Asma non controllato, metanalisi conferma efficacia dupilumab

I pazienti con asma non controllato, trattati con dupilumab, hanno sperimentato un miglioramento significativo dei sintomi funzionali e dei profili di rischio rispetto al placebo. La conferma giunge da una metanalisi recentemente pubblicata su Respiratory Research e giunge a 2 mesi di distanza dall'approvazione del farmaco nel trattamento add on delle forme severe asmatiche con infiammazione di tipo 2.

I pazienti con asma non controllato, trattati con dupilumab, hanno sperimentato un miglioramento significativo dei sintomi funzionali e dei profili di rischio rispetto al placebo. La conferma giunge da una metanalisi recentemente pubblicata su Respiratory Research (1) e giunge a 2 mesi di distanza dall'approvazione del farmaco nel trattamento add on delle forme severe asmatiche con infiammazione di tipo 2 (2).

Informazioni su dupilumab
Dupilumab è un anticorpo monoclonale umano progettato per inibire l’attività dell’interleuchina-4 e dell’interleuchina-13, due importanti proteine che svolgono un ruolo chiave nell’infiammazione di tipo 2 che sottende alcune tipologie specifiche di asma, così come molte altre patologie allergiche. Questo meccanismo d’azione comporta la riduzione dei biomarker tipici dell’infiammazione di tipo 2, inclusi i livelli di ossido nitrico esalato, di immunoglobulina E e di eotassina-3.

Lo studio
I ricercatori hanno passato in rassegna gli indicatori di controllo dell'asma utilizzati nei trial clinici condotti in pazienti con asma non controllato, trattati con dupilumab o placebo.

Tra gli outcome di interesse vi era la funzione polmonare, misurata mediante la FEV1, il punteggio al test ACQ-5 (the Asthma Control Questionnaire), l'indice FENO (frazione esalata di ossido nitrico), il punteggio al test AQLQ (Asthma Quality of Life Questionnaire),  il tasso di esacerbazioni severe e gli eventi avversi.

La ricerca sistematica di letteratura, condotta sui principali database bibliografici biomedici, ha portato all'identificazione di 419 lavori. Di questi, solo 5 soddisfacevano i criteri di inclusione e di esclusione nella metanalisi e sono stati utilizzati per lo studio in questione.

I 5 trial avevano un campione di pazienti compreso tra 52 e 632 individui, per un totale di 3.369 partecipanti. La FEV1 è stata riferita in 5 trial su 5; le esacerbazioni asmatiche severe in 4 trial; i punteggi ACQ-5, l'indice FENO e i punteggi relativi alla sintomatologia asmatica mattutina e serale in 3 studi; il punteggio AQLQ in 2 trial.

Dalla metanalisi di questi 5 studi è emersa la capacità del dupilumab di migliorare in modo significativo la FEV1 (differenza media standardizzata [SMD]:4,29; IC95%= 2,78-5,81; p<0,001) e di ridurre in modo significativo il punteggio al test ACQ-5 (SMD= -4,95; IC95%= -7,30, -2,60; P <0,001) e la FENO (SMD= -2,40; IC95%= -3,64, -1,17; p <0,001), nonché i punteggi relativi alla sintomatologia asmatica diurna e serale (SMD= -5,09 [IC95%= -6,40, -3,77; p <0,001] e SMD= -4,92 [IC95%= -5,98, -3,86; p <0,001]).

Per quanto riguarda, invece, il punteggio AQLQ, nonostante si sia registrato un miglioramento di questo indice nei pazienti trattati con dupilumab, la variazione media è risultata inferiore alla differenza clinica minimamente importante, fissata in 0,5 unità.

Da ultimo, dupilumab è risultato ben tollerato, con una frequenza di eventi avversi simile nei pazienti trattati con l'anticorpo monoclonale o con placebo (79,2% vs. 78,6%).

Implicazioni della metanalisi
In conclusione, i risultati della metanalisi hanno confermato l'efficacia e la sicurezza del trattamento con dupilumab nel migliorare in modo significativo la funzione polmonare, il controllo dell'asma e la qualità della vita, riducendo il rischio di riacutizzazioni severe in pazienti con asma non controllato.
Tali risultati, inoltre, sottolineano l'importanza di selezionare attentamente la popolazione di pazienti asmatici che potrebbe ottenere benefici clinici dal trattamento con questo anticorpo monoclonale.

“La riduzione del rischio di riacutizzazioni asmatiche – puntualizzano i ricercatori – rappresenta un target chiave nella gestione della malattia asmatica. In un paziente asmatico su 2 è presente un'infiammazione Th2, nel corso della quale si ha sovrapproduzione di alcune citochine pro-infiammatorie, come IL-4, IL-5 e IL-13, che inducono la sintesi di IgE e un'infiammazione eosinofilica”.

“I trial che utilizzano inibitori specifici hanno sviscerato l'esistenza di una relazione tra i livelli di eosinofili e la patogenesi delle riacutizzazioni asmatiche – continuano -. Pertanto, si può ipotizzare che le terapie anti IL-4 e IL-13 possano ridurre questi episodi di esacerbazione di malattia inibendo gli eosinofili e l'infiammazione a carico delle vie aeree respiratorie”.

“A conferma ulteriore di questa teoria – concludono – i risultati del nostro studio hanno mostrato una riduzione significativa dei tassi di esacerbazione severa a seguito del trattamento con dupilumab. Il miglioramento della QoL legata alla condizione asmatica, ottenuto con dupilumab, potrebbe contribuire a prevenire le riacutizzazioni di asma severo”.

NC

Bibliografia
1) Xiong X-f et al. Efficacy and safety of dupilumab for the treatment of uncontrolled asthma: a meta-analysis of randomized clinical trials. Respiratory Research 201920:108
Leggi

2) https://www.pharmastar.it/news/ema/asma-approvazione-europea-per-dupilumab-nelle-forme-severe-con-infiammazione-di-tipo-2-29425