L'anticorpo monoclonale tanezumab riduce significativamente il dolore articolare e la funzione fisica nei pazienti con artrosi alle ginocchia. Lo dimostra uno studio di fase III pubblicato sul Journal of Pain.

Il trial ha randomizzato 690 pazienti con artrosi alle ginocchia a ricevere tre dosi di tanezumab endovena (2,5, 5, o 10 mg) o placebo per un periodo di 32 settimane. I pazienti avevano un punteggio WOMAC (Western Ontario and McMaster Universities OA Index) per il dolore e la funzione fisica, rispettivamente ≥5 e ≥4., un punteggio PGA (Patient's Global Assessment of Osteoarthritis) ≥3, al basale.

Gli endpoint principali dello studio erano il cambimento dei punteggi WOMAC e PGA dopo 16 settimane di terapia.
I pazienti assegnati a ricevere tanezumab hanno mostrato un miglioramento significativo di tutti e due gli endpoint dello studio, rispetto ai controlli (P≤ 0,015).

L’incidenza di eventi avversi era pari al 55-60% nel gruppo assegnato all’anticorpo monoclonale e del 48% nei controlli. La sostituzione dell’articolazione è stata necessaria in 4 pazienti, uno per ogni gruppo analizzato.

Tanezumab, noto anche con il nome in codice RN624) è un anticorpo monoclonale diretto contro il Nerve Growth Factor (NGF o Fattore di crescita dei nervi). Il farmaco viene somministrato ogni 8 settimane per infusione endovenosa.

Il Nerve growth factor è una proteina segnale coinvolta nello sviluppo del sistema nervoso nei vertebrati. Indirizza e regola la crescita degli assoni, tramite meccanismi di segnalazione cellulare. L'NGF fu scoperto negli anni 50 da Rita Levi-Montalcini, che per circa trent'anni ha condotto studi su questa molecola proteica e sul suo meccanismo d'azione. Per queste ricerche, nel 1986 la scienziata è stata insignita del Premio Nobel per la medicina.

A seguito di una richiesta dell'Fda, Pfizer aveva sospeso gli studi in corso su pazienti con artrosi trattati con tanezumab a causa di alcuni report di peggioramento della malattia tale da rendere necessaria la protesizzazione dell'anca. In studi preliminari tanezumab era risultato molto efficace nel ridurre il dolore dell’artrosi. Si ipotizza che il suo notevole effetto analgesico potrebbe aver indotto i soggetti che soffrono di questa patologia a svolgere attività non adatte alle proprie condizioni, accelerando così il decorso della malattia e peggiorando il danno articolare.
Recentemente, un panel di esperti dell’Fda si è espresso in maniera unanimemente favorevole sul proseguimento della ricerca clinica sui farmaci antinerve growth factors (NGF), anche se andranno prese una serie di precauzioni a salvaguardia della sicurezza dei pazienti.

Mark T. Brown et al., Tanezumab Reduces Osteoarthritic Knee Pain: Results of a Randomized, Double-Blind, Placebo-Controlled Phase III Trial, The Journal of Pain.
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