Asma non controllato, dupilumab efficace in analisi post-hoc

Considerando i pazienti con asma non controllato, quelli con una storia di più episodi di esacerbazione risultano essere più responsivi a dupilumab, stando ai risultati di un'analisi post-hoc di un trial di fase 2b, presentata nel corso dell'edizione annuale del meeting CHEST, tenutosi ques'anno a Toronto, in Canada, che suffragano il possibile razionale d'impiego nei casi di asma non controllato più gravi.

Considerando i pazienti con asma non controllato, quelli con una storia di più episodi di esacerbazione risultano essere più responsivi a dupilumab, stando ai risultati di un'analisi post-hoc di un trial di fase 2b (1), presentata nel corso dell'edizione annuale del meeting CHEST, tenutosi ques'anno a Toronto, in Canada, che suffragano il possibile razionale d'impiego nei casi di asma non controllato più gravi.

Razionale e disegno dello studio
I pazienti con asma persistente non controllato sperimentano una cattiva qualità della vita (QoL). Dupilumab, un anticorpo monoclonale totalmente umanizzato diretto contro IL-4R alfa, inibisce i meccanimi di trasduzione delle citochine IL-4 e IL-13, elementi chiave di molte patologie immuni di tipo 2 (Th2), come ad esempio le malattie allergiche.

In uno studio registrativo sull'impiego di questo farmaco nell'asma, di fase 2, pazienti adulti con asma persistente non controllato, nonostante il trattamento con dosi moderate-elevate di ICS e LABA, sono stati randomizzati a 24 settimane di trattamento con terapia add-on con dupilumab 200/300 mg a cadenza quindicinale o mensile, oppure a trattamento con placebo.

I risultati di questo studio di Fase 2 avevano documentato la capacità del farmaco di ridurre le esacerbazioni severe e di migliorare sia la funzione polmonare che gli outcome riferiti dai pazienti, il tutto associato ad un buon profilo di tollerabilità.

L'obiettivo di questa nuova analisi post-hoc presentata al congresso è stato quello di valutare l'effetto di dupilumab sul controllo dell'asma e la QoL in pazienti con asma persistente non controllato sulla base del numero di episodi di esacerbazione occorsi nell'anno precedente l'inizio del trial.

Tutti i pazienti reclutati nello studio avevano sperimentato almeno un episodio di esacerbazione nel corso dell'anno precedente l'inizio del trial.

I ricercatori hanno calcolato la variazione quadratica media rispetto al basale dei punteggi riportati a 24 settimane al test ACQ-5 (the 5-item Asthma Control Questionnaire – [il miglioramento di questo score è misurato in valori negativi]) e al test AQLQ (Asthma Quality of Life Questionnaire [il miglioramento di questo score è misurato in valori positivi]) in base a sottogruppi di pazienti con una storia, rispettivamente, di almeno uno, due, tre o quattro episodi di esacerbazione occorsi nell'anno precedente l'avvio del trial.

La safety, invece, è stata valutata sulla base del numero di eventi avversi e su analisi di laboratorio.

Risultati principali
Analizzando la popolazione ITT (intention-to-treat), 465 pazienti hanno sperimentato almeno un episodio di esacerbazione, 227 ne hanno sperimentati almeno due, 122 ne hanno sperimentati almeno tre e, infine, 62 ne hanno sperimentati almeno quattro.

L'analisi ha mostrato che il beneficio di dupilumab era maggiore nei pazienti che sperimentavano il tasso maggiore di esacerbazioni prima del trattamento.

Nello specifico, dupilumab, ai due regimi di trattamento testati, utilizzato come add-on alla terapia ICS-LABA in pazienti adulti con asma persistente non controllato, ha migliorato la funzione polmonare indicata dai valori di FEV1e dai punteggi riportati al test ACQ e AQLQ rispetto al placebo.
I benefici maggiori sono stati osservati, però, quando il numero di episodi di esacerbazione nell'anno precedente l'avvio del trial aumentavano da più di uno a più di quattro, soprattutto nel gruppo trattato con il farmaco al dosaggio quindicinale.

Infine, per quanto riguarda la safety, l'incidenza complessiva di eventi avversi è risultata pressochè sovrapponibile tra i vari gruppi di trattamento (dupilumab: 78-89%; placebo: 75%).

Riassumendo
“I risultati di questa analisi – spiegano i ricercatori – indicano che, maggiore è il numero di episodi di esacerbazione sperimentati dai pazienti prima del trattamento,  maggiore è il beneficio che è stato osservato dall'impiego dell'inibitore di IL-4 e IL-13 sull'asma”. Ciò ne suffraga un possibile impiego futuro nei pazienti con asma persistente non controllato più gravi.

Lo scorso mese di settembre, le due aziende responsabili dello sviluppo del farmaco, Sanofi e Regeneron, avevano reso noti i risultati dello studio registrativo di fase 3, LIBERTY ASTHMA QUEST, svolto su un ampia popolazione di pazienti con asma persistente non controllata trattata con dupilumab, informando come quest'ultimo, in associazione alle terapie standard,  avesse raggiunto i due endpoint primari prefissati (riduzione riacutizzazioni e miglioramento della funzionalità polmonare) (2).

Le due aziende prevedono di sottomettere alla Food and Drug Administration (FDA) statunitense una Biologics License Application supplementare (sBLA) entro la fine dell'anno.

NC

Bibliografia
1) Corren J et al. Dupilumab Improves Asthma Control and Asthma-Related Quality of Life in Uncontrolled Persistent Asthma Patients Across All Baseline Exacerbation Rates. October 2017 Volume 152, Issue 4, Supplement, Page A26 Chest 2017;
2) https://www.pharmastar.it/news/pneumo/asma-conferme-in-fase-iii-per-dupilumab-24795