Spondiloartriti, certolizumab pegol si conferma efficace e sicuro a 48 settimane #EULAR2019

Ortopedia e Reumatologia

Un'analisi ad interim dei dati relativi alla prima fase del trial clinico C-OPTIMISE sull'impiego di certolizumab pegol (CZP) nelle diverse forme di spondiloartrite assiale (radiografica e non), presentata nel corso del congresso EULAR, ha documentato il mantenimento dell'efficacia e della sicurezza del trattamento a 48 settimane. Lo studio C-OPTIMISE è il primo trial attualmente in corso che si propone di verificare se possa essere sostenibile il mantenimento della remissione sostenuta di malattia con CZP, una volta ridotto o sospeso il trattamento in questione, in pazienti con axSpA.

Un'analisi ad interim dei dati relativi alla prima fase del trial clinico C-OPTIMISE sull'impiego di certolizumab pegol  (CZP) nelle diverse forme di spondiloartrite assiale (radiografica e non), presentata nel corso del congresso EULAR, ha documentato il mantenimento dell'efficacia e della sicurezza del trattamento a 48 settimane.

Lo studio C-OPTIMISE è il primo trial attualmente in corso che si propone di verificare se possa essere sostenibile il mantenimento della remissione sostenuta di malattia con CZP, una volta ridotto o sospeso il trattamento in questione, in pazienti con axSpA.

Disegno dello studio
Lo studio C-OPTIMISE è un trial della durata complessiva di 96 settimane, organizzato in due fasi:
- una prima fase (portata a termine) che prevedeva un trattamento in aperto con CZP 200 mg ogni 2 settimane (preceduto da un trattamento iniziale a dose doppia, effettuata nelle settimane 0, 2 e 4 del trial) fino a 48 settimane
- una seconda fase (attualmente in corso) che prevedeva che i pazienti che avevano raggiunto l'obiettivo della remissione sostenuta a 48 settimane fossero avviati, previa randomizzazione in doppio cieco, controllata vs. placebo, a trattamento con 200 mg di CZP (ovvero dose piena) ogni 2 settimane oppure ogni 4 (ovvero dose ridotta) fino a 96 settimane.

L'analisi presentata al congresso non ha riferito le conclusioni relative all'outcome primario (percentuale di pazienti che non è andata incontro a recidiva di malattia nella seconda fase dello studio), attualmente ancora in corso, mentre ha dettagliato i risultati relativi all'outcome principale secondario (la percentuale di pazienti che ha mantenuto la remissione sostenuta (definita da un punteggio ASDAS<1,3 a 32 settimane o a 36 settimane – se ASDAS<1,3 a 32 settimane, deve essere <2,1 a 36  settimane, o viceversa – e a 48 settimane.

I ricercatori avevano reclutato 736 pazienti con axSpA ad insorgenza in età adulta, con sintomatologia riferita non superiore ai 5 anni. Di questi, 407 erano affetti dalla forma radiografica (r-axSpA), mentre 329 erano affetti dalla forma non radiografica (nr-axSpA) di malattia (tab.1).

Risultati principali
Dall'analisi dei dati è emerso che i pazienti trattati con CZP, indipendentemente dalla forma di malattia (radiografica o non radiografica) hanno mostrato un miglioramento dei segni e dei sintomi di malattia, come pure dell'attività di malattia, nel corso delle 48 settimane dello studio (tab.2).

Passando all'outcome secondario reso noto al congresso, è stato osservato che il 43,9% dei pazienti con axSpA ha raggiunto l'obiettivo della remissione sostenuta di malattia (nello specifico, il 42,8% dei pazienti con r-axSpA e il 45,3% di quelli con nr-axSpA) (tab.2).

Inoltre, sempre a 48 settimane, il 52,7% dei pazienti con axSpA (52,6% con r-axSpA e 52,9% con nr-axSpA) ha raggiunto lo stato di malattia inattiva (fig.1) (ASDAS<1,3).

Da ultimo, l'analisi ha documentato miglioramenti clinicamente significativi anche in relazione ad altri outcome del paziente, quali la funzione, la mobilità, il dolore lombare notturno e la fatigue (tab.2).

Per quanto riguarda la safety, il 67,3% dei pazienti dello studio ha riferito almeno un evento avverso legato al trattamento, mentre il 6,1% dei pazienti un evento avverso serio. Ciò ha portato il 3,9% dei pazienti ad interrompere la terapia con CZP nel corso delle prime 48 settimane dello studio.
Nel complesso, però, il profilo di sicurezza del farmaco è risultato sovrapponibile sia con altri studi che avevano impiegato CZP che altri farmaci anti-TNF

Riassumendo
I dati ad interim presentati dello studio C-OPTIMISE hanno confermato come una proporzione pressochè sovrapponibile di pazienti con r-axSpA e nr-axSpA abbia raggiunto l'obiettivo della remissione sostenuta e della malattia inattiva a 48 settimane dall'inizio del trattamento con CZP.

Bisogna attendere, ora, i risultati della seconda fase dello studio, per comprendere se sia possibile sospendere il trattamento con il farmaco una volta che il paziente ha raggiunto la remissione oppure se sia necessario riadattare la posologia del farmaco in questione.

Nicola Casella

Bibliografia
Landewé R et al. Efficacy and safety outcomes in Patients with Axial Spondyloarthritis Treated with Certolizumab Pegol: Results from the 48-Week Run-In Part of C-OPTIMISE. Abstract FRI0397; EULAR2019.