Asma infantile e indice di massa ventricolare elevato in età adulta: quale legame?

I risultati di uno studio osservazionale prospettico, the Bogalusa Heart Study, sembrano suggerire l'esistenza di un'associazione tra il riscontro di asma in età infantile e un piccolo, ma pur sempre significativo, incremento delle indice di massa ventricolare sinistra (LVMI) nei bambini asmatici divenuti giovani adulti (soprattutto in quelli già aventi come comorbilità l'ipertensione). Lo studio, tuttavia, non è riuscito a sciogliere ancora il dubbio se l'associazione asma-malattia CV, peraltro suffragata da altre osservazioni già documentate in letteratura (coronaropatia e ictus), sia da intendere come una relazione causa-effetto.

I risultati di uno studio osservazionale prospettico, the Bogalusa Heart Study, di recente pubblicazione sulla rivista JACC: Heart Failure, sembrano suggerire l'esistenza di un'associazione tra il riscontro di asma in età infantile e un piccolo, ma pur sempre significativo, incremento delle indice di massa ventricolare sinistra (LVMI) nei bambini asmatici divenuti giovani adulti (soprattutto in quelli già aventi come comorbilità l'ipertensione).
 
Lo studio, il primo a dimostrare l'esistenza di un legame tra una storia di asma e l'incremento di LVMI, non è riuscito tuttavia, a sciogliere ancora il dubbio se l'associazione asma-malattia CV, peraltro suffragata da altre osservazioni già documentate in letteratura (coronaropatia e ictus), sia da intendere come una relazione causa-effetto.
 
Razionale dello studio
L'indice di massa ventricolare sinistra (LVMI) è un noto predittore di eventi CV maggiore e di morte, ricordano gli autori nell'introduzione dello studio.
 
Dopo l'età avanzata, infatti, spiegano gli autori, l'ipertrofia ventricolare sinistra (IVS) rappresenta il predittore di outcome CV avversi più significativo nelle persone ipertese, rappresentando un fattore di rischio indipendente di coronaropatia, scompenso cardiaco e ictus. La massa ventricolare sinistra, indicizzata per l'altezza, si è rivelata essere un fattore predittivo di progressione e di severità di insufficienza cardiaca.
 
Alcune evidenze hanno legato l'infiammazione cronica ad un incremento di massa ventricolare sinistra; d'altro canto l'asma è un disturbo infiammatorio cronico e la sua incidenza in età pediatrica è quasi raddoppiata rispetto al 1980, mentre la prevalenza di questa condizione è stimata essere pari ad un bambino su 10 e al 7% negli adulti.
 
Sulla base di queste premesse, i ricercatori si sono allora proposti di condurre uno studio prospettico avente l'obiettivo di analizzare la relazione esistente tra una storia di asma nel corso dell'infanzia e la massa ventricolare sinistra in età adulta, in base all'ipotesi (da verificare) di una correlazione tra la condizione asmatica in età pediatrica e un incremento di massa ventricolare sinistra in età adulta.
 
Disegno e risultati principali dello studio
L'analisi è stata effettuata su 1.118 partecipanti al Bogalusa Heart Study, un ampio studio, attualmente ancora in corso, condotto su una comunità semi-rurale della Lousiana (USA), costituira da individui di etnia Caucasica e Afro-Americana.
 
La coorte era costituita in maggioranza da individui di sesso femminile (57,4%) e di etnia Caucasica (quasi il 70% del totale), con un'età media di 27 anni. Di questi il 9,3% aveva riferito di essere affetto da asma.
 
Le variabili dello studio dei soggetti con presenza/assenza di storia di asma erano simili, sia all'inizio dello studio che nel follow-up.
 
La massa ventricolare sinistra è stata determinata mediante ecocardiografia bidimensionale ed indicizzata per la statura (m2,7) come LVMI  (g/m2,7).
 
Passando ai risultati, è emerso che, dopo una media di 10,4 anni di follow-up, i partecipanti allo studio con una storia di asma in età pediatrica mostravano valori maggiori di massa ventricolare sinistra (167,6 versus 156,9, P=0,01) di LVMI (40,7 versus 37,7, P<0,01), dopo aggiustamento dei dati in base all'età, al sesso, all'etnia, allo status di fumatore, all'impiego di farmaci anti-ipertensivi, alla frequenza cardiaca e alla pressione sistolica (PAS).
Non solo: è stato osservato che ad incrementi unitari di proteina reattiva C corrispondevano incrementi statisticamente significativi della massa ventricolare sinistra (+1,40) che di LVMI (+0,40), rispettivamente. Quando, però, il modello era ulteriormente aggiustato in base al BMI, alla PAS e ai livelli di CRP, mentre era conservata la differenza di LVMI tra i soggetti con asma in età pediatrica e quelli non asmatici  (38,4 g/m2,7 vs 36,6 g/m2,7; P=0,04), si è persa quella relativa ai valori di massa ventricolare sinistra.
A tal riguardo, i ricercatori hanno sottolineato che “...l'infiammazione rappresenta il meccanismo potenziale primario che lega queste due patologie, ma che tale associazione non scompare anche dopo aggiustamento per i livelli di CRP, a suggerire l'esistenza di altri meccanismi che potrebbero essere coinvolti”.
 
Infine, i ricercatori hanno osservato l'esistenza di interazioni significative tra la PAS e l'asma su entrambi gli outcome sopra menzionati (massa ventricolare sinistra e LVMI). In particolare, l'associazione in questione è risultata più stringente nei soggetti con pre-ipertensione (normale alta secondo ESC) o ipertensione  (>130 mm Hg) rispetto a quelli con PAS nella norma.
 
“L'ipertensione – commentano gli autori dello studio – rappresenta un fattore di rischio ben conosciuto di insufficienza cardiaca e di valori elevati di massa ventricolare sinistra e il nostro studio suggerisce come asma e ipertensione possano andare insieme nel determinare l'innalzamento del rischio di insufficienza cardiaca”.
 
Limiti e implicazioni dello studio
In un editoriale di accompagnamento al lavoro, l'estensore del commento ha ammesso che l'indicazione proveniente dallo studio di individuare nei soggetti che condividono asma e ipertensione quelli da sottoporre a riduzione intensificata del rischio potrebbe avere importanti benefici in termini di salute. 
 
Ciò detto, lo studio non è esente da numerosi limiti metodologici, quali il self reporting di asma infantile e la mancanza di informazioni in merito ad alcuni potenziali fattori confondenti quali le misurazioni di massa ventricolare al basale, la severità dell'asma, la frequenza di impiego di inalatori e di altri farmaci, e una storia pregressa di ospedalizzazione o di visite al Pronto Soccorso a causa dell'asma.
 
Non solo: l'estensore dell'editoriale aggiunge che lo studio non risponde ad alcune domande sull'associazione tra condizione asmatica e massa ventricolare sinistra.
 
“I dati attualmente disponibili – spiega l'editorialista – non escludono la possibilità sia una comorbilità associata a malattia CV, piuttosto che causa stessa di malattia CV”.
 
“Inoltre – aggiunge – nonostante siano stati fatti alcuni aggiustamenti statistici sulle cause potenziali di IVS differenti dall'asma – obesità, sesso, etnia e ipertensione – non si può escludere l'esistenza di fattori confondenti residui dovuti a fattori di rischio comuni alla malattia CV e all'asma”.
 
Mancano, infine, informazioni relative alla relazione esistente tra massa ventricolare sinistra,  severità dell'asma e frequenza d'impiego di corticosteroidi e beta agonisti.
 
“In conclusione  - conclude l'estensore del commento – sono necessari studi ulteriori che siano in grado di determinare in modo accurato l'associazione tra asma e mortalità (totale, CV e improvvisa), insufficienza cardiaca, infarto del miocardio e ictus. In particolare, sarà interessante capire quanto debba essere severa e di lunga durata l'esposizione asmatica perchè si possa parlare di un rischio CV significativo”.
 
NC
 
Bibliografia
1) Sun D, et al "A history of asthma from childhood and left ventricular mass in asymptomatic young adults: The Bogalusa Heart Study" JACC: Heart Failure 2017; DOI: 10.1016/j.jchf.2017.03.009. 
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2) Gottdiener J, "Intersection of 2 epidemics" JACC: Heart Failure 2017; DOI: 10.1016/j.jchf.2017.05.003. 
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