Asma pediatrico, impiego di steroidi inalatori non legato ad aumento rischio polmoniti

L'impiego regolare di steroidi inalatori non sembra essere associato ad un incremento del rischio di polmoniti e di altre infezioni respiratorie nei bambini asmatici, standa ad una rassegna sistematica della letteratura, con annessa metanalisi, pubblicata su Pediatrics, che si aggiunge al giÓ considerevole corpo di evidenze scientifiche che suffragano il buon profilo di safety di questa classe di farmaci in questo set di popolazione.

L'impiego regolare di steroidi inalatori (ICS) non sembra essere associato ad un incremento del rischio di polmoniti e di altre infezioni respiratorie nei bambini asmatici, standa ad una rassegna sistematica della letteratura, con annessa metanalisi, pubblicata su Pediatrics, che si aggiunge al già considerevole corpo di evidenze scientifiche che suffragano il buon profilo di safety di questa classe di farmaci in questo set di popolazione.

Razionale dello studio
“Gli ICS sono generalmente considerati sicuri e ben tollerati sia nell'adulto che nel bambino – ricordano gli autori nell'introduzione allo studio. - Tuttavia, alcuni studi recenti hanno sollevato qualche perplessità in ragione dell'osservazione di un incremento del rischio di insorgenza di polmoniti legato all'impiego regolare degli ICS in pazienti adulti affetti da BPCO”.

Per valutare l'associazione esistente tra l'impiego di ICS e il rischio di infezioni respiratorie in bambini asmatici, è stata condotta una rassegna sistematica della letteratura sull'argomento, mediante consultazione dei principali database bibliografici biomedici (Pubmed, clinicaltrials.gov e database di industrie farmaceutiche), finalizzata all'individuazione dei trial randomizzati che avevano messo a confronto l'impiego degli ICS con il placebo per almeno 4 settimane. Questi sono stati successivamente utilizzati per il lavoro di metanalisi dei dati.

Risultati principali dello studio
La ricerca sistematica esperta della letteratura ha portato all'individuazione di 31 trial clinici, per un totale di 11.615 pazienti (n=4.150 placebo), utilizzati per la successiva metanalisi.

Sono stati esclusi dalla metanalisi quegli studi che avevano messo a confronto gli ICS con altri interventi terapeutici senza placebo, i trial con disegno crossover e quelli che avevano fatto utilizzo di ICS in associazione con altri farmaci.

Gli studi inclusi nella metanalisi prevedevano una durata dell'intervento farmacologico compresa tra le 4 settimane e i 3 anni.

Analizzando i risultati, sono stati documentati eventi di polmonite nello 0,58% dei pazienti trattati con un ICS e nell'1,51% di quelli trattati con placebo.
La metanalisi di 9 dei 31 trial originariamente identificati, che prevedevano almeno un caso di polmonite in una coorte di 2.684 pazienti trattati con un ICS e in 1.933 pazienti trattati con placebo, ha documentato una riduzione del rischio di polmoniti nei pazienti trattati con ICS vs placebo pari al 35% (risk ratio [RR]: 0,65; IC95%: 0,44 to 0,94).

Utilizzando la differenza del rischio come misura dell'effetto del trattamento, la metanalisi di tutti i 31 studi identificati con la ricerca sistematica della letteratura non ha mostrato differenze significative del rischio di polmoniti tra il gruppo trattato con ICS e il gruppo placebo (differenza del rischio: –0,1%; IC95%: –0,3%  +0,2%).

Inoltre, i ricercatori non hanno osservato l'esistenza di associazioni significative dal punto di vista statistico tra l'impiego di ICS e il rischio di faringiti (RR: 1,01; IC95%: 0,87  1,18), otiti medie (RR: 1,07; IC95%: 0,83 1,37), e sinusiti (RR: 0,89; IC95%: 0,76 1,05).

Implicazioni dello studio
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno riconosciuto che, nonostante i risultati della metanalisi abbiano dimostrato che l'impiego regolare di ICS non sembra essere legato all'innalzamento del rischio di polmoniti e di altre infezioni respiratorie, è ancora presto trarre delle indicazioni per la pratica clinica, anche in ragione di alcuni limiti metodologici intrinseci del lavoro,  quali la mancanza di criteri chiaramente definiti per le infezioni respiratorie e la possibile esistenza di bias di pubblicazione.

“Le metanalisi – argomentano i ricercatori – potrebbero sovrastimare l'incidenza di polmoniti se si escludono i trial nei quali non sono presenti eventi di polmoniti in entrambi i bracci di trattamento”.

“Inoltre – concludono – le esacerbazioni asmatiche potrebbero essere facilmente classificate in modo errato come polmoniti in ragione della mancanza, nei trial, di criteri chiaramente definiti per le polmoniti e della coesistenza di manifestazioni cliniche simili”.

Fatte queste doverose precisazioni, nel complesso, i risultati di questa metanalisi rassicurano sulla safety degli ICS, usati regolarmente, nella popolazione pediatrica e ritengono ininfluente sulla dimensione del rischio alcuni fattori quali le dosi di ICS utilizzate, i sistemi di delivery utilizzati, la durata del trattamento come pure l'età dei piccoli pazienti.

Nicola Casella

Bibliografia
Cazeiro C et al. Inhaled Corticosteroids and Respiratory Infections in Children With Asthma: A Meta-analysis. Pediatrics. 2017;doi:10.1542/peds.2016-3271.
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