Antibiotico prodotto da batteri commensali uomo efficace contro microrganismi resistenti patogeni

Pneumologia

I risultati di uno studio tedesco, di recente pubblicazione su Nature, hanno dimostrato come un comune batterio commensale dell'uomo, lo Staphylococcus lugdunensis, sia in grado di produrre una molecola antibiotica in grado di inibire la grescita del microrganismo patogeno S. aureus a livello nasale. Alla base di quanto osservato vi sarebbe una competizione tra le due specie batteriche, a vantaggio della specie commensale.

I risultati di uno studio  tedesco, di recente pubblicazione su Nature, hanno dimostrato come un comune batterio commensale dell'uomo, lo Staphylococcus lugdunensis, sia in grado di produrre una molecola antibiotica in grado di inibire la grescita del microrganismo patogeno S. aureus a livello nasale. Alla base di quanto osservato vi sarebbe una competizione tra le due specie batteriche, a vantaggio della specie commensale.

Come è noto, nella specie umana, la stragrande maggioranza delle infezioni batteriche sistemiche è causata da agenti patogeni, spesso antibiotico-resistenti, che colonizzano la superficie corporea.

I portatori di S. aureus a livello delle narici nasali sono predisposti ad infezioni molto invasive di questo microrganismo patogeno per l'uomo; tuttavia i meccanismi che permettono di interferire con la colonizzazione di questi microrganismi patogeni sono ancora oggi largamente sconosciuti.

Studi epidemiologici hanno documentato come la colonizzazione delle narici umane da parte della specie batterica patogena S. aureus sia un evento non infrequente, per quanto non sempre presente.

Gli autori dello studio hanno dimostrato che ciò dipende dalla capacità di una specie microbica commensale, S. lugdunensis, di produrre un antibiotico peptidico ciclico, la lugdunina, dotato di un'attività ad ampio spettro contro contro i batteri Gram positivi, incluso lo S. aureus resistente alla meticillina.

Nello specifico, in un modello murino, è stato dimostrato che la co-infezione di S. aureus con ceppi selvatici di S. lugdunensis era in grado di ridurre la condizione di portatore nasale di S. aureus rispetto alla co-infezione di S. aureus con un mutante di S. lugdunensis non in grado di produrre lugdunina.

Inoltre, l'analisi delle secrezioni nasali provenienti da 187 pazienti ospedalizzati ha dimostrato che quelli infettati con S. lugdunensis avevano una probabilità di ospitare anche ceppi di S. aureus 5.9 volte inferiore.

I risultati di questo studio sono di particolare importanza in quanto contribuiscono, non solo, alla comprensione dei meccanismi alla base delle colonizzazione umana di S. aureus, ma forniscono la prima evidenza diretta dell'esistenza di una competizione batterica nel microbioma umano nonché di un nuovo composto antimicrobico che potrebbe rivelarsi utile a livello terapeutico.

“Normalmente gli antibiotici sono formati solo da batteri del suolo e funghi,” ha affermato il professor Andreas Peschel, coautore dello studio. “L’idea che la microflora umana possa anche essere una fonte di agenti antimicrobici è una nuova scoperta“.

NC

Bibliografia
Zipperer A et al. Human commensals producing a novel antibiotic impair pathogen colonization. Nature  535, 511–516  (28 July 2016)  doi:10.1038/nature18634
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