Arriva anche in Italia la prima associazione fissa di un corticosteroide (fluticasone furoato) e di un broncodilatatore (vilanterolo) che, assunta una volta al giorno e in un unico dosaggio per asma o Bpco, protegge il paziente nell'arco delle 24 ore, fino al mattino successivo. E per essere sicuri di accompagnare l'efficacia con la semplicità, l'erogatore del farmaco è stato riprogettato da zero per consentire di fare tutto con tre semplici e rapidi gesti alla portata di tutti: apri, inala e chiudi, senza timore di sbagliare.

Questa associazione è indicata per il trattamento  sintomatico degli adulti con Bpco con FEV1 inferiore al 70 per cento del normale predetto (dopo “puff di un broncodilatatore) con una storia di riacutizzazioni nonostante la terapia regolare con broncodilatatori.

E' inoltre indicata nel  trattamento regolare dell'asma negli adulti e negli adolescenti di età maggiore o uguale a 12 anni quando sia appropriato l'uso di un medicinale di combinazione (beta2‐ agonista a lunga durata di azione e corticosteroide per via inalatoria). Infine, può essere prescritta in pazienti non adeguatamente controllati con corticosteroidi per via inalatoria e beta2‐ agonisti per inalazione a breve durata d'azione usati “al bisogno”.

Nel nostro Paese, come ci ricorda, il prof. Walter Canonica, ordinario di pneumologia all'Università di Genova, “un italiano su dieci soffre di queste malattie respiratorie con importanti problemi di salute, ospedalizzazione e di costo per tutta la Comunità: solo il 14,3 per cento delle persone in terapia si cura regolarmente. Un problema di aderenza dai tratti drammatici nei giovani – sottolinea ancora Canonica - con il 70 per cento al di sotto dei 14 anni che non assume regolarmente la terapia ma anche negli adulti, dove uno su due non ha una corretta adesione alle cure, che non segue per più di tre mesi l'anno”.

La problematica è ben presente anche al medico di famiglia nelle parole del dott. Fiorenzo Corti, presidente di FIMMG Lombardia, che segnala come fra la cause principali sia indicata “la difficoltà a ricordarsi di assumere regolarmente il farmaco prescritto, di portarlo con sé ed usarlo a scuola o al lavoro. Salvo poi trovarsi improvvisamente impreparati ad affrontare una crisi o il resto della giornata con il respiro corto”.

“La farmacia – dice la dott.ssa Annarosa Racca, presidente di Federfarma - è uno “sportello” di consulenza dedicato anche ai milioni di italiani che soffrono di asma e Bpco e fornisce informazione sul corretto uso dei farmaci e dei dispositivi così come sugli stili di vita che contribuiscono a prevenire o a migliorare l'evoluzione della patologia. In farmacia siamo anche impegnati quotidianamente nel monitoraggio dell'aderenza del paziente alle terapie, con l'obiettivo di migliorare i risultati terapeutici. Inoltre, la maggiore compliance del malato comporta risultati positivi sul fronte della spesa perché si evitano ricadute e ricoveri impropri”.

Il trattamento con la combinazione tra corticosteroidi per via inalatoria e broncodilatatori a lunga durata d'azione rappresenta uno dei capisaldi nel trattamento delle patologie respiratorie croniche. La nuova associazione fluticasone furoato-vilanterolo si inserisce in questa categoria di farmaci e rappresenta una innovazione terapeutica che, a parità di efficacia terapeutica con altri farmaci della stessa classe, può influire sull'aderenza al trattamento dei pazienti e sui costi della terapia.

Per favorire l'accesso all'innovazione rappresentata da questa nuova combinazione, GSK ha concordato con le autorità regolatorie di mettere a disposizione il farmaco al prezzo più basso delle associazioni simili prescrivibili dal medico. Da stime di Health Technology Assessment il risparmio per il Servizio Sanitario Nazionale potrebbe variare dal 33 al 42,8 per cento, a parità di risorse investite, rispetto ai farmaci della stessa classe oggi disponibili.

Una terapia once a day
Si tratta della prima associazione fissa corticosteroidi-broncodilatatori a lunga durata d'azione che può essere somministrata una sola volta al giorno e ha un'efficacia sostenuta per 24 ore. Questa caratteristica favorisce ovviamente la compliance alla terapia, evitando la necessità di una nuova assunzione del trattamento nel pomeriggio e quindi rendendo la cura meno problematica per il paziente. La monosomministrazione in particolare è stata valutata in confronto alla doppia somministrazione quotidiana in una popolazione di 1302 pazienti con asma, di età compresa tra i 12 e i 56 anni. Dallo studio emerge che assumere i farmaci una sola volta al giorno consente di aumentare di circa il 20 per cento l'aderenza alle cure rispetto a quanto si osserva con trattamenti ripetuti due o più volte al giorno, indipendentemente dal sesso, dalla razza, dall'età e dalla gravita della malattia (Karol E. Wells et al, Real-world effects of once vs greater daily inhaled corticosteroid dosing on medication adherence: American College of Allergy, Asthma & ImmunologY, 2013)

Sistema di rilascio
La terapia per via inalatoria è un “sistema” composto da farmaco ed erogatore. L'aderenza al trattamento è direttamente correlata non solo all'educazione del paziente da parte dei sanitari, ma anche alla semplicità dell'impiego del dispositivo che rilascia il farmaco. Per l'associazione fluticasone furoato-vilanterolo è stato predisposto un nuovo dispositivo che consente il trattamento con il minor numero di manovre necessarie per l'attivazione, con conseguente riduzione del rischio di errori critici da parte del paziente. Il dispositivo, in particolare, consente l'autosomministrazione del farmaco in tre fasi: apertura, inalazione e chiusura. Permette inoltre di limitare l'inspirazione necessaria per favorire la distribuzione dei principi attivi nei polmoni e di erogare una dose sempre costante, a prescindere dalla gravità della patologia. L'importanza del dispositivo di rilascio del farmaco viene ribadita anche da un documento di consenso messo a disposizione dagli esperti dell'European Respiratory Society (ERS) e dell'International Society for Aerosols in Medicine (ISAM). Dal documento, basato sulla revisione della letteratura scientifica disponibile, emergono specifiche raccomandazioni per l'uso di questi dispositivi, prima tra tutte la necessità da parte dei produttori di assicurare che i pazienti possano impiegarli correttamente. Per questo i medici debbono essere preparati sui singoli strumenti di rilascio del farmaco che impiegano nelle loro terapie, debbono conoscere le modalità di rilascio più appropriate e soprattutto essere in grado di valutare il livello di appropriatezza del dispositivo per ogni singolo paziente. In questo senso appare importante anche che il medico valuti le capacità del paziente di impiegare correttamente i dispositivi (B.L. Laube et al. What the pulmonary specialist should know about the new inhalation therapies, Eur Respir J 2011).