Asma, gli effetti della supplementatazione materna con olio di pesce si estendono alla progenie fino all'età adulta

La supplementazione materna con olio di pesce potrebbe avere un potenziale profilattico per la prevenzione a lungo termine dell'asma nella progenie. Lo dimostra uno studio danese, pubblicato sulla rivista Journal of Allergy and Clinical Immunology, che suggerisce come l'ambiente intrauterino sia critico per lo sviluppo di asma non solo nell'infanzia ma anche in una prospettiva a più lungo termine.

La supplementazione materna con olio di pesce potrebbe avere un potenziale profilattico per la prevenzione a lungo termine dell'asma nella progenie.

Lo dimostra uno studio danese, pubblicato sulla rivista Journal of Allergy and Clinical Immunology, che suggerisce come l'ambiente intrauterino sia critico per lo sviluppo di asma non solo nell'infanzia ma anche in una prospettiva a più lungo termine.

Razionale dello studio
“In letteratura si stanno accumulando evidenze secondo le quali alcuni fattori ambientali tipici della vita fetale potrebbero influenzare la suscettibilità dell'individuo a sviluppare asma e malattie allergiche – ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro”.

L'attenzione della ricerca si è concentrata, uin particolare, sull'assunzione materna degli acidi grassi polinsaturi a lunga catena (PUFA) – EPA e DHA – abbondanti nel cibo marino e nell'olio di pesce.

E' stato dimostrato, infatti, che la supplementatazione materna con PUFA è in grado di innescare effetti immunologici sul feto in formazione mediante alcuni meccanismi anti-inflammatori.

“In uno studio pubblicato nel 2008 – continuano i ricercatori – il primo trial clinico randomizzato e controllato vs placebo che abbia studiato l'effetto a lungo termine della supplementatazione con olio di pesce in tarda gravidanza, è stato registrato un effetto benefico nella progenie sulle diagnosi di asma alla dimissione, provenienti da un registro nazionale obbligatorio di pazienti”.

Obiettivo degli autori del nuovo studio è stato quello di estendere l'analisi del trial randomizzato in questione, utilizzando metodologie per la rilevazione della malattia asmatica e allergica respiratoria più rilevanti per la popolazione generale e con un follow-up esteso fino a 24 anni di età.

Ciò allo scopo di verificare, nel lungo termine (24 anni di follow-up). Se la supplementatazione materna in gravidanza con 2,7 g di PUFA fosse in grado di ridurre il rischio di asma e di malattia respiratoria allergica nella progenie anche in età adulta.


Sintesi dello studio e dei risultati principali
Il trial randomizzato originale aveva randomizzato 533 donne gravide al trattamento con olio di pesce, o con olio di oliva o senza olio durante il terzo trimestre di gestazione, secondo uno schema di randomizzazione 2:1:1.

La progenie è stata seguita in base al registro sopra menzionato, con rilevazioni relative alla prescrizioni di farmaci  per l'asma e la rinite allergica (outcome primari del trial).

Nella fase di estensione del periodo di osservazione del trial, inoltre, la progenie, ormai adulta, è stata invitata a compilare, a 18-19 anni, un questionario e a sottoporsi ad esami clinici.

I risultati della fase di estensione del trial hanno mostrato, all'analisi intention-to-treat, che la probabilità di essere stati sottoposti a trattamento anti-asma si erà significativamente ridotta nel gruppo randomizzato a supplementatazione con olio di pesce rispetto al gruppo trattato con olio di oliva (HR=0,54; IC95%= 0,32-0,9; p=0,02).

Non solo: anche la probabilità di essere stati sottoposti a trattamento con farmaci contro la rinite allergica si è ridotta nel gruppo supplementatato con olio di pesce rispetto al gruppo trattato con olio di oliva, anche se, in questo caso, la differenza non è risultata statisticamente significativa (HR=0,70; IC95%=0,47-1,05; p=0,09).

Anche i questionari autocompilati dai partecipanti allo studio a 18-19 anni hanno confermato i risultati sopra descritti.

Al contrario, all'età di 18-19 anni, non è stata documentata l'esistenza di associazioni con gli outcome relativi alla funzione polmonare o alla sensibilizzazione allergica.


Riassumendo
In conclusione, i risultati provenienti dalla fase di estensione a 24 anni del trial randomizzato sulla supplementatazione di olio di pesce hanno mostrato che la progenie nata da madri supplementatate con olio di pesce durante il terzo trimestre di gravidanza si caratterizza per la minore probabilità di andare incontro a trattamento anti-asma e di ricevere una diagnosi di asma alla dimissione in età pediatrica o nei primi anni di vita adulta rispetto ai bambini nati da madri trattate con olio di oliva.

Nel commentare i risultati, gli autori dello studio ritengono che, quanto osservato, dipenda soprattutto da una capacità dell'olio di pesce di ridurre il rischio di asma.

“I pathway biologici che sottendono l'effetto positivo dell'olio di pesce – spiegano gli autori – potrebbero essere dovuti ad una riduzione della risposta immunitaria Th2 nella progenie esposta ai PUFA nella vita fetale”.

“Per quanto – continuano gli autori – l'olio di oliva rappresenti una fonte di acido linoleico che, mediante processi di elongazione e di desaturazione, può formare acido arachidonico e competere con i PUFA, non riteniamo possibile che la somministrazione di 4g/die possa dar luogo a questo effetto. Infatti, la quantità di olio di oliva somministrata nel gruppo placebo forniva <3% dell'assunzione giornaliera di acido linoleico in Danimarca, al tempo dello studio.

Al contrario, il dosaggio di EPA e di DHA pari a 2,7 g/die ha determinato un incremento di quasi 10 volte dei livelli di quel nutriente”.


Nicola Casella

Bibliografia
Hansen S et al. Fish oil supplementation during pregnancy and allergic respiratory disease in the adult offspring. J Allergy Clin Immunol 2016; e-pub ahead-of-print.
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