Asma pediatrico, quanto Ŕ utile identificare subito il fenotipo per star meglio in etÓ adulta?

Una gestione efficace e tempestiva dell'asma in etÓ pediatrica potrebbe preservare la funzione polmonare e arrestare, o quanto meno rallentare la progressione di malattia. Non solo: l'identificazione di fenotipi specifici per i pazienti pediatrici con asma potrebbe essere di aiuto per predire il rischio di asma successivo nel corso della vita, come pure la velocitÓ di progressione di malattia. Queste le conclusioni di un'analisi della letteratura pubblicata su Pediatric Pulmonology.

Una gestione efficace e tempestiva dell’asma in età pediatrica potrebbe preservare la funzione polmonare e arrestare, o quanto meno rallentare la progressione di malattia.  Non solo: l’identificazione di fenotipi specifici per i pazienti pediatrici con asma potrebbe essere di aiuto per predire il rischio di asma successivo nel corso della vita, come pure la velocità di progressione di malattia.

Queste le conclusioni di un’analisi della letteratura pubblicata su Pediatric Pulmonology.

Come è noto, le Linee Guida GINA 2018 per l’asma hanno identificato due obiettivi chiave a lungo termine per la gestione dell’asma: 1) mantenere un buon controllo della sintomatologia, in assenza di restrizioni sul livello di attività; 2) limitare il rischio di riacutizzazioni future, come pure gli eventi avversi e le limitazioni di flusso respiratorio.

L’impiego di marcatori biologici finalizzato all’identificazione dei pazienti la cui condizione asmatica mostra una base molecolare di malattia specifica e che hanno maggiori chances di rispondere ad una determinata terapia si sta affermando in misura via via crescente, tendendo all’obiettivo della personalizzazione della gestione di questa condizione clinica.

Ad esempio, nei soggetti con asma eosinofilico classificato come fenotipo di tipo 2-elevato, sono già disponibili in clinica alcuni biomarcatori.

Un biomarker facilmente misurabile è rappresentato dalla conta di eosinofili nel sangue, con una conta elevata (es: >300 cellule/µl) che correla in maniera statisticamente robusta con una frequenza maggiore di riacutizzazioni asmatiche.

Anche la misura del FeNO (frazione espiratoria dell'ossido nitrico), rilasciato dall’epitelio bronchiale in risposta alle citochine di tipo 2, rappresenta un altro possibile biomarcatore: studi di letteratura hanno documentato la sua associazione con l’incremento della morbilità da asma, in concomitanza con il riscontro di livelli elevati di eosinofili nel sangue.

Per quanto l’asma non controllato nella prima infanzia possa avere effetti duraturi sullo sviluppo dei polmoni, non è ancora chiaro se l’adozione delle misure tradizionali di intervento nei pazienti pediatrici molto piccoli sia in grado di preservare la funzione polmonare. Inoltre, non tutti i piccoli pazienti rispondono agli interventi in questione, mentre sono stati identificati alcuni fenotipi asmatici che potrebbero migliorare la nostra comprensione sul perché i pazienti pediatrici molto piccoli possano rispondere ad una determinata terapia.

In conclusione, secondo gli autori di questa review, sono necessari nuovi studi sull’argomento che siano in grado di determinare se l’adozione di strategie terapeutiche alternative per alleviare la sintomatologia – oltre ai beta2-agonisti a breve durata d’azione, efficace sull’infiammazione sottostante i pazienti asmatici – possa, alla fine, rendere possibile la riduzione delle esacerbazioni e il miglioramento della funzione polmonare nei pazienti pediatrici più piccoli.

A questo proposito va ricordato che alcuni farmaci biologici di recente introduzione si sono rivelati molto promettenti nel trattamento degli adulti con asma severo non controllato.

Alcuni di questi sono presenti sia negli USA che in Europa ma è solo negli USA che alcuni di questi possono essere utilizzati nei bambini asmatici di età pari almeno a 6 anni (in Europa il limite minimo è attualmente fissato a 12 per quelli già disponibili sul mercato).

NC

Bibliografia
Lanz MJ et al. Can early intervention in pediatric asthma improve long-term outcomes? A question that needs an answer [published online January 4, 2019]. Pediatr Pulmonol. doi:10.1002/ppul.24224
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