Asma, nuovo strumento misurazione esacerbazioni potrebbe accelerare sviluppo nuovi farmaci

Pubblicato su Lancet Respiratory Medicine uno studio che riferisce di una nuova tecnica per identificare precocemente i pazienti a rischio di ingravescenza di asma. La nuova tecnica in questione, nota con la sigla CompEx, sarà in grado di ridurre dimensioni e durata dei trial clinici di Fase II relativi a nuovi farmaci contro l'asma di almeno il 50%, nonché di accelerare e migliorare l'accuratezza delle decisioni relative al proseguimento del programma di sviluppo clinico dei farmaci considerati più maturi.

Con un comunicato stampa, Astrazeneca ha comunicato che su Lancet Respiratory Medicine della scorsa settimana è stato pubblicato uno studio che riferisce di una nuova tecnica per identificare precocemente i pazienti a rischio di ingravescenza di asma.

La nuova tecnica in questione, nota con la sigla CompEx, è stata sviluppata da ricercatori della multinazionale del farmaco in collaborazione con ricercatori accademici delle Università del Colorado e di Lund.

Stando alle dichiarazioni dell'Azienda, CompEx sarà in grado di ridurre dimensioni e durata dei trial clinici di Fase II relativi a nuovi farmaci contro l'asma di almeno il 50%, nonché di accelerare e migliorare l'accuratezza delle decisioni relative al proseguimento del programma di sviluppo clinico dei farmaci considerati più maturi.

CompEx rappresenta un'estensione della definizione corrente di esacerbazione severa di malattia. Con l'aggiunta di misure obiettive dell'ingravescenza della condizione di asma acuto alla definizione più soggettiva di esacerbazione severa basata sul trattamento medico, CompEx potrebbe anche cambiare il modo in cui le esacerbazioni sono intercettate durante lo sviluppo tardivo di malattia ed essere utile nel monitorare i pazienti sottoposti a pratica clinica di routine e nel prevenire le esacerbazioni.

Perchè utilizzare CompEx?
Attualmente si usa verificare l'esistenza di una riduzione dell'esacerbazione di asma severo per misurare l'efficacia dei nuovi farmaci anti-asma durante i clinical trial. Ma le esacerbazioni severe sono solitamente oggetto di valutazione solo negli studi di Fase 3, più avanzati di quelli di Fase 2, in ragione della sporadicità di questi eventi e del fatto sono necessari studi di dimensioni e durata più ampie per poter rilevare l'esistenza di differenze di efficacia tra i vari interventi.

Fino ad ora, gli sforzi sostenuti per portare a sviluppo nuove misure relative ad eventi di esacerbazione più comuni e meno severi, generalmente basati su variazioni relative ai criteri di un sintomo singolo, non erano stati coronati da successo.

CompEx, invece, combina le informazioni relative al deterioramento della funzione polmonare registrate dal paziente e al maggior utilizzo di trattamenti pallativi con la misura tradizionale delle esacerbazioni severe di malattia.

Per la componente registrata dal paziente di CompEx, è stato messo a punto un algoritmo basato sul deterioramento dei valori soglia sul deterioramento graduale della funzione polomonare in un lasso di tempo pari a 5 giorni.

La presenza di segni di deterioramento relativi a più di 2 criteri era indicativa di deterioramento di asma.

Per quanto sia prassi dei pazienti registrare le informazioni usate in CompEx, fino ad ora mai questi dati erano stati combinati nel modo combinato previsto dal nuovo strumento di misurazione.

Con la comprensione della relazione esistente tra queste variabili differenti, i ricercatori hanno mostrato come le variazioni indicative di differenze associate con le esacerbazioni possano essere utilizzate nei trial clinici come endpoint surrogato di esacerbazioni severe di malattia.

Un endpoint composito promettente
CompEx è stato testato in un'analisi di dati relativi a 17.000 pazienti reclutati in 12 trial clinici messi a punto da Astrazeneca e GSK. Al terzo mese di follow-up, è stato registrato un numero di eventi suggestivi di peggioramento dell'asma tre volte superiore grazie al CompEx (8-31%) rispetto al SevEx (4-12%).

Ulteriori analisi hanno mostrato che i risultati di CompEx a 3 mesi erano dei buoni predittori di SevEx a 12 mesi.

Tali risultati suggeriscono che CompEx ha il potere di dimezzare il numero di pazienti necessari alla conduzione di trial clinici di Fase 2, e di ridurre la durata dei trial da 12 a 3 mesi. Il fatto che l'effetto di CompEx sia altamente predittivo di quello indicato da SevEx – l'endpoint regolatorio utilizzato negli studio di Fase 3 – è naturalmente di importanza cruciale.

Riassumendo
Lo sviluppo di CompEx rappresenta uno step promettente verso il miglioramento e la riduzione dei tempi necessari per la conduzione di trial clinici sui farmaci anti-asma.

In attesa di discutere con le autorità regolatorie i percorsi attraverso i quali potrebbe essere implementata l'adozione di questo nuovo endpoint nei trial registrativi iniziali, lo strumento verrà reso liberamente disponibile a quanti, ricercatori e altre aziende farmaceutiche, vogliano utilizzarlo nei clinical trial, per monitorare i pazienti asmatici nella pratica clinica quotidiana e per la valutazione/validazione da parte degli organismi deputati allo sviluppo di linee guida per la gestione dell'asma.

NC

Fonti:
1) Press release Astrazeneca
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2) Fuhlbrigge AL et al. A novel endpoint for exacerbations in asthma to accelerate clinical development: a post-hoc analysis of randomised controlled trials. Lancet 2017; e-pub ahead-of-print
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