Pneumologia

Asma grave e Covid-19, survey del network italiano SANI rassicura

Il network italiano SANI (Severe Asthma Network Italy) informa, sulla propria pagina Linkedin (1), che la propria survey finalizzata a indagare l'incidenza di COVID-19 nei pazienti asmatici gravi arruolati nel registro Ŕ stata accettata per essere pubblicata su Allergy, una delle riviste pi¨ prestigiose del settore. Questa indagine, pubblicata in anteprima come pre-print (2), assume una rilevanza internazionale, in quanto Ŕ il primo report in assoluto al mondo sul rapporto tra asma grave e COVID-19. Dai risultati Ŕ emerso che l'asma grave non Ŕ una condizione che rende i pazienti maggiormente suscettibili all'infezione da SARS-CoV-2.

Il network italiano SANI (Severe Asthma Network Italy) informa, sulla propria pagina Linkedin (1), che la propria survey finalizzata a indagare l'incidenza di COVID-19 nei pazienti asmatici gravi arruolati nel registro è stata accettata per essere pubblicata su Allergy, una delle riviste più prestigiose del settore. Questa indagine, pubblicata in anteprima come pre-print (2), assume una rilevanza internazionale, in quanto è il primo report in assoluto al mondo sul rapporto tra asma grave e COVID-19. Dai risultati è emerso che l’asma grave non è una condizione che rende i pazienti maggiormente suscettibili all’infezione da SARS-CoV-2.

Che cosa è il Progetto SANI
Il Progetto prevede la creazione di un Network di Centri di eccellenza nella cura dell’asma grave diffusi su tutto il territorio nazionale, selezionati sulla base di precisi requisiti definiti dalle più rigorose linee guida internazionali, ciascuno dei quali dovrà  garantire la presenza di adeguate risorse strumentali  e conoscenze clinico-scientifiche.

La selezione dei Centri è stata condotta in riferimento a 4 aree di criteri fondamentali,  suddivise nello specifico in: 1. Criteri relativi al personale;  2. Criteri relativi alla struttura;  3. Criteri relativi alla diagnosi, al trattamento e al follow up;  4. Criteri relativi alla ricerca scientifica.

Il Network ha come obiettivo principale quello di creare un osservatorio dettagliato per il monitoraggio della patologia e,  in particolare, si propone anche di:
- Identificare i pazienti eleggibili per i trattamenti biologici (Appropriatezza di Prescrizione sulla base della valutazione dei biomarkers e dell’identificazione del meccanismo causale-endotipo )
- Ottimizzare la terapia con corticosteroidi (CS) e il rapporto costi/benefici
- Monitorare l’aderenza alla terapia

Informazioni dettagliate sul board scientifico, i centri aderenti, gli obiettivi e le finalità nonché sui partner del progetto sono repetibili sul sito web seguente: http://www.sani-asma.org/

Obiettivi e take home message della survey
Gli autori di questa survey hanno valutato l’incidenza di Covid-19, descrivendone il decorso clinico, nella popolazione di pazienti del network SANI, nonché in un centro aggiuntivo (Azienda Ospedaliero Universitaria di Ferrara, Ferrara, Italy).

Lasciando al lettore la disamina completa della casistica analizzata e arrivando alla discussione dei risultati presentati, è emerso come in questa ampia coorte di pazienti asmatici severi sia poco frequente la comparsa di Covid-19, smentendo l’ipotesi che vede nell’asma una condizione particolarmente suscettibile all’infezione da SARS-CoV-2 (3).

Tale risultato è in linea, invece, con i primi dati provenienti da ampi studi epidemiologici sui pazienti Covid-19, dai quali emerge una sostanziale sottorappresentazione dell’asma come comorbilità (4).

La mortalità legata alla Covid-19 in questa coorte di pazienti è risultata inferiore del 7,7% a quella rilevata e associata a Covid-19 nella popolazione generale (14,5% in Italia).

Tali risultati, pertanto, suggeriscono che gli asmatici severi non sono a maggior rischio di infezione da SARS-CoV-2 e di forme severe di malattia indotta.

Tre le principali motivazioni addotte per spiegare quanto osservato:
1) E’ possibile il timore che il virus SARS-CoV-2 potesse agire da fattore di stimolazione di episodi di riacutizzazione di malattia asmatica abbia indotto i pazienti asmatici gravi ad essere più prudenti e ad ottemperare con maggiore scrupolo alle misure suggerite di distanziamento fisico, lockdown e regole di igiene primaria, nonché a migliorare la compliance ai trattamenti anti-asmatici prescritti

2) Una seconda spiegazione risiede nelle caratteristiche intrinseche alla base dell’infiammazione di tipo 2, che caratterizza una proporzione più ampia di pazienti asmatici severi. Sia le allergie respiratorie che l’esposizione controllata agli allergeni si associano ad una riduzione significativa dell’espressione di ACE2 (5), il recettore cellulare di SARS CoV-2. Insieme a TMPRSS2, un’altra proteina che media l’ingresso cellulare di SARS-CoV-2, ACE2 è altamente espressa negli asmatici con diabete mellito non insulinodipendente (6), la sola comorbilità risultata più frequente in questa casistica italiana di asmatici severi con Covid-19

3) E’ possibile che i corticosteroidi inalatori (ICS) possano prevenire o mitigare lo sviluppo di infezioni da nuovo Coronavirus. Per definizione, i pazienti con asma severo sono trattati con dosi elevate di ICS e questo potrebbe aver determinato l’effetto protettivo contro le infezioni da SARS-CoV-2

Farmaci, conta eosinofili e Covid-19
Gli autori della survey hanno sottolineato come, tra gli asmatici severi con Covid-19 di questa casistica italiana, la proporzione di quelli trattati con farmaci anti-IL5 fosse più elevata rispetto al numero di pazienti trattati con farmaci anti-IgE (71% vs. 29%).

Per quanto il numero di casi sia davvero troppo piccolo per trarre conclusioni di qualsiasi tipo, si può ipotizzare, tuttavia, che diversi trattamenti biologici potrebbero avere un impatto specifico e differente sulla risposta immunitaria antivirale.

Quanto all’impatto della riduzione degli eosinofili del sangue, è stato ricordato come l’eosinopenia sia stata documentata in pazienti con Covid-19 in percentuali comprese tra il 52% e il 90%, da cui l’ipotesi che la riduzione di eosinofili rappresenti un fattore di rischio di Covid-19 più severo (7).

Riassumendo
I risultati di questa casistica italiana di asmatici severi hanno documentato come solo una piccola minoranza di questi pazienti sperimenti sintomi consistenti con una diagnosi di Covid-19, e che questi pazienti mostrano alcune caratteristiche cliniche peculiari, come la prevalenza elevata di diabete non insulino dipendente come comorbilità.
Sono necessari, a questo punto, ulteriori studi basati su registri real life che siano in grado di confermare le nostre osservazioni e di estendere la base di evidenze a favore dell’esistenza di un basso rischio di sviluppo di Covid-19.

NC

Bibliografia
1) https://it.linkedin.com/company/progetto-sani-severe-asma-network-italy

2) Haffler E et al. COVID-19 in Severe Asthma Network in Italy (SANI) patients: clinical features, impact of comorbidities and treatments. Authorea. June 28, 2020. DOI: 10.22541/au.159335800.09668428
Leggi

3) Pennington E. Asthma increases risk of severity of COVID-19. Cleve Clin J Med. 2020. doi: 10.3949/ccjm.87a.ccc002.

4) Halpin DMG, Faner R, Sibila O, Badia JR, Agusti A. Do chronic respiratory diseases or their treatment affect the risk of SARS-CoV-2 infection? Lancet Respir Med. 2020;8(5):436-438.

5) Jackson DJ et al. Association of respiratory allergy, asthma, and expression of the SARS-CoV-2 receptor ACE2. J Allergy Clin Immunol. 2020. doi: 10.1016/j.jaci.2020.04.009.

6) Peters MC et al; National Heart, Lung, and Blood Institute Severe Asthma Research Program-3 Investigators. COVID-19 Related Genes in Sputum Cells in Asthma: Relationship to Demographic Features and Corticosteroids. Am J Respir Crit Care Med. 2020. doi: 10.1164/rccm.202003-0821OC.

7) Jesenak M et al. COVID‐19, chronic inflammatory respiratory diseases and eosinophils – Observationsfrom reported clinical case series. Allergy 2020. doi:10.1111/all.14353


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