Spondiloartrite assiale, tassi di uveite associata ridotti dal trattamento con certolizumab pegol

Il tasso di recidive di uveite è ridotto in pazienti affetti da spondiloartrite assiale (axSpA), trattati con certolizumab pegol (CTZ). Lo dimostra uno studio pubblicato online ahead-of-print sulla rivista Arthritis Care & Research.

Il tasso di recidive di uveite è ridotto in pazienti affetti da spondiloartrite assiale (azSpA), trattati con certolizumab pegol (CTZ).
Lo dimostra uno studio pubblicato online ahead-of-print sulla rivista Arthritis Care & Research.

L'uveite rappresenta la manifestazione extra-articolare di più frequente riscontro nei pazienti con axSpA, sia quelli affetti da spondilite anchilosante (AS) che quelli con ax-SpA non radiografica.

"Le opzioni di trattamento a disposizione dei pazienti con axSpA che sviluppano recidive isolate o ricorrenti di uveite sono piuttosto limitate - ricordano gli autori nell'introduzione allo studio."

"I FANS - continuano - possono alleviare la sintomatologia per un breve periodo di tempo e documentazioni relative all'impiego di DMARD, come sulfasalazina e metotressato - sono presenti in letteratura, per quanto le evidenze disponibili relative ad una possibile riduzione degli episodi di uveite si limiti ad un numero sparuto di report osservazionali e di piccoli trial clinici".

CZP, un farmaco anti-TNF, è un trattamento efficace nell'axSpA (sia AS che nr-axSpA), noto per indurre un miglioramento sensibile della manifestazioni spinali ed extra-articolari della malattia, come l'entesite.

La presenza di dati proventienti da casistiche retrospettive di pazienti ne ha suggerito un effetto positivo nell'uveite refrattaria attiva.

Obiettivo di questo studio, pertanto, è stato quello di recensire i dati relativi alle recidive di uveite in pazienti trattati con CZP affetti da axSpA reclutati nello studio RAPID-axSpA, il primo studio ad aver esplorato, di default, gli effetti di un farmaco anti-TNF sulla complicanza uveite in un'ampia popolazione di pazienti con ax-Spa (sia AS che nr-axSpA).

Lo studio RAPID-axSpA era uno studio che prevedava una fase controllata vs placebo, in doppio cieco, fino a 24 settimane dall'inizio del trattamento assegnato dalla randomizzazione e, successivamente, una fase con cecità relativa al dosaggio fino alla 48esima settimana in aperto, nonchè una fase finale, in aperto, fino alla 204esima settimana.

I pazienti placebo che entravano nella seconda fase del trial, che prevedeva la cecità relativa al dosaggio, erano ri-randomizzati a CZP.

Gli eventi di uveite sono stati registrati come manifestazione extra-articolare o come evento avverso (AE).

Inoltre, sono stati analizzati gli eventi di uveite in pazienti con/senza storia di uveite, e i tassi di incidenza sono stati parametrati per 100 pazienti/anno.

All'inizio del trial, 38 pazienti su 218 (17,4%) randomizzati al trattamento con CZP e 31 su 107 (29%) randomizzati a trattamento con placebo avevano una storia pregressa di uveite.

Durante la prima fase del trial in doppio cieco, della durata di 24 settimane, il tasso di recidive di uveite è risultato inferiore nel gruppo trattato con CZP (3/100 PY) rispetto al gruppo trattato con placebo (10,3/100 PY). Tutti i casi registrati di uveite in questa fase del trial si sono manifestati in pazienti con storia pregressa di uveite; in questi pazienti, i tassi di incidenza sono stati ancora una volta più bassi nel gruppo trattato con CZP (17,1/100 PY) rispetto al gruppo trattato con placebo (38,5/100 PY).

I tassi di recidiva di uveite si sono mantenuti bassi fino a 96 settimane (4,9/100 PY) e sono stati simili sia nei pazienti con AS (4,4/100 PY) che in quelli con  nr-axSpA (5,6/100 PY).

Nel commentare i risultati, gli autori non hanno nascosto l'esistenza di alcuni limiti metodologici del trial, quali il numero limitato di pazienti sono andati incontro a recidive di uveite e la natura retrospettiva post-hoc dell'analisi dei dati. Di conseguenza, i pazienti reclutati nel trial RAPID-axSpA non sono stati stratificati in base alla storia pregressa di uveite, è ciò può aver determinato uno squilibrio nel numero di pazienti con storia pregressa di uveite tra i 2 gruppi di trattamento.

Nel complesso, però, i risultati dello studio suggeriscono come il trattamento con CZP abbia un impatto notevole nel ridurre le recidive di uveite nei pazienti con axSpA, sia affetti da AS che da nr-axSpA.
Sono ora necessari nuovi studi prospettici che siano in grado di confermare queste osservazioni.

Nicola Casella

Bibliografia
Rudwaleit M et al. Observed Incidence of Uveitis Following Certolizumab Pegol Treatment in Patients with Axial Spondyloarthritis. Arthritis Care & Research 2016; e-pub ahead-of-print.
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