Asma, dupilumab ne migliora il controllo indipendentemente da storia esacerbazioni #ACAAI2018

Il controllo dell'asma, misurato dal questionario validato ACQ-5, migliora in modo significativo con dupilumab, indipendentemente da storia pregressa di riacutizzazione di malattia. Queste le conclusioni di un'analisi post-hoc dei dati di un trial registrativo di fase 3, presentata a Seattle, negli USA, in occasione del congresso annuale dell'American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI2018).

Il controllo dell’asma, misurato dal questionario validato ACQ-5, migliora in modo significativo con dupilumab, indipendentemente da storia pregressa di riacutizzazione di malattia. Queste le conclusioni di un’analisi post-hoc dei dati di un trial registrativo di fase 3, presentata a Seattle, negli USA, in occasione del congresso annuale dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology (ACAAI2018) (1).

Razionale dello studio
Il trattamento con dupilumab, anticorpo monoclonale totalmente umanizzato, diretto contro il recettore di IL-4, inibisce i pathway di trasduzione cellulare che coinvolgono le citochine IL-4 e IL-13, mediatori chiave dei processi infiammatori.

Dupilumab è attualmente approvato per il trattamento della dermatite atopica di grado moderato-severo (2). Nel corso di questa primavera, sono stati pubblicati i risultati del trial di fase 3 Liberty Asthma Quest (3) che hanno dimostrato come un'ampia popolazione di adulti e adolescenti con asma da moderato a grave (non erano previsti requisiti minimi di eosinofili nel sangue o di altri biomarker al basale) ha tratto beneficio dall'aggiunta di questo anticorpo monoclonale alle terapie standard.

L’obiettivo di quest’analisi post-hoc è stato quello di verificare se gli effetti di questo farmaco vs. placebo in pazienti con asma di grado moderato-severo non controllato dipendessero da una storia pregressa di riacutizzazione.

Disegno dello studio
Per questa analisi, ci si è serviti dei punteggi ACQ-5 ottenuti in sottogruppi di pazienti che erano andati incontro ad almeno 1, 2 o 3 episodi di riacutizzazione di asma grave nel corso dell’anno precedente.

Gli endpoint primari erano rappresentati dalla variazione, rispetto al basale, della FEV1 pre-broncodilatazione a 12 settimane e del tasso annualizzato di esacerbazioni severe nel corso del trattamento di durata annuale. Inoltre, è stata valutata in gruppi specifici di pazienti la variazione, rispetto al basale, del punteggio ACQ-5 nel corso dell’anno di svolgimento del trial.

Risultati principali
Rispetto al placebo, il trattamento con dupilumab ai due dosaggi testati (200 e 300 mg) ha ridotto in modo significativo i tassi annualizzati di esacerbazione severa (-48% e -46%, rispettivamente; p<0,001 per entrambi) nel gruppo di pazienti considerato in toto.

Non solo: la FEV1 pre-broncodilatazione a 12 settimane è migliorata di 0,32 e 0,34 L con dupilumab 200 mg e 300 mg, rispettivamente (differenza vs. placebo: 0,14 L e 0,13 L; p per entrambi >0,001) nella popolazione di pazienti presa in toto).

Quanto al miglior controllo raggiunto della condizione asmatica, indicato dai punteggi medi più bassi riportati al test ACQ-5, con entrambi i dosaggi testati di farmaco è stato possibile raggiungere l’obiettivo, rispetto al placebo, nei pazienti con eventi di esacerbazione grave.

Dopo 2 settimane, infatti, i punteggi al test ACQ-5 si sono ridotti significativamente [(-0,34; IC95%= −0,46, −0,22; −0.36; IC95%= −0,53, −0,19; −0,48; IC95%= −0,76  −0,21)] nei pazienti trattati con dupilumab 200 mg vs. placebo in pazienti con almeno 1, 2 o 3 episodi di riacutizzazione, rispettivamente (p per tutti <0,001).

Con dupilumab 300 mg, le riduzioni dei punteggi ACQ-5, anch’esse significative, sono state pari a -0,31, (IC95%= −0,42, −0,19), −0,27 (IC95%= −0,44, −0,11), e a −0,47 (IC95%= −0,73,  −0,21), rispettivamente, vs. placebo.

I miglioramenti sopra documentati dei punteggi ACQ-5 si sono mantenuti fino ad un anno, indipendentemente dalla storia di esacerbazione (p<0,05 dupilumab vs. placebo).

Quanto alla safety, infine, la comparsa di eventi avversi legati al trattamento è risultata simile nei gruppi dupilumab e placebo (81% vs. 83%). Di questi, i più rappresentativi sono stati le infezioni virali a carico del tratto respiratorio superiore, le reazioni al sito di iniezione, le infezioni del tratto respiratorio superiore in toto e le bronchiti.

Riassumendo
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno anche sottolineato come “le variazioni di punteggio ACQ-5 rispetto al basale abbiano superato la minima differenza clinicamente importante, fissata a 0,5, già a 2 settimane dall’inizio del trattamento”.

“Pertanto – concludono – alla luce dei dati disponibili – dupilumab si configura come un’opzione terapeutica in grado di migliorare in modo significativo il controllo dell’asma, indipendentemente da una storia pregressa di episodi di esacerbazione severa, ed è dotato di un profilo di safety favorevole”.

NC

Bibliografia
1)    Corren J et al. Dupilumab improves asthma control in patients with uncontrolled, moderate-to-severe asthma, regardless of exacerbation history. Presented at: the Annual Scientific Meeting of the American College of Allergy, Asthma, and Immunology; November 15-19, 2018; Seattle, WA. Poster P216.

2)    https://www.pharmastar.it/news/italia/dermatite-atopica-disponibile-in-italia-dupilumab-il-primo-farmaco-biologico-specifico--28095

3)    https://www.pharmastar.it/news/pneumo/asma-sul-new-england-due-studi-clinici-di-fase-3-confermano-efficacia-di-dupilumab--26881