Vasculiti ANCA-associate, ok in fase II per inibitore recettoriale componente 5a del complemento

Il trattamento di pazienti affetti da vasculiti ANCA-associate con il farmaco sperimentale CCX168, un inibitore recettoriale della componente 5a del sistema del complemento, č paragonabile, per efficacia, al trattamento con lo SoC, rappresentato dagli steroidi a dosi elevate. Il nuovo farmaco in corso di sviluppo clinico, potrebbe candidarsi pertanto, se i risultati saranno confermati negli studi successivi di Fase III, come un'alternativa terapeutica agli steroidi nel trattamento di questi pazienti.

Con un comunicato stampa, la compagnia biofarmaceutica ChemoCentryx Inc ha annunciato che il trattamento di pazienti affetti da vasculiti ANCA-associate con il farmaco sperimentale CCX168, un inibitore recettoriale della componente 5a del sistema del complemento, è paragonabile, per efficacia, al trattamento con lo SoC, rappresentato dagli steroidi a dosi elevate. Il nuovo farmaco in corso di sviluppo clinico, potrebbe candidarsi pertanto, se i risultati saranno confermati negli studi successivi di Fase III, come un'alternativa terapeutica agli steroidi nel trattamento di questi pazienti.

Le AAV sono vasculiti dei piccoli vasi, caratterizzate da sieropositivà per gli anticorpi patogenetici ANCA (anticorpi contro citoplasma neutrofili). Comprendono sostanzialmente la granulomatosi con poliangite (nota in precedenza come granulomatosi di Wegener) e la poliangite microscopica, e sono caratterizzate da sintomi cronici e recidivanti di gravità variabile, da lieve a potenzialmente fatale.

La principale conseguenza delle vasculiti è la perdita di integrità vascolare, che arriva fino all’interruzione del flusso sanguigno e quindi al danneggiamento dei tessuti da questi irrorati. Gli organi più frequentemente coinvolti sono i reni, le vie respiratorie superiori e i polmoni, ma anche il sistema nervoso, la cute, il sistema muscolo-scheletrico, il cuore, l’occhio e l’intestino.

CCX168 è una piccola molecola avente come bersaglio il recettore della componente 5a del sistema del complemento. La molecola, attualmente oggetto di sperimentazione clinica, è stata sviluppata per combattere le malattie ad eziologia infiammatoria ed autoimmune. CCX168 blocca l'attività di C5a del complemento, un gruppo di proteine coinvolte nel distruggere agenti patogeni (virus e batteri), stimolare i processi infiammatori e rimuovere le sostanze tossiche dalle cellule e dai tessuti.

Perchè funzioni correttamente, il sistema del complemento  deve essere attentamente regolato, in maniera tale che si attivi esclusivamente contro gli agenti indesiderati esterni e non contro le cellule sane dell'organismo.

Lo studio di Fase II a cui fa riferimento il comunicato stampa, ha messo a confronto l'efficacia di CCX168 rispetto allo SoC delle AAV, rappresentato dagli steroidi a dosi elevate, quali il prednisone e il metilprednisone.

I risultati del trial hanno mostrato che l'86% dei pazienti in trattamento con CCX168 aveva un punteggio BVAS (Birmingham Vasculitis Activity Score) di attività di malattia, a 12 settimane, numericamente superiore a statisticamente non inferiore a quello ottenuto dal 70% dei pazienti trattati con steroidi a dosi elevate.

Inoltre, i ricercatori hanno documentato anche il raggiungimento di una remissione clinica precoce, a 4 settimane dall'inizio del trattamento, sostenuta fino alla 12esima settimana, in una proporzione più ampia di pazienti trattati con CCX168 vs steroidi.

Stando ai risultati, dopo 4 settimane di trattamento, l'albuminuria si è ridotta del 47% nei pazienti trattati con CCX168 (in assenza di steroidi) e del 40% nei pazienti trattati sia con CCX168 e steroidi a basse dosi, mentre è aumentata del 15% nei pazienti sottoposti a SoC.

Non solo: rispetto al gruppo sottoposto a trattamento SoC con steroidi a dosi elevate, i pazienti trattati con CCX18 hanno sperimentato un miglioramento significativo della funzione fisica, della salute mentale, del benessere emotivo, del dolore e della vitalità, come pure una riduzione cumulativa del danno d'organo.

Inoltre, i ricercatori hanno documentato un miglioramento sovrapponibile tra i 2 gruppi del tasso stimato di filtrazione glomerulare  e dell'ematuria.

I dati del trial CLEAR suggeriscono come CCX168 si caratterizzi per la precoce efficacia e come questo trattamento possa essere probabilmente in grado di rimpiazzare il trattamento in cronico dell'AAV con steroidi.

Data l'incidenza elevata di morbilità e mortalità associate all'impiego di steroidi a dosi elevate. CCX168 potrebbe configurarsi come un'alternativa terapeutica efficace e sicura, minimizzando o eliminando del tutto il ricorso agli steroidi e migliorando, al contempo, gli outcome renali a lungo termine nei pazienti affetti da AAV.

NC

Fonte:
www.chemocentryx.com