Asma severo eosinofilico e mepolizumab: REALITI-A conferma, nella real world, l'efficacia e la sicurezza del trattamento osservata negli studi registrativi #ERS2019

Sono stati presentati a Madrid, nel corso del congresso annuale dell'ERS (European Respiratory Society) i risultati ad interim a 12 mesi di REALITI-A, uno studio condotto nella pratica clinica reale, che hanno confermato la capacità di mepolizumab, inibitore di IL-5, di ridurre in modo significativo le riacutizzazioni di malattia asmatica grave eosinofilica e di consentire un "risparmio di steroidi" (effetto steroid-sparing), come documentato negli studi clinici registrativi. I risultati ottenuti sull'impiego di mepolizumab nell'asma severo eosinofilico nella pratica clinica quotidiana saranno utili per migliorare la gestione terapeutica di questi pazienti, adattandola alle loro particolari caratteristiche fenotipiche.

Sono stati presentati a Madrid, nel corso del congresso annuale dell’ERS (European Respiratory Society) i risultati ad interim a 12 mesi di REALITI-A, uno studio condotto nella pratica clinica reale, che hanno confermato la capacità di mepolizumab, inibitore di IL-5, di ridurre in modo significativo le riacutizzazioni di malattia asmatica grave eosinofilica e di consentire un “risparmio di steroidi” (effetto steroid-sparing), come documentato negli studi clinici registrativi. I risultati sull’impiego di mepolizumab nell’asma severo eosinofilico nella pratica clinica quotidiana saranno utili per migliorare la gestione terapeutica di questi pazienti, adattandola alle loro particolari caratteristiche fenotipiche.

I presupposti di REALITI-A
L'asma grave eosinofilo identifica un fenotipo di asma grave che si caratterizza per la presenza di  riacutizzazioni frequenti, cattivo controllo della malattia e infiammazione eosinofila. La proliferazione, maturazione e attivazione degli eosinofili sono controllate dalla citochina interleuchina 5 (IL-5), che è il bersaglio di mepolizumab.

Studi precedenti controllati verso placebo hanno evidenziato che il trattamento con questo anticorpo permette di ridurre in modo consistente le riacutizzazioni e il consumo di steroidi orali, oltre a migliorare nettamente il controllo della malattia.

REALITI-A – spiega ai nostri microfoni il prof. Giorgio Walter Canonica (Direttore del Centro medicina personalizzata: Asma e Allergologia Humanitas Research Hospital, Rozzano, MI) – come si deduce già dal nome, è uno studio che si è proposto di verificare nella pratica clinica reale quello che si è osservato negli studi registrativi sul mepolizumab”. Ciò in quanto gli studi registrativi effettuano una selezione dei pazienti da trattare molto spinta che, spesso, non rispecchia la popolazione ben più ampia ed eterogenea che si incontra nella pratica clinica.

Il disegno dello studio
REALITI-A è uno studio osservazionale internazionale prospettico, della durata di 2 anni, che prevede un singolo braccio di trattamento, che ha reclutato pazienti con asma severo eosinofilico, sottoposti a trattamento con mepolizumab alla dose registrata di 100 mg sottocute. I ricercatori hanno raccolto i dati relativi ai pazienti sottoposti al trattamento con l’inibitore di IL-5, come pure i dati relativi all’anno precedente l’introduzione del farmaco biologico nella cura dei pazienti (in terapia standard).

L’endpoint primario dello studio era rappresentato dal tasso di riacutizzazioni asmatiche clinicamente significative (necessitanti, cioè, di ricorso agli steroidi orali e/o del ricovero in ospedale o a visita in Pronto Soccorso). Tra gli endpoint secondari principali dello studio, invece, vi era il numero di riacutizzazioni necessitanti di ospedalizzazione/visita in PS e terapia di mantenimento con steroidi orali.

I dati che sono stati presentati al congresso sono il risultato di un’analisi ad interim ad un anno dall’inizio dello studio e comprendono anche una valutazione, oltre che dell’efficacia del trattamento, anche della sua sicurezza, in termini di comparsa di eventi avversi legati al trattamento.

Lo studio ha incluso 368 pazienti, aventi un’età media di 53 anni e una media geometrica della conta di eosinofili nel sangue pari a 370 cellule/mcl. Il 62% del campione era costituito da individui di sesso femminile; quanto allo status di fumatore, invece, i fumatori/ex fumatori rappresentavano il 39% del campione. Infine, il 70% dei pazienti dello studio era in terapia con steroidi orali.

Conferme di riduzione delle esacerbazioni. del consumo di steroidi e della safety del trattamento
La riduzione del tasso di riacutizzazioni asmatiche clinicamente significative ottenuta con mepolizumab, già documentata negli studi registrativi, è stata confermata nei dati ad interim (12 mesi) di REALITI-A, risultando addirittura più incisiva nella real world - rate ratio pari a 0,31 (-69%; IC95%= 0,27-0,35).

Anche la riduzione di RR dell’endpoint secondario principale (pazienti asmatici necessitanti sia di ospedalizzazione che di steroidi orali di mantenimento) è risultata molto rilevante, risultando pari ad un valore di 0,23 (-77%; IC95%=0,18-0,30).

Per quanto riguarda il ricorso agli steroidi orali, i dati disponibili per 159 pazienti all’inizio del trattamento con mepolizumab e per 143 pazienti dopo 53-56 settimane hanno mostrato un dimezzamento della mediana del loro dosaggio di impiego (da 10 mg a 5 mg a 53-56 settimane). A tal proposito, il prof. Canonica ha sottolineato anche come la riduzione del loro impiego sia stata osservata già a partire dalla 17esima-20esima settimana dall’inizio del trattamento con mepolizumab nei pazienti con riacutizzazioni asmatiche severe (quelle necessitanti di ospedalizzazione, oltre che di steroidi orali).  Inoltre, lo studio ha documentato come, dopo 53-56 settimane, il 34% dei pazienti (49 su 143) abbia sospeso del tutto il trattamento con steroidi orali.

Sul fronte dalla safety, lo studio non ha documentato l’emersione di nuovi eventi avversi rispetto a quanto già noto. Cinquantatre pazienti (pari al 14% del totale) hanno riferito eventi avversi legati al trattamento con mepolizumab (due dei quali seri). Non sono stati documentati, invece, eventi letali associati al trattamento.

Le implicazioni dello studio
I risultati ad interim (1 anno) dello studio REALITI-A mostrano che, anche nella real world, il trattamento con mepolizumab riduce in modo significativo sia le riacutizzazioni di malattia asmatica eosinofilica che il ricorso agli steroidi orali, notoriamente associato ad una serie di effetti collaterali non trascurabili, con implicazioni in termini di costi e problemi di gestione, soprattutto, nei pazienti affetti da più patologie.

“Ciò – spiega Canonica ai nostri microfoni - consente di delineare uno scenario diverso per il trattamento di questi pazienti, alternativo alla terapia inalatoria, sulla cui aderenza, purtroppo, esistono problemi”.

“Ancora oggi – continua - in base ai dati del registro SANI (Severe Asthma Network in Italy) (2), il 64% dei pazienti con asma grave è in terapia con steroidi sistemici. Ridurre il loro impiego, oggi, è sicuramente un must da perseguire nella gestione di questi pazienti”.

Nicola Casella

Bibliografia
1) Harrison T et al. Effectiveness and safety of mepolizumab in real-world clinical practice: the REALITI-A study. ERS 2019: Abstract nr. 5539
2) https://www.pharmastar.it/news/pneumo/the-sani-project-verso-una-gestione-personalizzata-e-di-precisione-del-paziente-con-asma-severo--25116