Asma pediatrico, fumo passivo e animali domestici non sono un problema se si seguono le linee guida #CHEST2018

Nei bambini che soffrono di asma, l'esposizione al fumo passivo o agli animali domestici non incide sulla loro condizione, a patto che la malattia venga tenuta sotto controllo seguendo le raccomandazioni delle linee guida per la gestione dell'asma. Sono le conclusioni a cui sono giunti gli autori di uno studio prospettico americano presentato al congresso CHEST che si č tenuto San Antonio, in Texas.

Nei bambini che soffrono di asma, l’esposizione al fumo passivo o agli animali domestici non incide sulla loro condizione, a patto che la malattia venga tenuta sotto controllo seguendo le raccomandazioni delle linee guida per la gestione dell’asma. Sono le conclusioni a cui sono giunti gli autori di uno studio prospettico americano presentato al congresso CHEST che si è tenuto San Antonio, in Texas.

L'asma è la principale malattia cronica tra i bambini, con una percentuale dell'8,4% negli Stati Uniti e fino al 14% in tutto il mondo, con un impatto economico enorme rispetto ad altre malattie infantili.
La prevalenza complessiva negli USA è aumentata negli ultimi 30 anni in tutti i gruppi demografici, e questo aumento in un breve lasso di tempo non può essere spiegato con i soli fattori genetici e suggerisce il coinvolgimento di molteplici fattori di rischio ambientale.

«Le esposizioni ambientali come fumo passivo e animali come cani e gatti si ritiene che abbiano un’influenza sul controllo dell'asma», hanno scritto l’autore dello studio Shahid Sheikh del Nationwide Children's Hospital a Columbus, Ohio e colleghi. «Lo scopo di questo studio era verificare se è effettivamente così nei bambini con asma che viene gestito secondo le raccomandazioni delle linee guida del National Asthma Education and Prevention Program (EPR-3)».

Uno studio prospettico di 3 anni
I ricercatori hanno condotto uno studio di coorte prospettico di tre anni su bambini arruolati nel centro pediatrico di Columbus con diagnosi di asma non controllato e successivamente gestiti secondo le raccomandazioni delle linee guida. Dei 395 pazienti di età compresa tra 2 e 17 anni presi in esame, il 93% aveva asma persistente lieve/moderato e l'80% era esposto a fumo passivo, a un cane o a un gatto a casa. Ogni 3 o 6 mesi per 3 anni, i bambini e gli adolescenti hanno ricevuto le cure acute necessarie e quelle per il controllo dei sintomi e sono stati valutati tramite l’Asthma Control Test (ACT).

Fumo passivo e animali domestici non determinanti
Nella totalità dei pazienti tutti i punteggi relativi alla necessità di interventi in acuto (ricovero ospedaliero, visite urgenti, perdita di giorni di scuola, uso di steroidi orali ecc…) sono migliorati in misura significativa alla visita dopo 3-6 mesi (p<0,001 per tutti) e si sono mantenuti per l’intero periodo di studio. Oltre a questo i ricercatori hanno rilevato che, indipendentemente dalla presenza di una esposizione ambientale, i pazienti sono migliorati in misura significativa rispetto al basale (p<0,05) e i miglioramenti sono continuati per i 3 anni di follow-up.

Quando i bambini a rischio di uno scarso controllo dell'asma disponevano dei farmaci corretti, e i loro genitori li supportavano con la somministrazione, il controllo della malattia era allo stesso livelli dei pazienti a basso rischio di riacutizzazione, ha osservato Sheikh. Una componente chiave nella gestione ottimale dei bambini è che i genitori diventino membri attivi del team di controllo dell'asma.

Alla luce dei risultati, gli autori sottolineano l’importanza di attenersi alle linee guida per la gestione della malattia, perché «se vengono seguite le raccomandazioni delle linee guida, l'esposizione ambientale agli animali domestici o al fumo passivo non sono fattori che incidono in modo significativo sul miglioramento generale dell'asma nel tempo».

«Ci sono sempre degli accorgimenti da seguire in alcune situazioni: per esempio, se un bambino ha un broncospasmo acuto o una grave reazione allergica a un cane o a un gatto, è sempre meglio se questi fattori scatenanti non sono presenti nell’ambiente in cui si trova il bambino», ha sottolineato Sheikh. «Detto questo, per la stragrande maggioranza dei pazienti, questi problemi secondari non sono davvero significativi finché la loro malattia viene tenuta sotto controllo con i farmaci giusti».

Il supporto dei genitori è fondamentale
L'esposizione degli animali domestici è un fattore scatenante comune per i bambini con asma, ha affermato Christopher Carroll del Connecticut Children's Medical Center di Hartford. «È una situazione molto difficile per le famiglie, dover decidere tra un animale domestico amato e il rischio potenziale di peggiorare il controllo dell'asma di un bambino».

«Il vero vantaggio di uno studio come questo è che dimostra che, con una buona aderenza al controllo dell'asma, è possibile migliorare i sintomi e il rischio di ricoveri ospedalieri e potrebbe anche non essere necessario liberarsi di quell'animale domestico», ha aggiunto.

Carroll ha riconosciuto che l’uso di farmaci per due volte al giorno per molti genitori può essere difficile da gestire, «sono un pediatra, sono un ricercatore pediatrico per l'asma, e ho un bambino con asma, e posso dire che ricordarsi di somministrare farmaci per l'asma due volte al giorno è molto difficile, anche per chi ne comprende l’importanza».

Tuttavia, i risultati dello studio sono un messaggio molto incoraggiante, e la possibilità di permettere a un bambino di tenere un cane o un gatto in casa potrebbe essere la motivazione giusta per migliorare l’aderenza, ha sottolineato.

Bibliografia

Sheikh S, et al. Impact of environmental exposures (second hand smoking and/or pets) on long-term asthma control in children. Presented at: CHEST Annual Meeting; Oct. 6-10, 2018; San Antonio.

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