Asma severo, come impatta mepolizumab su biomarker di tipo 2 e attivazione degli eosinofili #ATS2019

La conta di eosinofili nel sangue al basale correla positivamente con alcuni biomarcatori: in particolare, i pazienti asmatici trattati con mepolizumab che presentano livelli basali elevati di neurotossina derivata da queste cellule (EDN), mostrano i tassi maggiori di decrescita degli episodi di riacutizzazione asmatica. Questi i risultati di un'analisi post-hoc presentata al congresso ATS, tenutosi il mese scorso a Dallas (Usa).

La conta di eosinofili nel sangue al basale correla positivamente con alcuni biomarcatori: in particolare, i pazienti asmatici trattati con mepolizumab che presentano livelli basali elevati di neurotossina derivata da queste cellule (EDN), mostrano i tassi maggiori di decrescita degli episodi di riacutizzazione asmatica.

Lo studio, presentato nel corso del congresso annuale dell’American Thoracic Society (ATS), è un’analisi post-hoc che ha incluso i partecipanti al trial “Mepolizumab as Adjunctive Therapy in Patients With Severe Asthma”, nel corso del quale i partecipanti con asma severo eosinofilico erano stati randomizzati a trattamento mensile con mepolizumab sottocute 100 mg, mepolizumab endovena 75 mg o a placebo secondo lo schema di randomizzazione 1:1:1.

Informazioni su mepolizumab e disegno dello studio
Mepolizumab è un anticorpo monoclonale che diminuisce la maturazione e la sopravvivenza dell'eosinofilo legandosi all'interleuchina-5 (IL-5) e impedendogli di interagire con il recettore dell'IL-5, riducendo così gli eosinofili nel sangue.

L'interleuchina-5 (IL-5) è il principale promotore della crescita, dell'attivazione e della sopravvivenza dell'eosinofilo e fornisce un segnale essenziale per il movimento dell'eosinofilo dal midollo osseo al polmone. Gli studi suggeriscono che circa il 60% dei pazienti con asma grave hanno infiammazione eosinofilica delle vie respiratorie.

L’analisi post-hoc presentata al congresso ha valutato l’impatto del farmaco sui biomarcatori seguenti: EDN, proteina cationica eosinofila (ECP), IL-13, chemochine CCL 13, 17 e 22; periostina e eotassina-1, mediante prelievo random campioni ematici all’inizio e alla fine del trial.

I ricercatori hanno utilizzato i valori al basale della conta di eosinofili nel sangue per valutare i livelli dei biomarcatori sopra indicati, stratificando i risultati ottenuti in base ai livelli seguenti:
-    <150 cellule/mcl
-    Da 150 a <300 cellule/mcl
-    Da 300 a <500 cellule/mcl
-    >500 cellule/mcl

L’effetto di mepolizumab sugli outcome clinici e i livelli di eosinofili nel sangue è stato valutato  utilizzando i livelli basali di EDN o ECP che erano o superiori al valore mediano (elevato) o minori  o uguali al valore mediano (basso).

Risultati principali
I pazienti con livelli di eosinofili nel sangue più elevati erano quelli a mostrare, generalmente, valori più elevati dei biomarcatori sopra indicati, con l’eccezione della eotaxina.1, che è risultata associata negativamente ai livelli di eosinofili.

Nei pazienti trattati con mepolizumab, il rapporto 32esima settimana/basale della conta di eosinofili era più basso nei pazienti con livelli di EDN e di ECP al basale elevate vs. ridotte (0,10 vs. 0,19 e 0,10 vs. 0,18, rispettivamente).

La conta di eosinofili si è ridotta indipendentemente da questi livelli, con un rapporto mepolizumab/placebo pari a 0,14 (IC95%= 0,11-0,19) nei pazienti con livelli elevati di EDN, 0,17 nei pazienti con livelli ridotti di EDN (IC95%=0,13-0,22), 0,14 nei pazienti con livelli elevati di ECP (IC95%= 0,11-0,18) e 0,17 nei pazienti con livelli ridotti di ECP (IC95%= 0,13-0,23).
Miglioramenti superiori del tasso di riacutizzazioni asmatiche, aggiustati in base al placebo, sono stati documentati nei pazienti con livelli elevati di EDN al basale, ma non altrettanto per livelli elevati di ECP.

I miglioramenti di FEV1 post-broncodilatazione sono risultati di entità maggiore nei pazienti asmatici con livelli al basale maggiori di EDN o ECP in trattamento con mepolizumab. Stesso trend si è avuto in termini di miglioramento del St. George Respiratory Questionnaire e dell’Asthma Control Questionnaire-5.

Riassumendo
I risultati di questa analisi post-hoc hanno mostrato che, al basale, la conta di eosinofili nel sangue risulta positivamente correlata con una maggiore riduzione dei tassi di esacerbazione in pazienti trattati con mepolizumab; quanto alle differenze relative ad altri outcome clinici, queste sono risultate numericamente maggiori nei pazienti con elevati valori al basale di EDN o ECP.

NC

Bibliografia
Howarth P et al. Type 2 biomarkers and eosinophil activation in severe asthma and the impact of mepolizumab. Poster presented at: the American Thoracic Society International Conference; May 19, 2019; Dallas, TX. Abstract A1275/P663.