Asma e insonnia, una relazione pericolosa

I soggetti adulti con sintomi cronici di insonnia presentano un rischio di ricevere una diagnosi di asma con una probabilitÓ 2-3 volte superiore a quella degli individui non affetti da disturbi del sonno. Lo dimostrano i risultati di uno studio longitudinale di popolazione, della durata di 11 anni, recentemente pubblicato sulla rivista European Respiratory Journal.

I soggetti adulti con sintomi cronici di insonnia presentano un rischio di ricevere una diagnosi di asma con una probabilità 2-3 volte superiore a quella degli individui non affetti da disturbi del sonno.

Lo dimostrano i risultati di uno studio longitudinale di popolazione, della durata di 11 anni, recentemente pubblicato sulla rivista European Respiratory Journal.

Razionale dello studio
L'insonnia è una condizione che mostra una prevalenza elevata nei pazienti asmatici: “Alcuni studi, a tal riguardo, indicano che la prevalenza di questa comorbilità è compresa tra il 44% e il 70% rispetto al 6,6%-37,6% nella popolazione generale residente nei Paesi occidentali e all'11,9%-15,5% della popolazione norvegese – ricordano gli autori nell'introduzione allo studio”.

Ciò nonostante, fino ad ora, non esistevano studi prospettici che avessero valutato, nello specifico, la relazione esistente tra l'insonnia e il rischio di asma.

Di qui il nuovo studio, che ha preso anche in considerazione gli effetti dei fattori di rischio proposti per l'insorgenza di asma, quali al sintomatologia ansioso-depressiva, nonché altri disturbi somatici cronici. 

Disegno dello studio e risultati principali
I ricercatori hanno preso in esame, per l'analisi specifica dello studio, i dati relativi a 17.927 individui norvegesi, aventi un'età compresa tra 20 e 65 anni, facenti parte dello studio HUNT (the Nord-Trondelag Health Study), uno studio longitudinale di popolazione, tuttora in corso, considerato uno dei maggiori studi di coorte finora mai condotti.

Nello specifico, sono stati presi in esame i dati relativi sia alla survey HUNT2, condotta tra il 1995 e il 1997, che alla survey HUNT3, condotta 10 anni dopo (2006-2008).

Ai partecipanti a queste survey era richiesto di riferire tutte le possibili problematiche relative al sonno da loro sperimentate (difficoltà ad addormentarsi, a dormire senza interruzioni del sonno e, in generale, legate ad una cattiva qualità del sonno).

Inoltre, i partecipanti allo studio dovevano anche riferire dell'eventuale presenza di sintomatologia asmatica sia all'inizio che alla fine del periodo di osservazione.

Nessuno dei pazienti incluso nell'analisi è risultato essere affetti da asma all'inizio dello studio, mentre 686 hanno ricevuto una diagnosi di asma nel corso del follow-up, della durata di 11 anni.

I risultati dello studio hanno mostrato che la prevalenza di problemi ad addormentarsi, a non essere soggetti a risveglio precoce e a sperimentare un sonno non ristoratore era pari rispettivamente all' 1% nel primo e nel secondo caso e al 5% nel terzo.

L'odd ratio di asma, aggiustato per fattori confondenti era pari, rispettivamente, a  1,18 (IC95%= 0,97–1,44), 1,30 (IC95%= 1,03–1,64) e a  1,70 (IC95%= 1,37–2,11) nei soggetti con uno, due o tre sintomi di insonnia rispetto ai soggetti non sintomatici (p<0,01).

I ricercatori hanno anche calcolato che l'odd ratio di asma di nuova insorgenza durante il follow-up sopra citato era pari a 3,16 (IC95%= 1,37-6,40) nei partecipanti allo studio che erano affetti da insonnia cronica, rispetto a quelli non affetti da disturbi del sonno.
Non solo: l'odd ratio di asma associato alla difficoltà ad addormentarsi “spesso” è stato pari a 1,65 (IC95%= 1,18-2,25), mentre quello relativo alla difficoltà ad addormentarsi “quasi ogni notte” è stato pari a 2,08 (IC95%= 1,27-3,24).

L'odd ratio di asma associato a risvegli precoci “frequenti”, invece, è stato pari a 1,92 (IC95%= 1,40-2,59), mentre quello associato a risvegli precoci “quasi ogni notte” è stato pari a 1,36 (IC95%= 0,67-2,48).

Implicazioni dello studio
Nel commentare i risultati, gli autori dello studio hanno ipotizzato che sia l'infiammazione i meccanismo in grado di legare l'insonnia con l'asma: “L'asma – spiegano – è considerato un disordine ad eziologia infiammatoria. Le citochine pro-infiammatorie generate nel corso del processo di allestimento della risposta immunitaria comportano l'innesco di processi di infiltrazione cellulare e di infiammazione a carico delle vie respiratorie”.

“Alcuni studi – continuano – hanno suggerito che i sintomi dell'insonnia siano legati all'infiammazione cronica e siano associati con variazioni nella riproduzione delle citochine pro-infiammatorie”.

Lo studio, per ammissione degli stessi autori, non è esente da alcune limitazioni metodologiche, quali la mancanza di un gold standard per diagnosticare l'asma e per definire la condizione di insonnia (in entrambi i casi si fa esclusivamente riferimento a quanto riportato dai partecipanti allo studio), e l'impossibilità di generalizzare la portata dei risultati ottenuti ad altre popolazioni.

Ciò premesso, e in attesa di nuovi conferme, è possibile dire che i risultati ottenuti suggeriscono come “l'avere problemi legati al sonno di diverso tipo si associa in maniera molto consistente con un innalzamento del rischio di sviuppare asma – concludono gli autori”.

NC

Bibliografia
Brumpton B., et al " Prospective study of insomnia and incident asthma in adults: the HUNT study" Eur Respir J 2017; DOI: 10.1183/13993003.01327-2016.
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