Tofacitinib, è la risposta precoce a predire OK attività minima di malattia

Nei pazienti con artrite reumatoide (AR) con risposta inadeguata al trattamento con MTX, la mancanza di risposta precoce a tofacitinib è predittiva di una ridotta probabilità di raggiungere la condizione di attività minima di malattia a 6 mesi, stando ai risultati di un'analisi post-hoc di due trial registrativi di fase 3 (ORAL Start Study e ORAL Standard), pubblicata su Arthritis Care & Research.

Nei pazienti con artrite reumatoide (AR) con risposta inadeguata al trattamento con MTX, la mancanza di risposta precoce a tofacitinib è predittiva di una ridotta probabilità di raggiungere la condizione di attività minima di malattia a 6 mesi, stando ai risultati di un'analisi post-hoc di due trial registrativi di fase 3 (ORAL Start Study e ORAL Standard), pubblicata su Arthritis Care & Research.

Gli autori dei questa analisi post-hoc hanno cercato di esaminare il legame esistente tra le variazioni di attività di malattia all'esordio e il raggiungimento della LDA e dei target di remissione in pazienti con AR trattati con tofacitinib.

Nello studio ORAL Start, pazienti naive a MTX erano stati sottoposti a trattamento con tofacitinib 5/10 mg bis die o con MTX per 24 mesi. Nello studio ORAL Standard, invece, controllato vs. placebo, pazienti con intolleranza a MTX erano stati trattati con tofacitinib 5/10 mg bis die o con adalimumab 40 mg in monosomministrazione a cadenza quindicinale, insieme a MTX, per 12 mesi.

I ricercatori hanno calcolato la probabilità di raggiungere la LDA (definita da un punteggio CDAI ≤10 o da un punteggio DAS [28 articolazioni, 4 componenti [DAS28-4], [ESR] ≤3,2) a 6 e a 12 mesi, una volta accertato l'insuccesso terapeutico nel raggiungere un miglioramento soglia rispetto alle condizioni iniziali di partenza (variazione CDAI ≥6 e punteggio DAS28-4[ESR] ≥1,2) ad un mese o a 3 mesi.

Dall'analisi dei dati è emerso che, nello studio ORAL Start, il 7,2% dei pazienti trattati con tofacitinib 5 mg bid e il 5,4% di quelli trattati con tofacitinib 10 mg bid non aveva sperimentato un miglioramento dell'indice CDAI ≥6 a 3 mesi.

Ebbene, in questi pazienti non-responder, rispettivamente il 3,8% dei primi e il 28,6% degli altri ha raggiunto la LDA a 6 mesi secondo la definizione CDAI.

Dai dati dello studio ORAL Standard, invece, è emerso che il 18,8% e il 17,5% dei pazienti trattati rispettivamente con tofacitinib 5/10 mg bid non ha raggiunto il miglioramento sperato di CDAI ≥6 a 3 mesi.

Tra i pazienti non responder, in questo caso, lo 0% e il 2,9% dei pazienti trattati con i 2 dosaggi dell'inibitore di Jak chinasi, ha raggiunto la LDA a 6 mesi secondo la definizione CDAI.

Risultati simili, infine, sono stati documentati con riferimento al miglioramento delle soglie di DAS28-4(ESR) ad un mese.

Pertanto, alla luce di questi risultati, i ricercatori hanno concluso che, quando i clinici si trovano a decidere se continuare o meno il trattamento con tofacitinib nei propri pazienti con AR attiva di grado moderato-severo, la mancanza di risposta precoce deve essere presa in considerazione in quanto la mancanza di miglioramento dell'attività di malattia ad un mese e a 3 mesi predice una ridotta probabilità di raggiungere la LDA e la remissione a 6 e a 12 mesi.

NC

Bibliografia
Van Vollenhoven RF, Lee EB, Fallon L, et al. Tofacitinib in rheumatoid arthritis: lack of early change in disease activity predicts a low probability of achieving low disease activity at month 6 [published online April 26, 2018]. Arthritis Care Res (Hoboken). doi:10.1002/acr.23585
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