Asma pediatrico, obesità fattore di rischio di ospedalizzazione?

Pneumologia

L'obesità è un fattore di rischio di ospedalizzazioni ripetute nei pazienti pediatrici asmatici. Questo il responso di uno studio giapponese di recente pubblicazione sulla rivista Pediatric Allergy and Immunology.

L'obesità è un fattore di rischio di ospedalizzazioni ripetute nei pazienti pediatrici asmatici. Questo il responso di uno studio giapponese di recente pubblicazione sulla rivista Pediatric Allergy and Immunology.

Nonostante alcuni studi abbiamo già dimostrato il ruolo dell'obesità pediatrica sulle esacerbazioni asmatiche acute e che il controllo del peso potrebbe contribuire a prevenirne l'insorgenza, ancora oggi il problema dell'eccesso di peso sulla severità dell'asma è ampiamente sottovalutato, soprattutto in pediatria.

Di qui il nuovo studio che, con l'obiettivo di enfatizzare l'importanza della prevenzione dell'obesità infantile, ha studiato l'impatto dell'eccesso ponderale in una popolazione pediatrica ospedalizzata per esacerbazioni acute di asma.

Avvalendosi di un database relativo alle diagnosi di malattia, i ricercatori hanno raccolto informazioni sanitarie relative a 38.679 pazienti pediatrici, di età compresa tra i 3 e i 18 anni, con diagnosi posta di asma nel periodo 2010-2015 e affetti anche da comorbilità pre-esistenti di natura allergica (allergia alimentare, dermatite atopica o eczema, rinite allergica.
I pazienti sono stati stratificati, in base al BMI, in soggetti sottopeso (n=3.177), normopeso (n=28.904), sovrappeso (n=3.334) o obesi (n= 3.264).

Gli outcome analizzati sono stati la ri-ospedalizzazione a 30 giorni, la necessità del ricorso a cure intensive (ospedalizzazione in Medicina Intensiva o ricorso ad ossigenazione di membrana extra-corporea o ventilazione meccanica non invasiva e/o invasiva), la lunghezza della degenza ospedaliera e i costi totali medi di ospedalizzazione.

I ricercatori hanno osservato che i pazienti obesi mostravano tassi di ri-ospedalizzazione a 30 giorni significativamente più elevati (adjusted OR = 1,26; IC95%= 1,03-1,54) e tempi di degenza ospedaliera più lunghi (differenza= 0,12 giorni; IC95%= 0,1-0,2) rispetto al gruppo di pazienti normopeso.

La soglia per la relazione tra la lunghezza della degenza ospedaliera con  la ri-ospedalizzazione a 30 giorni è stata individuta nel pesp corrispondente al 91esimo percentile.

L'odd ratio aggiustato per la ri-ospedalizzazione a 30 giorni e la durata della degenza ospedaliera nei gruppi di pazienti sottopeso e sovrappeso vs pazienti normopeso è risultato non significativo dal punto di vista statistico, come pure la differenza tra i 4 gruppi in studio relativa ai costi totali di ospedalizzazione e alla necessità di cure intensive.

Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno fornito un suggerimento ai MMG che potrebbero avere difficoltà a far accettare i risultati dello studio ai pazienti e ai loro genitori: I medici – spiegano – dovrebbero far leva sulla considerazione che, al di là del controllo dell'asma, il tenere a bada l'obesità porta benefici anche su altri aspetti legati al buon stato di salute, quali la prevenzione del diabete, dell'ipertensione o della dislipidemia.

Inoltre, i risultati dello studio andrebbero utilizzati dai MMG anche per incoraggiare i genitori a promuovere stili di vita sani, da una regolare attività fisica ad un'alimentazione sana e variata.

NC

Bibliografia
Okubo Y et al. Impact of pediatric obesity on acute asthma exacerbation in Japan. Pediatr Allergy Immunol. 2017;1–5
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http://onlinelibrary.wiley.com/doi/10.1111/pai.12801/pdf