TKA, il lupus non influisce sul rischio di eventi avversi a 6 mesi dall'intervento

Contrariamente a quanto osservato in un altro studio, condotto in pazienti sottoposti ad intervento di artroplastica totale all'anca, il LES non sembra essere un fattore di rischio indipendente di aumenti di eventi avversi (AE) post-intervento di artroplastica totale del ginocchio (TKA) a 6 mesi. Lo dimostrano i risultati di uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Rheumatology.

Contrariamente a quanto osservato in un altro studio, condotto in pazienti sottoposti ad intervento di artroplastica totale all'anca (1), il LES non sembra essere un fattore di rischio indipendente di aumenti di eventi avversi (AE) post-intervento di artroplastica totale del ginocchio (TKA) a 6 mesi.

Lo dimostrano i risultati di uno studio pubblicato sul Journal of Clinical Rheumatology.

Come è noto, le artriti e necrosi avascolari rappresentano complicanze comuni del LES, responsabili dell'incremento del tasso di ricorso alla TKA rispetto alla popolazione generale.

Ciò premesso, non è chiaro se il tasso di complicanze post-TKA nei pazienti con LES sia maggiore rispetto ai pazienti non affetti da lupus: infatti, per quanto esistano evidenze a favore di questa associazione, non è possibile escludere che i tassi storicamente documentati non riflettano la situazione attuale, caratterizzata dalla disponibilità di migliori trattamenti per il LES o di moderne tecniche anestetiche e chirurgiche.

Di qui il razionale del nuovo studio, che si è proposto il duplice obiettivo di determinare se i pazienti con LES presentino lo stesso numero di AE nei primi 6 mesi dall'intervento primario di TKA rispetto ai pazienti affetti da osteoartrosi (OA),  e di verificare se l'impiego di alcuni farmaci o la presenza di comorbilità contribuiscano al numero osservato di complicanze.

A tal scopo, i ricercatori hanno messo a confronto gli AE a 6 mesi occorsi in pazienti sottoposti ad intervento di TKA tra il 2007 e il 2014, incrociando 52 casi di pazienti affetti da lupus con 104 casi di pazienti affetti da OA in base all'età, al sesso, all'anno di esecuzione dell'intervento e al tipo di procedura chirurgica utilizzata.
I due gruppi così costituiti non differivano tra di loro in base alla durata del periodo di osservazione.

La registrazione degli AE è avvenuta mediante consultazione di cartelle cliniche e di opportuni registri.

Inoltre, per identificare i fattori predittivi di AE, i ricercatori hanno messo a confronto le caratteristiche iniziali dei pazienti considerati ed effettuato su queste un'analisi di regressione statistica.

I risultati dell'analisi hanno mostrato che i pazienti con lupus erano affetti da più comorbilità (38,4% vs 17,3%), facevano maggior uso di steroidi (28,8% vs 1,9%) e di dosi supra-fisiologiche (stress-dose) di steroidi in fase perioperatoria (30,8% vs 2,9%) rispetto a quelli affetti da OA.

Ciò nonostante, il numero di AE (minori, maggiori e in toto) non era superiore nei pazienti lupici rispetto al gruppo di controllo.
Non solo: gli AE non sono aumentati numericamente in quei pazienti che erano stati trattati a dosi supra-fisiologiche (stress-dose) di steroidi.

Dopo aggiustamento dei dati in base alla presenza di comorbilità e alla diagnosi, i ricercatori hanno anche osservato che né la condizione di lupus né la presenza di più comorbilità erano associate ad un incremento del rischio di AE.

Pertanto, alla luce di questi risultati, emerge come, rispetto ai pazienti con OA, i pazienti affetti da lupus non presentino un aumento del rischio di AR nei primi 6 mesi dall'intervento di TKA.

Nicola Casella

Bibliografia
1) https://www.pharmastar.it/index.html?cat=search&id=21982

2) Fein AW et al. Systemic Lupus Erythematosus Does Not Increase Risk of Adverse Events in the First 6 Months After Total Knee Arthroplasty. JCR: Journal of Clinical Rheumatology: October 2016 - Volume 22 - Issue 7 - p 355–359
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