Uveite associata ad JIA, risultati promettenti con rituximab

Ortopedia e Reumatologia
Il trattamento con rituximab (RTX) potrebbe essere un'opzione di trattamento efficace nell'uveite associata ad artrite idiopatica giovanile (JIA), soprattutto per quei pazienti che sono refrattari al trattamento con altri farmaci biologici (farmaci anti-TNF).
Ciò è quanto sembra suggerire uno studio retrospettivo italiano pubblicato sulla rivista the British Journal of Ophthalmology.

L'uveite associata con la JIA rappresenta una condizione infiammatoria insidiosa che si manifesta come uveite asintomatica cronica anteriore.
“L'introduzione dei farmaci anti-TNF ha notevolmente migliorato le possibilità di trattamento di questa condizione – ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro.”
“Ciò nonostante – continuano – alcuni pazienti non rispondono in maniera adeguata o sono intolleranti al trattamento con questi farmaci”.

RTX è un anticorpo monoclonale con indicazione, tra le altre, al trattamento, in associazione a metotressato (MTX), dell'artrite reumatoide (AR) attiva di grado grave in pazienti adulti che hanno mostrato un’inadeguata risposta o un’intolleranza ad altri farmaci antireumatici modificanti la malattia (DMARD), comprendenti uno o più inibitori del fattore  di necrosi tumorale (TNF).
RTX si lega in modo specifico all'antigene CD20, una proteina che si ritrova normalmente sulla superficie dei linfociti B. Il bersaglio terapeutico di questo farmaco è dunque diverso da quello tipico dei farmaci anti-TNF.

La presenza di un numero limitato di studi presenti in letteratura sull'efficacia e la tollerabilità del trattamento con questo farmaco in pazienti con malattia oculari ad eziologia infiammatoria e, soprattutto, di dati sull'uveite associata a JIA, ha sollecitato la messa a punto di questo studio retrospettivo, nel corso del quale sono state prese in considerazione le cartelle cliniche relative a 8 pazienti trattati con RTX, gli occhi dei quali erano affetti da uveite associata a JIA di lungo corso (17,7 anni), refrattaria al trattamento con uno o più agenti biologici, tra i quali almeno un farmaco anti-TNF e/o abatacept. I pazienti in questione avevano un'età compresa tra i 16 e i 34 anni (media= 22,8 anni). Sei pazienti su 8 erano di sesso femminile ed erano tutti di etnia Caucasica.

Tutti i pazienti reclutati erano stati trattati con infusione di 1g di RTX ad uno e a 15 giorni dall'inizio dello studio e poi a cadenza semestrale allo scopo di mantenere la quiescenza dell'uveite nel lungo termine ed evitare il manifestarsi di recidive di malattia. Per ridurre il rischio di reazioni da infusione, i pazienti erano trattati anche con 100 mg di metilprednisolone per via endovenosa, paracetamolo orale e antistaminici prima dell'esecuzione dell'infusione di RTX.

I ricercatori hanno valutato la risposta clinica dei pazienti al trattamento, comprendente la riduzione dell'attività dell'uveite, la variazione dell'acuità visiva, la riduzione del ricorso a corticosteroidi locali e sistemici e/o a farmaci immunosuppressori e l'osservazione di eventi avversi (AE).

Il follow-up del trattamento è stato in media di 44,75 mesi. Durante questo tempo, il numero medio di infusioni di RTX ricevute dai pazienti è stato pari a 8,75 (range da 6 a 12).

I risultati hanno documentato una  risposta clinica positiva a quattro mesi circa dalla prima infusione. Inoltre, nel corso della visita finale di follow-up, tutti gli 8 pazienti dello studio hanno raggiunto il controllo completo dell'uveite, anche se due pazienti hanno interrotto il trattamento con RTX in ragione della sua inefficacia nel trattare l'artrite. 

La tollerabilità del trattamento con RTX è risultata eccellente in tutti i pazienti considerati: nessuno di essi ha sperimentato eventi avversi legati al farmaco biologico nel corso del follow-up.
Inoltre, alla fine del follow-up, ben 5 pazienti su 8 hanno interrotto il trattamento con corticosteroidi sistemici e farmaci immunosuppressori in concomitanza con le infusioni di RTX.

Per quanto positivi, gli autori dello studio invitano alla prudenza nell'interpretazione dei risultati, in ragione del disegno retrospettivo dello studio, del numero ridotto e dell'eterogeneità dei pazienti reclutati nonchè dell'assenza di un gruppo di controllo.
Sono necessari, pertanto, ulteriori trial randomizzati prospettici sull'impiego di RTX nell'uveite, condotti su un numero più ampio di pazienti, per valutare meglio e confermare l'efficacia, la posologia e la safety del trattamento.

Bibliografia
Miserocchi E et al. Long-term treatment with rituximab in severe juvenile idiopathic arthritis-associated uveitis. BJO Online First, published on September 22, 2015 as 10.1136/bjophthalmol-2015-306790
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