Terapia di sostituzione ormonale migliora la salute e l'archittettura delle ossa in menopausa

Ortopedia e Reumatologia

La terapia di sostituzione ormonale (HRT) potrebbe migliorare sia la densitą minerale ossea (BMD) che la microarchitettura trabecolare in donne in menopausa. Inoltre, i benefici osservati sull'osso potrebbero persistere fino a 2 anni dalla sospensione del trattamento. Lo dimostrerebbero i risultati di uno studio osservazionale svizzero, pubblicato recentemente su JCEM.

La terapia di sostituzione ormonale (HRT) potrebbe migliorare sia la densità minerale ossea (BMD) che la microarchitettura trabecolare in donne in menopausa. Inoltre, i benefici osservati sull'osso potrebbero persistere fino a 2 anni dalla sospensione del trattamento.

Lo dimostrerebbero i risultati di uno studio osservazionale svizzero, pubblicato recentemente su JCEM.

L'osteoporosi è una condizione morbosa progressiva nel corso della quale le ossa diventano strutturalmente deboli e tendono più frequentemente ad andare incontro a processi di frattura. La menopausa, che si riscontra fisiologicamente nella vita di una donna alla fine del suo periodo fertile, quando questa è nella quarta-quinta decade di vita, accelera significativamente la perdita dell'osso.

Che l'HRT influenzasse in modo favorevole la BMD era documentato da tempo in letteratura. Non era noto fino ad ora, invece, se il ricorso a questo trattamento potesse essere anche in grado di sortire benefici sulla microarchitettura ossea, sulla base della valutazione del punteggio TBS (trabecular bone score).

Di qui il nuovo studio, che si è proposto di valutare l'effetto della HRT sul TBS e la BMD sia prima che dopo la sua sospensione.

I ricercatori hanno reclutato 1.279 donne, aventi un'età compresa tra i 50 e gli 80 anni, raggruppandole in tre gruppi: utilizzatrici correnti o pregresse di HRT o donne che non avevano mai fatto ricorso ad HRT.

Le utilizzatrici di HRT, per essere definite correnti, dovevano assumere HRT da almeno 6 mesi.

“La BMD è stata misurata a livello della colonna lombare, del collo femorale e dell'anca in toto mediante DEXA, mentre il punteggio TBS a livello della colonna è stato calcolato valutando le variazioni dei livelli di grigio in pixel dell'immagina ottenura mediante DEXA della colonna lombare”.

Come hanno ricordato i ricercatori, il punteggio TBS fornisce un indice indiretto della microarchitettura dell'osso trabecolare e, stando a dati di letteratura, sarebbe in grado di predire il rischio di frattura indipendentemente dalla BMD e dal FRAX (Fracture Risk Assessmente tool).

Delle 1.279 donne incluse nell'analisi, 282 (pari al 22% del campione) erano utilizzatrici correnti di HRT, 380 (pari al 30%) lo erano state in passato, mentre 617 (pari al 48%) non avevano mai fatto ricorso alla terapia sostitutiva ormonale.

Le donne che avevano fatto un uso pregresso di HRT erano significativamente più anziane di quelle degli altri due gruppi e mostravano una prevalenza maggiore di fratture. Inoltre, tendevano ad assumere più frequentemente supplementazioni di calcio e di vitamina D di quelle che assumevano correntemente HRT o non ricorrevano a tale trattamento, pur in assenza di differenze tra gruppi relative all'indice di massa corporea (BMI) o all'assunzione di calcio con la dieta.

I risultati hanno mostrato che le donne utilizzatrici correnti di HRT mostravano valori consistentemente più elevati di TBS e di BMD in tutti i siti anatomici considerati nello studio rispetto agli altri due gruppi, sia nei modelli non aggiustati che in quelli aggiustati per fattori confondenti.

Inoltre, dopo aggiustamento dei dati in base all'età e al BMI, le donne che avevano fatto un utilizzo pregresso di HRT mostravano anch'esse valori densitometrici ossei a livello della colonna lombare e dell'anca in toto superiori rispetto alle donne che non avevano mai fatto ricorso alla terapia sostitutiva ormonale (p=0,017 e 0,026, rispettivamente).

Non solo: i risultati dell'analisi multivariata hanno mostrato che le pendenze delle curve relative all'incremento di TBS in 10 anni erano significativamente meno ripide di quelle osservate nelle utilizzatrici di HRT (sia correnti che pregresse), a suggerire come il ricorso alla HRT fosse in grado di rallentare il declino di TBS associato all'età.

Per contro, i ricercatori non sono stati in grado di documentare l'esistenza di differenze di BMD sulla base della durata d'impiego di HRT in entrambi i gruppi sopra menzionati.
Nel commentare i risultati, gli autori dello studio hanno ipotizzato che gli agenti farmacologici che influenza in modo più favorevole la microarchitettura ossea, come l'HRT, potrebbero sortire maggiori benefici rispetto a quelli che non lo fanno.

“L'idea – spiegano i ricercatori – non è tanto quella di prescrivere HRT a tutte le donne, come pure di proseguire il trattamento per un tempo indefinito. Tuttavia, almeno nelle giovani donne in post-menopausa a rischio maggiore di osteoporosi, la terapia sostitutiva ormonale potrebbe rappresentare un trattamento di prima linea molto efficace, purchè non esistano controindicazioni accertate al trattamento, da continuare per almeno 5 e forse anche 10 anni”.

Tutto ciò tenendo presente che, una volta che la HRT è stata sospesa, i benefici del trattamento sia sulla BMD che sulla microarchitettura ossea tendono a prolungarsi per almeno 2 anni.

Nicola Casella

Bibliografia
Papadakis G et al. The Benefit of Menopausal Hormone Therapy on Bone Density and Microarchitecture Persists After its Withdrawal. JCEM 2016; epub ahead-of-print
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