Asma bronchiale, il budesonide valida alternativa agli steroidi nelle forme pediatriche moderate

Pneumologia
Il trattamento con budesonide per inalazione è efficace quanto la somministrazione sistemica di metilprednisolone nella cura di forme moderate di asma bronchiale nei pazienti di età inferiore a 5 anni; contrariamente agli steroidi, il budesonide non inibisce la funzione adrenocorticale. È quanto emerge da un articolo pubblicato sulla rivista World Allergy Organization Journal.

La somministrazione di steroidi è efficace nel trattamento degli attacchi di asma bronchiale ma, dati i numerosi effetti collaterali avversi che ne derivano, il suo uso dovrebbe essere limitato. Il budesonide in sospensione per inalazione potrebbe rappresentare un’ottima alternativa agli steroidi somministrati per via endovenosa, soprattutto per le forme moderate di asma bronchiale.

Lo studio ha interessato tutti i pazienti pediatrici di età inferiore a 5 anni ammessi al Dipartimento di Pediatria del Sagamihara National Hospital tra ottobre 2008 e marzo 2010 con forme moderate di asma bronchiale. Al termine del reclutamento, 40 bambini sono stati inclusi nello studio, suddivisi in modo casuale in due gruppi: 20 pazienti hanno ricevuto metilprednisolone (gruppo mPSL) e i restanti 20 sono stati trattati con budesonide per via inalatoria (gruppo BIS).

Il gruppo mPSL ha iniziato il trattamento dell’asma bronchiale con l’inalazione di una sospensione di procaterolo idrocloridrato (0,3 ml) e sodio cromoglicato (2ml) e con la somministrazione di metilprednisolone (1 mg/kg) per via endovenosa, entrambi tre volte al giorno. Il gruppo BIS ha iniziato il trattamento per via inalatoria con procaterolo idrocloridrato (0,3 ml) e budesonide (0.5 mg) tre volte al giorno. Ciascun trattamento è stato adattato durante il ricovero in base alla severità dei sintomi di asma.

L’analisi mostra che non esistono differenze importanti tra i due gruppi in termini di severità e durata degli attacchi di asma, efficacia del trattamento o periodo di ricovero. Il numero medio di inalazioni intermittenti di procaterolo durante il ricovero è significativamente inferiore nel gruppo BIS (10.5 ± 3.5 versus 16.6 ± 5.4; p<0.001) e il livello di cortisolo alla dimissione più alto (13.9 ± 6.1 μg/dL versus 8.0 ± 2.1 mcg/dL; p=0.008) che nel gruppo dii pazienti trattati con steroidi.

In conclusione, la somministrazione di budesonide per via inalatoria è efficace quanto quella sistemica di metilprednisolone per il trattamento di forme moderate di asma bronchiale. I pazienti trattati con budesonide richiedono un uso meno frequente di broncodilatatori e non manifestano la soppressione della funzione adrenocorticale, tipica del trattamento con steroidi.

“Il trattamento con budesonide, data la modalità di somministrazione che non prevede ospedalizzazione, potrebbe rivelarsi un’ottima opzione per la cura domiciliare dell’asma bronchiale, posto che la forma non sia severa e che la sospensione sia opportunamente somministrata per via inalatoria” concludono gli autori dell’articolo.

Maddalena Donzelli

Noriyuki Yanagida, Morimitsu Tomikawa, Akinori Shukuya et al. Budesonide inhalation suspension versus methylprednisolone for treatment of moderate bronchial asthma attacks
World Allergy Organization Journal 2015, 8:14
doi:10.1186/s40413-015-0065-0
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