Asma, la prevalenza di comorbilità aumenta in modo considerevole

La condizione asmatica è associata ad un numero significativamente più elevato di comorbidità - dalle malattie cardio-cerebrovascolari all'obesità, dall'ipertensione al diabete, dalle malattie psichiatrice a quelle neurologiche, dalle malattie gastrointestinali a quelle a carico dell'apparato escretore, dal cancro alle altre malattie a carico del tratto respiratorio. Non solo: la prevalenza di comorbidità respiratorie nei pazienti asmatici è addirittura 5 volte superiore rispetto alla loro prevalenza nei pazienti non asmatici, per cui la gestione delle comorbiditè nelle strategie di contrasto dell'asma può migliorare gli outcome in questi pazienti. Lo studio su Medicine.

La condizione asmatica è associata ad un numero significativamente più elevato di comorbidità – dalle malattie cardio-cerebrovascolari all'obesità, dall'ipertensione al diabete, dalle malattie psichiatrice a quelle neurologiche, dalle malattie gastrointestinali a quelle a carico dell'apparato escretore, dal cancro alle altre malattie a carico del tratto respiratorio - stando ad una metanalisi di recente pubblicazione sulla rivista Medicine.

Non solo: la prevalenza di comorbidità respiratorie nei pazienti asmatici è addirittura 5 volte superiore rispetto alla loro prevalenza nei pazienti non asmatici, per cui la gestione delle comorbiditè nelle strategie di contrasto dell'asma può migliorare gli outcome in questi pazienti.

“Le comorbidità sono sempre più frequentemente considerate come determinanti importanti della gestione e della prognosi dei pazienti asmatici – ricordano gli autori nell'introduzione al lavoro – dal momento che la loro presenza è associata ad un controllo non adeguato della malattia asmatica, ad un consumo più elevato di risorse sanitarie e ad una scarsa qualità della vita”.

“Inoltre – continuano gli autori – le esacerbazioni correnti di asma sono associate a comorbilità specifiche che richiedono interventi terapeutici aggiuntivi. Soprattutto nell'anziano, le comorbilità sono associate ad una mortalità più elevata, ad una scarsa aderenza agli interventi terapeutici prescritti, nonché ad una riduzione della qualità della vita”.

Per quanto un numero considerevole di studi abbia documentato la prevalenza di comorbilità nei pazienti asmatici, il numero di studi controllati comparativi sul tema è piuttosto esiguo. Di qui il razionale del nuovo studio, che si è proposto di condurre una ricerca sistematica della letteratura e una metanalisi degli studi che hanno messo a confronto la prevalenza di comorbidità un pazienti asmatici e non asmatici allo scopo di esaminare il significato della differente prevalenza delle varie comorbidità un soggetti asmatici e non.

La ricerca sistematica della letteratura sull'argomento, condotta sui principali database biomedici esistenti, ha portato all'identificazione di 11 studi che soddisfacevano i criteri di eleggibilità sopra menzionati, sui quali è stato effettuato il lavoro di metanalisi.

Gli undici studi in questione totalizzavano un numero di 117.548 pazienti asmatici e di 443.948 soggetti non asmatici.

I risultati non hanno lasciato adito a dubbi: la prevalenza di comorbilità CV (OR=1,90; IC95%= 1,70.2,14; p<0,00001), comorbilità cerebrovascolari (OR=1,44; IC95%= 1.29-1,60; P < 0,00001), obesità (OR=1,51; IC95%= 1,14-2,01; P < 0,00001), ipertensione (OR=1,66; IC95%= 1,47-1,88]; P < 0,00001; diabete (OR= 1,25; IC95%= 1,08-1,44; P < 0,00001), altre comorbilità metaboliche ed endocrine  (OR=1,60; IC95%= 1,40-1,83; P < 0,00001), comobilità psichiatriche e neurologiche (OR=1,62; IC95%= 1,44-1,82; P < 0,00001), comorbilità a carico del sistema GI e urinario (OR=1,91; IC95%= 1,47-2,49; P < 0,00001), neoplasie (OR=1.17; IC95%= 1,10-1,25; P < 0,00001), e comorbilità respiratorie (OR=5,60; IC95%=4,22-7,44; P < 0,00001) è risultata significativamente più elevata nei pazienti asmatici rispetto ai controlli non asmatici.

Nel commentare i risultati, gli autori dello studio hanno sottolineato come le condizioni croniche infiammatorie si configurino come dei fattori di notevole importanza per lo sviluppo di comorbilità: “l'asma, ad esempio – argomentano i ricercatori - è associata ad un incremento del rischio CV attribuito all'infiammazione sistemica. Inoltre, in presenza di condizioni respiratorie ostruttive poco controllate, l'impiego di steroidi sistemici, la riduzione dell'attività fisica e la cattiva qualità del sonno possono promuovere l'insorgenza di alcune comorbilità quali l'obesità, il diabete, la depressione, l'osteoporosi e la polmonite”.

“E' noto, inoltre – aggiungono i ricercatori – che, con l'invecchiamento, il numero di comorbilità nei pazienti anziani tenda ad aumentare e che l'asma nell'anziano sia fenotipicamente differente da quello documentato in giovane età, con ripercussioni sulla diagnosi, la valutazione e la gestione della patologia”.

Nicola Casella

Bibliografia
Su X et al. Prevalence of Comorbidities in Asthma and Nonasthma Patients: A Meta-analysis.Medicine (Baltimore). 2016 May;95(22):e3459.
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