Asma, conferme di efficacia e sicurezza per mepolizunab in pazienti stratificati in base a livelli eosinofili nel sangue

Pneumologia

I risultati di una metanalisi di studi registrativi, presentata al meeeting annuale AAAAI (American Academy of Allergy, Asthma & Immunology), hanno dimostrato come i pazienti con asma severo e conta basale di eosinofili pari o superiore a 150 cellule/μL, in trattamento con iniezione sottocutanea di mepolizumab alla dose fissa di 100 mg o a dosaggi sperimentali, siano andati incontro ad un migliomento significativo dei tassi di esacerbazione rispetto ai pazienti trattati con placebo.

Con un comunicato stampa, GlaxoSmithKline ha comunicato la presentazione al meeeting annuale AAAAI (American Academy of  Allergy, Asthma & Immunology) dei risultati di una metanalisi di studi registrativi di Fase III che ha dimostrato come i pazienti con asma severo e conta basale di eosinofili pari o superiore a 150 cellule/μL, in trattamento con iniezione sottocutanea di mepolizumab alla dose fissa di 100 mg o dosaggi sperimentali, siano andati incontro ad un migliomento significativo dei tassi di esacerbazione rispetto ai pazienti trattati con placebo.

Nello specifico, è stato osservato che, quando questi pazienti erano stratificati in base alla conta basale di eosinofili, era possibile osservare un migliomento significativo dei tassi di esacerbazione in tutti i gruppi in trattamento con mepolizumab  (≥150, ≥300, ≥400, ≥500 cellule/μL) e, in modo particolare, in quelli con conta di eosinofili più elevata.

Qualche informazione sull'asma severa e l'infiammazione eosinofilica
L'asma è definita severa quando richiede il ricorso al trattamento con dosi elevate di corticosteroidi per via inalatoria (ICS), in associazione ad un secondo farmaco in grado di controllare la sintomatologia (e/o CS sistemici), allo scopo di prevenire lo sviluppo di forme asmatiche non controllate o che rimangono tali nonostante la terapia.

I pazienti con asma severo si caratterizzano spesso, inoltre, per l'impiego a lungo termine di CS orali.
In un sottotipo di pazienti affetti da asma severo, è noto come la sovrapproduzione di eosinofili sia causa di un'infiammazione a carico dei polmoni che può influenzare le vie aeree respiratorie, limitando il respiro e aumentando la frequenza di attacchi asmatici.

Cosa è mepolizumab?
L'interleuchina 5 (IL-5) rappresenta l'agente causale trigger della crescita, dell'attivazione e della sopravvivenza delle cellule eosinofile e fornisce un segnale essenziale per la migrazione degli eosinofili dal midollo osseo ai polmoni. Alcuni studi suggeriscono, a tal riguardo, come quasi il 60% dei pazienti affetti da asma severo presenti un'infiammazione eosinofilica delle vie respiratorie.

Mepolizumab è un anticorpo monoclonale che si lega a IL-5, impedendone il legame con il suo recettore sulla superficie degli eosinofili. Inibendo in tal modo il legame di IL-5 al suo recettore, il farmaco è in grado di ridurre i livelli di eosinofili nel sangue, a livello tissutale e a livello dell'escreato.

Negli USA, il farmaco ha ottenuto la registrazione come trattamento di mantenimento add-on per i pazienti affetti da asma severo di età superiore a 12 anni e fenotipo eosinofilico. In Europa, invece, il farmaco è stato registrato come trattamento add-on per l'asma eosinofilico severo refrattario ad altri trattamenti nei soli pazienti adulti (2). In entrambi i casi, la registrazione del farmaco per le indicazioni sopra menzionate è avvenuta lo scorso anno.

Quali sono stati i risultati della metanalisi?
Scopo della metanalisi presentata al congresso è stato quello di valutare l'efficacia di mepolizumab in relazione ai tassi di esacerbazione d'asma in pazienti con asma severo eosinofilico, sulla base di differenti soglie iniziali di eosinofili nel sangue.

A tal scopo sono stati presi in considerazione i dati relativi a 1.192 pazienti partecipanti agli studi DREAM e MENSA, di età >12 anni e una storia di >2 esacerbazioni nell'anno precedente l'inclusione nella metanalisi.

Lo studio ha considerato tutte le dosi di mepolizumab utilizzate negli studi precedenti. In particolare, nello studio DREAM, i pazienti sono stati trattati con 75 mg, 250 mg o 750 mg di mepolizumab endovena o placebo, a cadenza mensile per un anno. Nello studio MENSA, invece, i pazienti sono stati trattati con 75 mg endovena o 100 mg di mepolizumab sottocute o placebo, a cadenza mensile per 32 settimane.

Nel complesso, la metanalisi ha dimostrato una riduzione del 47% (IC95%= 38-56) dei tassi di esacerbazione annuale con mepolizumab vs placebo.

In particolare, sono state documentate riduzioni del tasso di esacerbazione, comprese tra un -52% nei pazienti con conta eosinofilica al basale pari o superiore a 150 cellule/μL e un -70% nei pazienti con conta eosinofilica basale pari o superiore a 500 cellule/μL, tutte clinicamente rilevanti.

Quanto alla safety, la metanalisi ha confermato i dati ottenuti negli studi precedenti: congestione nasale (30%), infezioni del tratto respiratorio superiore (16%), asma (peggioramento/esacerbazione) (14%) e cefalea (14%) sono stati gli eventi avversi più frequentemente rilevati.

I risultati dello studio, quindi, hanno dimostrato come, utilizzando gli eosinofili come marker biologico, si sia stati in grado di identificare quei pazienti asmatici, la cui malattia è di grado severo ed è determinata dalla sovrapproduzione di eosinofili, che potrebbero rispondere meglio al trattamento con un farmaco inibitore di IL-5.
Tali risultati, pertanto, confermano la natura predittiva della relazione esistente tra la conta di eosinofili al basale e gli outcome di efficacia nei pazienti trattati con mepolizumab.

NC


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