Asma severo eosinofilico, benralizumab migliora funzione polmonare

Il trattamento con benralizumab, effettuato in pazienti con asma severo eosinofilico, migliora la funzione polmonare, come documentato da un incremento del picco di flusso espiratorio al mattino. Inoltre, il trattamento con l'anticorpo monoclonale riduce in modo significativo la necessitā di ricorrere a trattamento con corticosteroidi (CS) orali che, come č noto, č associato ad alcuni effetti collaterali avversi. Queste le conclusioni di uno studio, il cui abstract č stato presentato nel corso dell'edizione annuale 2018 della conferenza internazionale dell'American Thoracic Society, tenutasi a San Diego, California (USA).

Il trattamento con benralizumab, effettuato in pazienti con asma severo eosinofilico, migliora la funzione polmonare, come documentato da un incremento del picco di flusso espiratorio al mattino. Inoltre, il trattamento con l'anticorpo monoclonale riduce in modo significativo la necessità di ricorrere a trattamento con corticosteroidi (CS) orali che, come è noto, è associato ad alcuni effetti collaterali avversi.

Queste le conclusioni di uno studio, il cui abstract è stato presentato nel corso dell'edizione annuale 2018 della conferenza internazionale dell'American Thoracic Society, tenutasi a San Diego, California (USA).

Informazioni su benralizumab
Benralizumab, sviluppato da Astrazeneca, è un anticorpo monoclonale che si lega direttamente al recettore IL-5α posto sugli eosinofili. Induce un esaurimento diretto e quasi completo degli eosinofili tramite citotossicità cellulare mediata da anticorpi (ADCC) causando una notevole riduzione di eosinofili nel sangue e dei loro precursori midollari.

Questo farmaco, quindi, ha un meccanismo di azione diverso da mepolizumab e reslizumab che si legano direttamente all’IL-5.
All'inizio dell'anno, la Commissione europea ha approvato l'autorizzazione all'immissione in commercio di benralizumab come trattamento di mantenimento aggiuntivo in pazienti adulti con asma grave eosinofilo non adeguatamente controllato nonostante un corticosteroide inalatorio ad alto dosaggio associato a beta 2 agonisti a lunga durata di azione.

Disegno e risultati dello studio
I ricercatori hanno condotto un trial randomizzato e controllato vs. placebo, a gruppi paralleli, che ha incluso 200 pazienti con asma severo non controllato (conta eosinofili ≥150 cellule/µL) che erano trattati con combinazione a dose elevata di CS e LABA.

I participanti a al trial sono stati inizialmente sottoposti ad una fase di induzione, della durata di 4 settimane, nel corso della quale è stata determinata la minima dose efficace di CS orale per mantenere il controllo dell'asma, seguita da una fase di riduzione della posologia di CS orali, della durata di 20 settimane e da una fase di mantenimento di un mese.

I pazienti sono stati randomizzati a trattamento mensile o bimestrale con 30 mg di benralizumab, oppure a trattamento con placebo a cadenza mensile. L'efficacia del trattamento è stata valutata mediante misurazione del picco di flusso espiratorio al mattino e alla sera su ciascuno dei pazienti inclusi nel trial (dall'inizio dello studio alla 28esima settimana).

Analizzando i risultati, è emerso che gli incrementi del picco di flusso espiratorio erano maggiori nel gruppo trattato con benralizumab a cadenza bimestrale.

Nell'altro gruppo trattato con benralizumab a cadenza mensile, invece, è stato documentato un incremento maggiore del picco di flusso espiratorio rispetto al gruppo placebo, ma tale incremento è stato di minore entità rispetto a quanto osservato con il trattamento bimestrale.

Nello specifico, al termine della fase di induzione del trial (28esimo giorno), l'incremento del picco di flusso espiratorio rispetto alle condizioni di partenza è stato pari a  32,23 L/min per i pazienti trattati con benralizumab a cadenza bimestrale vs. 16,89 L/min per il gruppo placebo (differenza media: 15,34 L/min, IC95%= -6,84  37,51; P =.0,174).

All'endpoint dello studio, la variazione media rispetto alle condizioni di partenza del picco di flusso espiratorio al mattino è risultata anche maggiore nei pazienti trattati con benralizumab a cadenza bimestrale vs placebo (38,95 L/min vs 10,44 L/min; differenza media= 28,52, IC95%=3,50-53,53; P =0,026).

Riassumendo
Nel commentare i risultati, i ricercatori hanno rimarcato come, dai dati ottenuti, emerga come il trattamento con benralizumab comporti un miglioramento clinicamente significativo della funzione polmonare per questi pazienti anche quando la posologia media giornaliera di steroidi orali è ridotta.

Pertanto, il trial depone a favore dell'impiego di benralizumab come terapia di risparmio di CS orali che è in grado di migliorare la funzione polmonare in pazienti con asma eosinofilico non controllato.

NC

Bibliografia
Lugogo N et al. Benralizumab improves morning peak expiratory flow while reducing oral corticosteroid dosages for patients with severe, uncontrolled asthma in the ZONDA phase III trial. Presented at: American Thoracic Society 2018 International Conference; May 18-23, 2018; San Diego, CA. Abstract 7712.