Allergia, l'immunoterapia sublinguale una sicura alternativa

Pneumologia
L’immunoterapia sublinguale continuata per più di 5 anni può indurre "insensibilità sostenuta" in alcuni bambini allergici alle arachidi. È la conclusione tratta da un abstract presentato in occasione del meeting annuale 2015 dell’American Academy of Allergy, Asthma & Immunology (Aaaai), che si è tenuto nei giorni scorsi a Houston, in Texas.

"Io non uso la parola 'tolleranza' perché non esiste ancora una buona definizione nel nostro campo in questo momento di ciò che significa veramente tolleranza dopo l'interruzione della terapia", ha detto il ricercatore senior Wesley Burks, medico dell’University of North Carolina a Chapel Hill.

Lo stesso ricercatore ha aggiunto che i risultati ottenuti in questo trial prolungato sono incoraggianti, ma impallidiscono di fronte ai migliori risultati ottenuti con l’immunoterapia orale; tuttavia "l’immunoterapia sublinguale è molto più sicura dell’immunoterapia orale, così ci potrebbe essere un ruolo per una combinazione di diversi tipi di terapia".
Quando lo studio iniziale fu presentato in occasione dello stesso meeting nel 2013, 5 dei primi 11 pazienti, che avevano completato i 3 anni di terapia, erano passati ad una sfida alimentare, in doppio cieco, controllato con placebo, introducendo 5 g di proteine di arachidi 1 mese dopo la fine dell’immunoterapia sublinguale.
"Lo studio è stato esteso a 5 anni per verificare se il trattamento più lungo con l’immunoterapia sublinguale potesse migliorare l'effetto", ha spiegato il ricercatore Edwin Kim,  anche lui medico presso la University of North Carolina a Chapel Hill.

I 47 bambini allergici alle arachidi arruolati nello studio esteso avevano da  1 a 11 anni di età (media, 6,3 anni); questi bambini sono stati randomizzati a ricevere ogni giorno 2 mg di proteine di arachidi sublinguali o placebo. A oggi, 11 pazienti hanno completato i 3 anni di terapia e 14 hanno completato i 5 anni di terapia.
Di questi 25 bambini, 17 non hanno superato la sfida alimentare, con i 5 g di proteine di arachidi, senza sintomi; tuttavia, cinque pazienti hanno superato la sfida senza sintomi dopo aver completato i 3 anni di terapia e 3 pazienti hanno superato la sfida dopo 5 anni di terapia.

Questi bambini "sono stati in grado di mangiare in sicurezza 16 noccioline, anche dopo aver sospeso le gocce per 1 mese, mostrando un vantaggio duraturo che noi chiamiamo insensibilità sostenuta", ha detto il dottor Kim raggiunto per un’intervista.

“Nonostante tutto, solo 8 pazienti hanno raggiunto “l’insensibilità sostenuta”; altri pazienti sono riusciti a raggiungere  un punto in cui potevano tollerare 1400 mg di proteine di arachidi, che è una quantità adeguata", ha specificato il dottor Burks, aggiungendo “Questo significa che si potrebbero tollerare 4 o 5 noccioline prima che si sviluppino i sintomi”.
Nel complesso, il grande vantaggio dell’immunoterapia sublinguale è che è estremamente sicura. In realtà, "diversamente dal prurito orofaringeo, che ci si potrebbe aspettare, gli effetti collaterali allergici erano relativamente poco comune, e nessuno è stato trattato con adrenalina", ha riferito il dottor Burks “e gli studi meccanicistici hanno mostrato che tutti i parametri si correlano con il successo dell’immunoterapia”.

La moderatrice della sessione del meeting,  la dottoressa ha Amy Scurlock, dell’Arkansas Children's Hospital in Little Rock, ha voluto specificare che “questo studio mette in evidenza le differenze nella robustezza dell’effetto tra immunoterapia orale e immunoterapia sublinguale; ma esso mostra che è ancora possibile ottenere un effetto clinico di immunoterapia sublinguale”.

Infatti, anche se i risultati ottenuti con l’immunoterapia sublinguale rispetto all’immunoterapia orale sono differenti, l’immunoterapia sublinguale ha ancora un posto nella terapia contro le allergie.

La dottoressa Scurlock sostiene che, grazie alla sicurezza e all’efficacia dell’immunoterapia sublinguale, la terapia allergica, soprattutto nei pazienti più sensibili, potrebbe essere personalizzata, iniziando con quella sublinguale per poi proseguire con quella orale, oppure ci potrebbe essere una combinazione o un’alternanza delle due. Queste prove non sono state ancora verificate ma potrebbero essere il futuro della terapia contro le allergie.

Monica Guarini
American Academy of Allergy, Asthma & Immunology (AAAAI) 2015: Abstract 507. February 22, 2015.
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