Asma insorgenza tardiva, dupilumab riduce tasso esacerbazioni malattia #ATS2019

Il trattamento con dupilumab si associa ad riduzione significativa del tasso di esacerbazioni severe di malattia in pazienti con asma ad insorgenza tardiva, con o senza ostruzione fissa delle vie aeree respiratorie. Queste le conclusioni di una sottoanalisi dei dati del trial registrativo LIBERTY ASTHMA QUEST, presentati a Dallas nel corso dell'edizione annuale del congresso dell'American Thoracic Society (ATS).

Il trattamento con dupilumab si associa ad riduzione significativa del tasso di esacerbazioni severe di malattia in pazienti con asma ad insorgenza tardiva, con o senza ostruzione fissa delle vie aeree respiratorie.

Queste le conclusioni di una sottoanalisi dei dati del trial registrativo LIBERTY ASTHMA QUEST, presentati a Dallas nel corso dell’edizione annuale del congresso dell’American Thoracic Society.

Razionale dello studio
Dupilumab è un anticorpo monoclonale umano progettato per inibire l’attività dell’interleuchina-4 e dell’interleuchina-13, due importanti proteine che svolgono un ruolo chiave nell’infiammazione di tipo 2 che sottende alcune tipologie specifiche di asma, così come molte altre patologie allergiche. Questo meccanismo d’azione comporta la riduzione dei biomarker tipici dell’infiammazione di tipo 2, inclusi i livelli di ossido nitrico esalato, di immunoglobulina E e di eotassina-3.

E’ dall’inizio di questo mese che la Commissione europea ne ha approvato l'utilizzo in pazienti adulti e adolescenti a partire dai 12 anni come trattamento aggiuntivo di mantenimento nell'asma grave con infiammazione di tipo 2.

Alla base della registrazione del farmaco ci sono, tra gli altri,  i risultati del trial registrativo di fase 3 LIBERTY ASTHMA QUEST, che ha dimostrato come il trattamento add-on con questo farmaco, al dosaggio di 200 mg e 300 mg a cadenza quindicinale, vs.placebo, sia stato in grado di ridurre i tassi annuali di esacerbazione severa di malattia e di migliorare sia la FEV1 pre-broncodilatazione che la qualità della vita in una popolazione di pazienti con asma non controllato, di grado moderato-severo. Lo stesso studio aveva dimostrato che gli effetti del trattamento erano maggiori in corrispondenza di valori iniziali più elevati dei biomarker di tipo 2 considerati (eosinofili del sangue >150 cellule/µl o FeNO >25 ppb).

L’obiettivo dell’analisi post-hoc di questo studio, presentata al congresso, è stato quello di valutare l’efficacia del farmaco in pazienti con asma ad insorgenza tardiva (>40 anni) e con rapporto iniziale FEV1/FVC<0,7 (indicativo di ostruzione fissa delle vie aeree respiratorie) o >0,7.

Disegno e risultati principali
Sono stati calcolati i tassi annuali di esacerbazione severa di malattia nel corso di un anno di trattamento mediante modelli di regressione binomiale negativa. Inoltre, sono stati analizzate, a 12 settimane e ad un anno, le variazioni rispetto al basale della FEV1 e dei rapporti FV1/FVC pre-broncodilatazione.

I ricercatori hanno osservato che, rispetto al placebo, dupilumab 200 mg e 300 mg a cadenza qundicinale era in grado di ridurre in modo significativo il tasso annuale di esacerbazioni severe in pazienti con asma tardivo e ostruzione fissa delle vie respiratorie (-68,8% e -75,7%, rispettivamente), come pure in quelli senza ostruzione fissa (-55,1% e -50,7%, rispettivamente).

Inoltre, i valori di FEV1 pre- e post-broncodilatazione, come pure i rapporti FEV1/FVC, sono migliorari nei pazienti trattati con il farmaco con asma tardivo e ostruzione fissa delle vie respiratorie a 12 settimane; risultati simili sono stati documentati anche ad un anno.

Da ultimo, sono stati documentati miglioramenti più modesti della FEV1 pre-broncodilatazione a 12 settimane e ad un anno in pazienti con asma tardivo senza ostruzione fissa.

NC

Bibliografia
Hanania NA et al. Dupilumab reduces severe exacerbations and improves lung function in late-onset, uncontrolled, moderate-to-severe asthma patients enrolled in the LIBERTY ASTHMA QUEST Study; Abstract book ATS2019;
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