Asma e comorbilitÓ vie aeree superiori, bene mepolizumab su controllo asma e riduzione esacerbazioni #AAAAI2019

Mepolizumab, anticorpo monoclonale anti IL-5, si associa sia ad un miglioramento del controllo dell'asma che della qualitÓ della vita, come pure ad una riduzione delle esacerbazioni di malattia in pazienti con asma severo e malattia delle vie respiratorie superiori. Lo dimostra un'analisi in pool dei dati sull'impiego del farmaco, recentemente presentata a San Francisco in occasione del congresso annuale dell'American College of Allergy, Asthma and Immunology (AAAAI2019).

Mepolizumab, anticorpo monoclonale anti IL-5, si associa sia ad un miglioramento del controllo dell’asma che della qualità della vita, come pure ad una riduzione delle esacerbazioni di malattia in pazienti con asma severo e malattia delle vie respiratorie superiori. Lo dimostra un’analisi in pool dei dati sull’impiego del farmaco, recentemente presentata a San Francisco in occasione del congresso annuale dell’American College of Allergy, Asthma and Immunology (AAAAI2019).

Razionale e disegno dello studio
“I pazienti con asma severo mostrano una prevalenza più elevata di comorbilità che interessano le vie respiratorie superiori. Queste ultime rendono più difficile il controllo dell’asma, riducono la qualità della vita e si associano ad un rischio più elevato di esacerbazioni asmatiche – ricordano i ricercatori nell’abstract che riassume la loro presentazione al congresso”.

Mepolizumab è un anticorpo monoclonale che diminuisce la maturazione e la sopravvivenza dell'eosinofilo legandosi all'interleuchina-5 (IL-5) e impedendogli di interagire con il recettore dell'IL-5, riducendo così gli eosinofili nel sangue.

L'interleuchina-5 (IL-5) è il principale promotore della crescita, dell'attivazione e della sopravvivenza dell'eosinofilo e fornisce un segnale essenziale per il movimento dell'eosinofilo dal midollo osseo al polmone. Gli studi suggeriscono che circa il 60% dei pazienti con asma grave hanno infiammazione eosinofilica delle vie respiratorie.

I ricercatori hanno condotto una metanalisi di 4 studi di fase 2b/3 (DREAM, MENSA, SIRIUS e MUSCA) che avevano incluso pazienti con asma severo trattati con il farmaco in questione.

Sono state prese in considerazione per l’analisi tutte le informazioni riferite dai pazienti stessi in termini di anamnesi di comorbilità da malattia a carico delle vie respiratorie superiori (riniti allergiche, sinusiti o poliposi nasali). Inoltre, è stato effettuato un confronto tra mepolizumab e placebo con riferimento ad alcuni outcome, quali il punteggio riportato all’ACQ (Asthma Control Questionnarie), al St. Georges’s Respiratory Questionnaire (SGRQ) e il numero di esacerbazioni asmatiche in pazienti con asma severo con/senza comorbilità delle vie respiratorie superiori.

Risultati principali
Mettendo in pool i dati dei pazienti dei 4 trial sopra indicati, è emerso che il 59% di questi riferiva almeno una delle comorbilità delle vie respiratorie summenzionate. Nello specifico, è stato osservato che le riniti allergiche rappresentavano la comorbilità più frequentemente riferita.

Passando agli esiti del trattamento, mepolizumab è risultato associato ad un miglioramento del controllo dell’asma in pazienti con comorbilità delle vie respiratorie superiori (miglioramento punteggio ACQ=0,35). Inoltre, il trattamento ha determinato un miglioramento del punteggio SGRQ di 7,5 punti.

Nel complesso, l’impiego di mepolizumab ha determinato una riduzione delle esacerbazioni del 51% vs. placebo  (risk ratio [RR]=0,49; IC95%=0,41-0,58).

Nei pazienti con asma severo e senza comorbilità delle vie aeree respiratorie superiori, il trattamento con l’anticorpo monoclonale anti IL-5 ha determinato anche ina riduzione del 45% delle esacerbazioni rispetto al placebo (RR=0,55; IC95%=0,44-0,69), come pure un miglioramento dei punteggi ACQ e SGRQ (0,29 punti; IC95%=0,14-0,44 e 6,1 punti; IC95%=3,2-9,1, rispettivamente).

NC

Bibliografia
Prazma CM, Albers F, Mallett S, Llanos-Ackert J-P, Yancey SW. Mepolizumab improves patient outcomes and reduces exacerbations in severe asthma patients with comorbid upper airways disease. Presented at: the 2019 Annual Meeting of the American Academy of Allergy, Asthma & Immunology; February 22-25, 2019; San Francisco, CA. Abstract 283.