Pneumologia

Asma, predittività esacerbazioni severe test ACT in dubbio

Il test ACT (Asthma Control Test) è senz'altro efficace nel predire la severità delle esacerbazioni di malattia, ma non sembra altrettanto efficace nel predirne l'insorgenza. Questo il verdetto di SAPPHIRE (the Study of Asthma Phenotypes and Pharmacogenomic Interactions by Race-ethnicity), presentato a Los Angeles in occasione del congresso annuale dell'AAAAI (the American Academy of Allergy, Asthma, and Immunology).

Il test ACT (Asthma Control Test) è senz'altro efficace nel predire la severità delle esacerbazioni di malattia, ma non sembra altrettanto efficace nel predirne l'insorgenza.

Questo il verdetto di SAPPHIRE (the Study of Asthma Phenotypes and Pharmacogenomic Interactions by Race-ethnicity), presentato a Los Angeles in occasione del congresso annuale dell'AAAAI (the American Academy of Allergy, Asthma, and Immunology).

Come è noto, ACT è uno strumento di autovalutazione del controllo dell'asma (e di aiuto nella guida alla terapia) che si basa sulla risposta a 5 domande sullo svolgimento delle attività quotidiane, la frequenza del respiro corto, la frequenza di sintomatologia notturna, la frequenza d''impiego di inalatori/nebulizzatori di soccorso e la valutazione complessiva del controllo dell'asma. Le risposte a queste domande sono classificabili in base alla scala Likert graduata a 5 punti.

Obiettivo dello studio SAPPHIRE è stato quello di valutare in modo prospettico l'efficacia e l'utilità dei quesiti inclusi nell'ACT nel predire le esacerbazioni severe di malattia.

SAPPHIRE è un ampio studio multietnico che ha reclutato 826 soggetti asmatici di età compresa tra 12 e 56 anni (età media: 39,5 anni; 72% del campione di sesso femminile; 54% di etnia afro-americana).

Tutti i pazienti inclusi nello studio avevano avuto una diagnosi di asma posta da un medico e sono stati sottoposti ad una valutazione complessiva del loro stato di salute che prevedeva, anche, il test ACT.

I ricercatori hanno utilizzato le curve ROC (receiver-operator curves) per valutare la capacità del punteggio composito ACT e di ciascuna delle 5 domande incluse nel test di predire le esacerbazioni severe di asma da 3 a 6 mesi dalla compilazione del test. Inoltre, sono state calcolate le AUC (aree sotto le curve) per gli opportuni confronti.

In tutto, 354 pazienti (42,9%), su un totale di 826 partecipanti allo studio, hanno sperimentato un'esacerbazione di malattia a 6 mesi dalla valutazione iniziale.
Il punteggio composito ACT ha totalizzato una AUC pari a 0,621.

Le domande singole incluse nell'ACT hanno totalizzato un'AUC significativamente peggiore del punteggio composito, mentre la risposta all'impiego di inalatori/nebulizzatori di soccorso ha totalizzato una AUC pari a 0,615.

L'impiego di beta agonisti a breve durata d'azione (SABA) per un tempo medio di 6 mesi ha totalizzato una AUC pari al punteggio composito ACT nel predire le esacerbazioni severe di asma.

In conclusione, i risultati dimostrano che, mentre l'ACT è predittiva della severità delle esacerbazioni, il punteggio composito potrebbe non essere superiore nel valutare l'impiego di SABA come farmaci di soccorso, da solo, nel predire il rischio di insorgenza di esacerbazioni severe di malattia.

NC

Bibliografia
Cajigal S et al. Asthma Control Test Composite Score May Not be Superior to Assessments of Rescue Inhaler Use for Predicting Severe Asthma Exacerbations. 2016 AAAAI Annual Meeting, Los Angeles, 4-7 marzo 2016
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