Asma: riduzione graduale corticosteroidi e riacutizzazioni, dati disponibili non sufficienti a dimostrare una correlazione

Pneumologia
Secondo una revisione sistematica della letteratura pubblicata sulla rivista Allergy and Asthma Proceedings e condotta da Michael Gionfriddo e colleghi della Mayo Clinic di Rochester, in Minnesota, le evidenze oggi disponibili in letteratura non sono sufficienti a dimostrare una riduzione delle riacutizzazioni di asma a seguito della riduzione per gradi della somministrazione della dose prevista di corticosteroidi per via inalatoria a quella basata sulle necessità, sebbene ciò possa portare a un numero inferiore di giorni in cui non si presentano sintomi.

Come spiegano gli autori, numerosi pazienti affetti da asma vengono sottoposti a un numero di cure superiore a quelle necessarie, determinando così costi superflui e un'esposizione inutile ai farmaci che possono portare all'insorgenza di eventi avversi. La riduzione per gradi della somministrazione di farmaci può ridurre il rischio di trattamento eccessivo, può mitigare questi effetti nocivi ed è auspicata nelle principali linee guida.

Attraverso una revisione sistematica dei dati disponibili in letteratura, gli esperti della Mayo Clinic hanno voluto esaminare l'effetto della riduzione per gradi dalla dose prevista di corticosteroidi per via inalatoria a quella basata sulle necessità in pazienti con asma stabile.

Gli esperti hanno utilizzato database elettronici per selezionare i dati presenti in letteratura. Gli studi inclusi nell’analisi dovevano avere un follow up di almeno 12 settimane e dovevano comparare la riduzione per gradi della somministrazione di corticosteroidi per via inalatoria dalla dose prevista a quella basata sulla necessità del paziente , rispetto al mantenimento della dose prevista dei farmaci. I pazienti dovevano avere asma stabile con almeno quattro settimane senza esacerbazioni prima dell’intervento.
I ricercatori hanno analizzato in totale 2.025 abstract, per 77 dei quali erano disponibili i lavori completi. Di questi articoli, solamente due erano eleggibili per essere inclusi nell’analisi. Entrambi gli studi erano trial randomizzati e controllati.

Attraverso una meta analisi dei dati, gli esperti hanno determinato che, dopo un follow up di 6-10 mesi, il rischio relativo di esacerbazioni con la riduzione graduale della dose dei corticosteroidi era pari all’1,32% (95% IC, 0,81-2,16; p = 0,27, I2 = 0%). Inoltre, i soggetti che avevano mantenuto stabile la dose dei farmaci avevano più giorni liberi dai sintomi di asma (differenza media 0,26 [95% IC, 0,02-0,49; p = 0,03; I2 = 22%]).

Come spiegano i ricercatori, “i risultati della nostra revisione sistematica mostrano che attualmente non esistono evidenze sufficienti che associno la riduzione per gradi della somministrazione dei farmaci dalla dose prevista di corticosteroidi per via inalatoria a quella basata sulle necessità, a una variazione nelle riacutizzazioni, sebbene ciò possa portare a un numero inferiore di giorni in cui non si presentano sintomi”.

Gionfriddo, Michael et al., Stepping down inhaled corticosteroids from scheduled to as needed in stable asthma: Systematic review and meta-analysis, Allergy and Asthma Proceedings, Volume 36, Number 4, 20 July/August 2015, pp. 262-267(6)
leggi
SEZIONE DOWNLOAD