Asma, identificati benefici aggiuntivi tezepelumab da sottoanalisi studio PATHWAY di fase 2 #ATS2019

Tezepelumab, anticorpo monoclonale sperimentale anti-TSLP, determina una riduzione significativa delle ospedalizzazione e delle visite in Meidcina d'Urgenza, stando ai risultati di una nuova analisi dei dati provenienti dallo studio PATHWAY di fase 2. Inoltre, l'impiego della dose di 210 mg del farmaco a cadenza mensile riduce in modo considerevole i livelli dei biomarcatori infiammatori associati con il processo infiammatorio sottostante l'asma. Questi i risultati di due studi sul farmaco, presentati nel corso del congresso annuale dell'American Thoracic Society, tenutosi il mese scorso a Dallas (Usa).

Tezepelumab, anticorpo monoclonale sperimentale anti-TSLP, determina una riduzione significativa delle ospedalizzazione e delle visite in Meidcina d’Urgenza, stando ai risultati di una nuova analisi dei dati provenienti dallo studio PATHWAY di fase 2 (1). Inoltre, l’impiego della dose di 210 mg del farmaco a cadenza mensile riduce in modo considerevole i livelli dei biomarcatori infiammatori associati con il processo infiammatorio sottostante l’asma (2). Questi i risultati di due studi sul farmaco, presentati nel corso del congresso annuale dell’American Thoracic Society, tenutosi il mese scorso a Dallas (Usa).

Informazioni su tezepelumab
Tezepelumab è il primo esponente di una nuova categoria di possibili agenti farmacologici anti-asma, avente come bersaglio la linfopoietina timica stromale (TSLP), una proteina della famiglia delle citochine alla quale viene riconosciuto un importante ruolo nella maturazione delle cellule T.

Nello specifico, tezepelumab è un anticorpo monoclonale umanizzato allestito allo scopo di legarsi in modo specifico alla TSLP umana, prevenendone l'interazione con il suo complesso recettoriale. Il blocco di TSLP ottenuto con tezepelumab sarebbe in grado di prevenire il rilascio di citochine pro-inflammatorie da parte delle cellule del sistema immunitario “marcate” dalla presenza di TSLP.

Per la sua attività che si esplica “a monte” della cascata infiammatoria, tezepelumab potrebbe essere utile in un'ampia popolazione di pazienti con asma severo non controllato, compresi quelli la cui condizione asmatica non è guidata dall'infiammazione Th2.

Lo scorso mese di settembre, L’Fda ha concesso al farmaco biologico la designazione di farmaco    “breakthrough” per la cura dell’asma severo, accelerando cosi l’iter registrativo del farmaco.

La designazione di Breakthrough Therapy si basa sui dati dello studio di Fase IIb PATHWAY pubblicati nel 2017 che hanno mostrato una riduzione tra il 61 per cento e il 71 per cento, a seconda della dose, del tasso annuale di esacerbazioni dell'asma rispetto al placebo in una vasta popolazione di pazienti affetti da asma grave, indipendentemente dal fenotipo del paziente, incluso lo stato del biomarcatore di Tipo 2 (T2).

Le terapie biologiche attualmente disponibili mirano solo all'infiammazione guidata da T2. Tezepelumab è un potenziale farmaco ‘first in class’ che blocca la linfopoietina stromale timica (TSLP) - un modulatore a monte delle vie infiammatorie multiple.

Primo studio (1)
Nello studio PATHWAY, 550 pazienti con asma severo non controllato sono stati randomizzati, secondo uno schema 1:1:1:1, al trattamento mensile con tezepelumab 70 o 210 mg sottocute, oppure con tezepelumab 280 mg a cadenza quindicinale, oppure a placebo.

I pazienti avevano un’età media di 51 anni (il 65% del campione era di sesso femminile). Inoltre, nel corso dell’anno precedente il reclutamento nello studio, l’80% dei pazienti aveva sperimentato uno o due episodi di esacerbazione asmatica, mentre il resto dei pazienti era andato incontro a 3 o a più eventi.

I risultati della prima sottoanalisi dello studio PATHWAY presentati al congresso hanno documentato una riduzione delle riacutizzazioni asmatiche, necessitanti di ospedalizzazione, pari al 79% nei pazienti sottoposti a trattamento attivo (indipendentemente dalla posologia impiegata) rispetto al placebo.

Nel dettaglio, le esacerbazioni necessitanti di ricovero ospedaliero si sono verificate ad un tasso di 0,14 eventi/anno nel gruppo placebo (19 eventi occorsi in 9 pazienti su 138) rispetto a 0,03 eventi/anno (12 eventi occorsi in 12 pazienti su 412) nei pazienti in trattamento con tezepelumab.

In modo analogo, le ospedalizzazioni totali si sono ridotte del 61% nei pazienti trattati con il farmaco, mentre le visite in Medicina d’Urgenza si sono ridotte del 60%.

La percentuale di pazienti che sono stati visitati in Medicina d’Urgenza per esacerbazioni asmatiche è stata pari al 3,6% nei pazienti del gruppo placebo e all’1,2% nei pazienti trattati con tezepelumab.

Da ultimo, il numero medio di giorni che i pazienti placebo hanno trascorso in ospedale è stato pari a 23 rispetto a 9 nei pazienti trattati con il farmaco sperimentale (p<0,05).

Secondo studio (2)
I risultati di questo seconda sottonalisi dello studio PATHWAY hanno documentato la capacità di tezepelumab 210 mg, ad un anno, di ridurre i livelli di IL-5 del 61%, di dimezzare i livelli di eosinofili del sangue e di ridurre del 52% o livelli di IL-13 rispetto al placebo.

Inoltre, ad un anno, il rischio relativo di esacerbazioni asmatiche si è ridotto del 66% nei pazienti trattati con il farmaco, indipendentemente dalla dose, rispetto a quanto osservato nel gruppo placebo.

Da ultimo, la sottoanalisi in questione ha dimostrato la superiore efficacia di tezepelumab nei pazienti trattati, indipendentemente dalla conta iniziale di eosinofili circolanti.
I risultati di questa specifica sottoanalisi sono risultati incoraggianti per il prosieguo del programma di trial clinici del farmaco nell’asma: in particolare, è stato deciso di utilizzare la dose di tezepelumab di 210 mg per la messa a punto dei prossimi studi di fase 3.

NC

Bibliografia
1)    Corren J, et al "The Impact of Tezepelumab on Hospitalization and Emergency Department Visits in Patients with Severe Uncontrolled Asthma: Results from the Pathway Phase 2b Trial," ATS 2019.
2)    Corren J, et al "Tezepelumab Treatment Effect on Annualized Rate of Exacerbations by Baseline Biomarkers in Uncontrolled Severe Asthma Patients: Phase 2b PATHWAY Study," ATS 2019.