Sanofi e Regeneron presentano i risultati positivi di un importante studio clinico di Fase IIb sull’uso di dupilumab per il trattamento di pazienti adulti con asma non eosinofilo in forma da moderata a grave che sfuggono al controllo di corticosteroidi per inalazione in associazione ai beta2-agonisti a lunga durata d'azione (ICS/LABA) e annunciano il lancio di uno studio clinico di fase III.

La comunicazione è stata fatta in occasione della American Thoracic Society 2015 International Conference che si è tenuta a Denver tra il 15 e il 20 maggio.

Dupilumab è un anticorpo monoclonale in fase sperimentale diretto contro la subunità α del recettore dell’interleuchina 4 (IL-4R), in grado di modulare le vie di segnalazione delle citochine IL-4 e IL-13 ai linfociti T-helper di tipo 2 (Th2). La somministrazione di dupilumab inibisce la risposta immunitaria mediata dai linfociti Th2 coinvolta nel processo di infiammazione che insorge in alcune patologie quali l’asma allergico, la dermatite atopica e la sinusite cronica con poliposi nasale.

Come farmaco sperimentale, dupilumab è in fase di sviluppo clinico e, per il momento, sicurezza ed efficacia della terapia biologica non sono state pienamente valutate dalle autorità regolatorie.

Studi preliminari hanno dimostrato che dupilumab è efficace nel trattamento dei pazienti asmatici con elevato numero di eosinofili (superiori a 300 cellule/mcl). Nei pazienti con asma allergico o atopico, in cui il numero di eosinofili è alto, la somministrazione di dupilumab è associata a un miglioramento della funzionalità polmonare. In particolare, la somministrazione di dupilumab (200 e 300 mg a settimane alterne) in combinazione con la terapia ICS/LABA determina un aumento significativo del volume espiratorio massimo in 1 secondo (FEV1) a 12 settimane di trattamento e una riduzione del numero medio annuale di riacutizzazioni.

I nuovi risultati ottenuti da Sanofi in collaborazione con Regeneron estendono l’uso di dupilumab a pazienti che soffrono di asma caratterizzata da basso numero di eosinofili (meno 300 cellule/mcl) e, in quando di natura “non allergica”, meno sensibili al trattamento con gli inibitori della risposta immunitaria mediata da attivazione dei linfociti Th2.

In particolare, nella popolazione di pazienti asmatici con bassa conta di eosinofili la somministrazione di entrambe le dosi di dupilumab (200 e 300 mg a settimane alterne) in combinazione con la terapia ICS/LABA determina un miglioramento di FEV1 pari a circa 8% a 12 settimane di trattamento (p<0,001) e una diminuzione del numero medio annuale di riacutizzazioni, rispettivamente di 68% e 62% (p
“Molti pazienti con forme di asma da moderata a grave non beneficiano delle terapie standard attualmente disponibili per il trattamento dei sintomi quotidiani e degli attacchi ricorrenti di asma”, ha affermato Sally Wenzel, ricercatrice leader della studio e afferente alla Division of Pulmonary, Allergy and Critical Care Medicine dell’Università di Pittsburgh. “Dupilumab, combinato alla terapia standard con corticosteroidi in associazione ai beta2-agonisti a lunga durata d'azione, determina un miglioramento della funzionalità polmonare e una riduzione delle esacerbazioni asmatiche gravi in entrambi i gruppi di pazienti con alta o bassa conta di eosinofili” commenta Sally Wenzel lasciando intendere che dupilumab possa rappresentare una valida opzione terapeutica per il trattamento di numerose forme di asma non ancora sotto controllo.

“La discussione avviata con la Food and Drug Administration”, si legge nel comunicato stampa congiunto “rivela che questo studio di Fase IIb è solo il primo di una serie di sperimentazioni volte a valutare l’efficacia di dupilumab nel trattamento della patologia asmatica, prove richieste per avanzare una potenziale domanda di Biologic Licence Application (BLA)”.

In ottemperanza a questa richiesta, le società annunciano l'avvio di una sperimentazione di Fase III in pazienti con asma persistente non controllata, dal nome LIBERTY ASMA QUEST. Questo studio clinico arruolerà più di 1600 pazienti in tutto il mondo con asma persistente non controllata e valuterà l’effetto di due dosi di dupilumab (200 e 300 mg), somministrate per via sottocutanea a settimane alterne.

Descrizione dello studio di Fase IIb
Lo studio, in doppio cieco e controllato con placebo, è stato condotto su 776 pazienti adulti con asma in forma da moderata a grave secondo le linee guida definite dal Global Initiative for Asthma 2014 e per una durata di 24 settimane. I pazienti arruolati sono stati divisi in modo casuale in cinque gruppi per ricevere placebo oppure una delle quattro dosi di dupilumab (300 mg a settimane alterne, 200 mg a settimane alterne, 300 mg al mese , 200 mg al mese).

Circa il 42% della popolazione totale di pazienti presentava un alto numero di eosinofili, percentuale equamente distribuita tra i cinque gruppi di pazienti. Durante la sperimentazione i pazienti hanno continuato a ricevere la terapia con corticosteroidi per inalazione in associazione ai beta2-agonisti a lunga durata d'azione (ICS/LABA). Sono stati valutati come eventi gravi di riacutizzazione quelli per cui il peggioramento dell’asma ha richiesto la somministrazione per via sistemica di corticosteroidi per due o tre giorni consecutivi, il ricovero o la visita al pronto soccorso.