Asma e comorbilitÓ, quanto contano l'etÓ e il sesso di appartenenza?

La presenza di comorbilitÓ croniche, tipica dei pazienti asmatici, Ŕ maggiormente frequente nelle donne affette dalla malattia rispetto agli uomini. Non solo: lo spettro di comorbilitÓ associate sembra variare a seconda del sesso di appartenenza. Sono queste le conclusioni principali di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista NPJ Primary Care Respiratory Medicine, che suggeriscono come una maggiore attenzione nelle linee guida dell'asma alla gestione delle comorbilitÓ potrebbe portare a trattamenti maggiormente personalizzati di queste condizioni concomitanti.

La presenza di comorbilità croniche, tipica dei pazienti asmatici, è maggiormente frequente nelle donne affette dalla malattia rispetto agli uomini. Non solo: lo spettro di comorbilità associate sembra variare a seconda del sesso di appartenenza.

Sono queste le conclusioni principali di uno studio recentemente pubblicato sulla rivista NPJ Primary Care Respiratory Medicine, che suggeriscono come una maggiore attenzione nelle linee guida dell’asma alla gestione delle comorbilità potrebbe portare a trattamenti maggiormente personalizzati di queste condizioni concomitanti.

Razionale e obiettivi dello studio
E’ ormai nota da tempo la frequente coesistenza dell’asma con altre condizioni cliniche e come la presenza di queste comorbilità si associ ad un peggioramento del controllo dell’asma, ad una ridotta qualità della vita, nonché ad una maggiore morbi- mortalità. Pertanto, si sta sempre di più affermando la convinzione che l’identificazione e la gestione delle comorbilità rappresentino uno step importante nella gestione complessiva dell’asma.

“La prevalenza di alcune comorbilità specifiche, come la rinosinusite allergica, la malattia da reflusso gastroesofageo e  di altre patologie respiratorie come la Bpco è molto elevata nei pazienti asmatici – ricordano i ricercatori nell’introduzione al lavoro -. Gli studi a supporto di queste osservazioni, però, hanno quasi sempre incluso specificatamente popolazioni del setting ospedaliero, rappresentando solo quei pazienti che si identificano nello spettro più severo di malattia asmatica. Altri studi, invece, si sono focalizzati esclusivamente su specifici gruppi anagrafici di pazienti (ad esempio i bambini e gli anziani), non risultando rappresentativi della popolazione reale di pazienti con asma in toto”.

Alcuni studi già pubblicati hanno focalizzato la loro attenzione sull’associazione tra l’asma e altre malattie croniche in campioni di popolazione generale. Rispetto ai controlli non asmatici, l’asma sembra essere debolmente associato ad una prevalenza più elevata di comorbilità in differenti spettri nosologici, dalle malattie CV a quelle respiratorie e mentali.

“Questi lavori, tuttavia – puntualizzano i ricercatori  - hanno studiato, a priori, solo una selezione limitata di condizioni croniche, o non hanno preso in considerazione, necessariamente, la popolazione generale di pazienti asmatici che si incontra nella pratica clinica. Pertanto, la stima della prevalenza delle comorbilità considerate da questi studi potrebbe non riflettere la situazione che si vede in un setting real world”.

L’obiettivo principale dello studio è stato quello di determinare le stime di prevalenza, specifiche per età e per genere di appartenenza, dell’intero spettro di comorbilità croniche conosciuto in pazienti asmatici adulti nella pratica clinica reale.

Disegno dello studio e risultati principali
I ricercatori hanno passato al setaccio le cartelle cliniche relative a 32.787 pazienti asmatici di età >16 anni, provenienti da 179 ambulatori di Medicina Generale dislocati sul territorio olandese. Le stime di prevalenza di 76 comorbilità croniche e di 14 categorie di malattia sono state determinate in base ai codici dell’ International Classification of Primary Care.

I risultati hanno documentato la presenza di una comorbilità cronica nel 65,3% dei pazienti asmatici di sesso maschile rispetto al 72,8% dei pazienti asmatici di sesso opposto.
Infatti, le pazienti donne avevano erano affette da un numero medio di comorbilità più elevato rispetto ai pazienti di sesso maschile (2,0±2,1 vs 1,7±2,0, rispettivamente).

Il numero medio di comorbilità, inoltre, è risultato più elevato nei pazienti ultra75enni (5,02±2,66 nel sesso maschile vs 5,01±2,65 in quello femminile).

Le comorbilità con valori percentuali di prevalenza maggiori sono state l’ipertensione (20,1%), l’eczema (11,5%), l’osteoartrosi (11,5%), la dispepsia (10,7%), e la Bpco (9,5%).
Rispetto ai pazienti asmatici di sesso maschile, le pazienti donne hanno mostrato una probabilità significativamente più elevata di andare incontro ad altri disturbi cronici, appartenenti a 8 categorie di malattia.

In particolare, è emerso che le malattie neurologiche (OR=2,01; IC95%=1,76-2,29), quelle emopoietiche/linfatiche (OR=1,83; IC95%=1,38-2,42), e quelle muscolo-scheletriche (OR= 1,82; IC95%=1,69-1,95) erano quelle maggiormente associate con il sesso femminile.

Implicazioni dello studio
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno ipotizzato, come step futuri di ricerca, lo studio sulla possibile influenza delle comorbilità in merito all’impiego di farmaci anti-asma (es: la presenza di comorbilità aumenta o riduce l’impiego di steroidi inalatori?) come pure in merito agli outcome di malattia (es: rischio riacutizzazioni di malattia).

Quanto, invece, alla presenza di comorbilità nei pazienti inclusi nei trial clinici, gli autori dello studio hanno auspicato un’attenta valutazione dei risultati ottenuti, suggerendo prudenza nella loro generalizzazione alla popolazione generale e sollecitando l’implementazione di trial “real-life” che rispondano ai limiti noti dei trial clinici “ideali”, includendo pazienti asmatici più vicini alla realtà dei pazienti visti in ambulatorio.

Nicola Casella

Bibliografia
Veenendaal M et al. Age- and sex-specific prevalence of chronic comorbidity in adult patients with asthma: a real-life study.NPJ Prim Care Respir Med. 2019;29(1):14.
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