Asma grave eosinofilo, benefici di reslizumab confermati nella 'real life'. #ERS 2018

Pneumologia

L'anticorpo monoclonale anti-IL-5 reslizumab è un trattamento efficace e ben tollerato per i pazienti con asma grave eosinofilo, anche nella pratica clinica quotidiana e non solo nel setting ideale degli studi clinici. Lo dimostrano i dati uno studio 'real life' austriaco presentato fra i late breaking abstract al congresso annuale della European Respiratory Society (ERS), terminato da poco a Parigi.

L’anticorpo monoclonale anti-IL-5 reslizumab è un trattamento efficace e ben tollerato per i pazienti con asma grave eosinofilo, anche nella pratica clinica quotidiana e non solo nel setting ideale degli studi clinici. Lo dimostrano i dati uno studio ‘real life’ austriaco presentato fra i late breaking abstract al congresso annuale della European Respiratory Society (ERS), terminato da poco a Parigi.

In questo studio, la maggior parte dei pazienti con asma grave eosinofilo ha tratto beneficio dal trattamento con reslizumab, come dimostrato soprattutto dal miglioramento del controllo della malattia e dalla riduzione e persino dalla cessazione del consumo di steroidi sistemici.

L'asma eosinofilo è un fenotipo asmatico distinto caratterizzato da un numero elevato di eosinofili, coinvolti nei processi di infiammazione, fibrosi e trombosi.

L’interleuchina 5 (IL-5) svolge un ruolo fondamentale nella proliferazione, differenziazione, sopravvivenza, migrazione e attivazione degli eosinofili.

Reslizumab, che è un anticorpo diretto proprio contro l’IL-5, ha dimostrato di ridurre efficacemente i tassi di riacutizzazione e migliorare la funzionalità polmonare e la qualità della vita in studi clinici di fase III in doppio cieco e controllati con placebo. Tuttavia, è noto che i pazienti arruolati in questi trial sono selezionati sulla base di criteri molto rigidi, che difficilmente riflettono la realtà, inoltre ci sono ancora pochi dati sulla sicurezza e l’efficacia di questo farmaco nella pratica clinica.

Studio prospettico ‘real life’
Per valutare l'effetto di reslizumab in pazienti con asma eosinofilo grave in un setting di vita reale, un gruppo di ricercatori coordinato da Katharina Marth, del Karl Lansteiner Institute for Experimental and Clinical Pneumology, dell’Heitzing Hospital di Vienna, ha effettuato uno studio prospettico arruolando presso l’ambulatorio pneumologico del centro 29 pazienti al di sopra dei 18 anni, che sono stati trattato con infusioni di reslizumab secondo le istruzioni del produttore (ogni 4 settimane), in aggiunta alla terapia standard.

I partecipanti avevano un asma eosinofilo grave non controllato con una terapia inalatoria in accordo con le linee guida GINA e con steroidi orali utilizzati sia a intermittenza sia come terapia di mantenimento; inoltre, avevano una conta degli eosinofili pari a 300 cellule/µl.

L’età media del campione era di 53,8 anni (range: 27-78) e i pazienti erano malati in media da 17,1 anni.

Gli autori hanno valutato all’inizio del trattamento e poi dopo 12 settimane e 32 settimane la funzionalità polmonare (FEV1), gli eosinofili sierici, l'ossido nitrico esalato, il consumo di steroidi e il controllo dell'asma, mediante l’Asthma Control Test (ACT).

In totale, 23 pazienti sono stati classificati come responder al trattamento, mentre sei non hanno risposto e hanno quindi interrotto il trattamento.

Migliorano FEV1, uso di steroidi e controllo dell’asma, calano gli eosinofili
Dopo 12 settimane di trattamento con l’anticorpo, la Marth e i colleghi hanno riscontrato un miglioramento significativo della funzionalità polmonare, con un aumento medio rispetto al valore basale del FEV1 di 150 ml (includendo nell’analisi anche i pazienti non responder). Dopo 32 settimane, nei pazienti responder l’aumento medio del FEV1 è risultato di 270 ml.

Reslizumab ha mostrato di offrire anche un beneficio consistente in termini di risparmio di steroidi. “Abbiamo osservato una riduzione significativa dell'uso di steroidi orali come terapia di mantenimento dopo tre infusioni di anticorpo” ha spiegato l’autrice.

I pazienti che assumevano dosi elevate (più di 20 mg) di equivalenti di prednisolone si sono dimezzati (da 8, al basale, a 4, dopo 12 settimane), mentre quelli che non avevano bisogno di un mantenimento con steroidi sono aumentati, passando da 8 a 11.

Inoltre, il trattamento con reslizumab ha migliorato nettamente in modo significativo il controllo dell'asma. “All’inizio, quasi due terzi dei pazienti avevano un controllo molto scarso della malattia, ma dopo 12 settimane in 16 di essi abbiamo osservato un controllo molto buono dell’asma” ha affermato la Marth.

L’anticorpo, come previsto, ha portato anche a una riduzione forte e significativa rispetto al valore basale degli eosinofili sierici sia dopo 12 sia dopo 32 settimane di trattamento.

Effetti collaterali lievi
“Gli effetti collaterali sono stati per lo più lievi e non hanno causato abbandoni del trattamento” ha riferito la pneumologa. I più comuni sono stati le infezioni del tratto respiratorio superiore (29 in 16 pazienti), i dolori muscolo-scheletrici (13 in 8 pazienti), i sintomi intestinali come la diarrea (10 in 7 pazienti) e le vertigini (9 in 4 pazienti).

“Pe riassumere” ha detto la Marth “possiamo dire che in pazienti con asma eosinofilo grave il trattamento con reslizumab nella ‘real life’ è sicuro e ci ha permesso di ottenere un miglioramento significativo della funzionalità polmonare e della conta degli eosinofili, e altamente significativo del controllo dell’asma, nonostante una riduzione significativa degli steroidi orali come mantenimento, già dopo tre infusioni”.

“Questi risultati supportano l'uso di reslizumab nei pazienti con asma eosinofilo grave che non sono adeguatamente controllati con il miglior standard disponile; tuttavia, penso che nella pratica clinica occorra una procedura o un marker diagnostico validato per decidere se continuare o interrompere la terapia” ha concluso l’autrice.

k. Marth, et al. Patients with severe eosinophilic asthma benefit from the treatment with Anti-IL-5 Reslizumab – a real life study from Austria. ERS 2018; abstract OA3568.

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