili almeno 3 valori di ASDAS nel corso dei 3 anni previsti di follow-up.

L'analisi dei punteggi ASDAS nel corso dei 3 anni di follow-up dello studio ha portato all'identificazione di 5 trend di evoluzione di attività di malattia: 1) persistente attività moderata di malattia  (n = 134, 36;2%); 2) persistente malattia inattiva (n = 66, 17,8%); 3) transizione da un'attività di malattia molto elevata a malattia inattiva (n = 29, 7,8%); 4) persistente attività elevata di malattia (n = 126, 34,1%); 5)  persistente attività di malattia molto elevata (n = 15, 4,1%).

I dati dello studio includevano anche l'età, il sesso, il livello di istruzione, l'attività svolta (fisicamente attiva o sedentaria), lo stato di occupazione e i giorni di malattia.

I risultati dell'analisi di regressione multinomiale hanno mostrato che i pazienti con attività di malattia elevata o molto elevata persistente (gruppi 4 e 5) avevano una probabilità compresa tra 5 e 8 volte di essere dichiarati inabili al lavoro durante i 3 anni di follow-up dello studio, rispetto agli altri gruppi.

Inoltre, è stato osservato che il passaggio da un'iniziale attività elevata a malattia inattiva era più probabile nei pazienti di sesso maschile, con livello di istruzione più elevato e/o con coinvolgimento articolare periferico.

Non solo: queste differenze di outcome erano rilevabili nonostante la progressione strutturale di malattia all'esordio sia tipicamente lenta.

I ricercatori sono rimasti sorpresi dall'osservare come i pazienti con attività di malattia elevata o molto elevata persistenti fossero anche quelli caratterizzati da un utilizzo maggiore di farmaci anti-TNF rispetto a quelli con attività di malattia moderata persistente o a quelli passati da malattia attiva a malattia inattiva.

A tal riguardo, però, hanno escluso che quanto osservato potesse dipendere da maggiori difficoltà di accesso alle cure, essendo la coorte di pazienti considerati residente in Francia, dove è presente una copertura universalistica delle cure.
Tale osservazione porta a ritenere che debbano esistere altri fattori, al di là dell'accesso alle cure, in grado di spiegare l'attività di malattia nella ax-SpA.
In conclusione, le raccomandazioni correnti sottolineano l'importanza di monitorare l'attività di malattia nei pazienti con SpA sulla base degli outcome riferiti dai pazienti e dei livelli di CRP. Il punteggio ASDAS li combina entrambi, proponendosi, pertanto, come un eccellente strumento da utilizzare nella pratica clinica.

Nicola Casella

Bibliografia
Molto A et al. Disease activity trajectories in early axial spondyloarthritis: results from the DESIR cohort. ARD Online First, published on November 25, 2016 as 10.1136/annrheumdis-2016-209785
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