Asma severo, mepolizumab migliora qualitą vita e funzione polmonare

Pneumologia

Mepolizumab, aggiunto allo standard di cura per l'asma severo sostenuto da infiammazione eosinofilica, determina miglioramenti significativi, sia dal punto di vista clinico che statistico, della qualitą della vita e della funzione polmonare, rispetto ai pazienti trattati solo con lo standard di cura. Questi i risultati del trial di fase III MUSCA sull'impiego di mepolizumab nell'asma severo, presentati in occasione del meeting annuale dell'AAAAI (the American Academy of Allergy, Asthma & Immunology).

Con un comunicato stampa, GlaxoSmithKline ha reso noto che, in occasione del meeting annuale dell'AAAAI (the American Academy of Allergy, Asthma & Immunology), conclusosi ieri ad Atlanta (USA), sono stati presentati i risultati dello studio randomizzato di fase III MUSCA (Mepolizumab adjUnctive therapy in subjects with Severe eosinophiliCAsthma) sull'impiego di mepolizumab nell'asma severo.

Lo studio ha dimostrato che il farmaco biologico, aggiunto allo standard di cura (SoC) per l'asma severo sostenuto da infiammazione eosinofilica, ha determinato miglioramenti significativi, sia dal punto di vista clinico che statistico, della qualità della vita (QoL) e della funzione polmonare, rispetto ai pazienti trattati solo con lo SoC.

Informazioni sull'asma severo con fenotipo eosinofilico
L'asma è definito severo quando richiede il ricorso al trattamento con dosi elevate di corticosteroidi per via inalatoria (ICS), in associazione ad un secondo farmaco in grado di controllare la sintomatologia (e/o CS sistemici), allo scopo di prevenire lo sviluppo di forme asmatiche non controllate o che rimangono tali nonostante la terapia.

I pazienti con asma severo si caratterizzano spesso, inoltre, per l'impiego a lungo termine di CS orali.

In un sottotipo di pazienti affetti da asma severo, è noto come la sovrapproduzione di eosinofili sia causa di un'infiammazione a carico dei polmoni che può influenzare le vie aeree respiratorie, limitando il respiro e aumentando la frequenza di attacchi asmatici.

Informazioni su mepolizumab
L'interleuchina 5 (IL-5) rappresenta l'agente causale trigger della crescita, dell'attivazione e della sopravvivenza delle cellule eosinofile e fornisce un segnale essenziale per la migrazione degli eosinofili dal midollo osseo ai polmoni. Alcuni studi suggeriscono, a tal riguardo, come quasi il 60% dei pazienti affetti da asma severo presenti un'infiammazione eosinofilica delle vie respiratorie.

Mepolizumab è un anticorpo monoclonale che si lega a IL-5, impedendone il legame con il suo recettore sulla superficie degli eosinofili. Inibendo in tal modo il legame di IL-5 al suo recettore, il farmaco è in grado di ridurre i livelli di eosinofili nel sangue, a livello tissutale e a livello dell'escreato.

Negli USA, il farmaco ha ottenuto la registrazione come trattamento di mantenimento add-on per i pazienti affetti da asma severo di età superiore a 12 anni e fenotipo eosinofilico. In Europa, invece, il farmaco è stato registrato come trattamento add-on per l'asma eosinofilico severo refrattario ad altri trattamenti nei soli pazienti adulti. In entrambi i casi, la registrazione del farmaco per le indicazioni sopra menzionate è avvenuta due anni fa.

Informazioni sul trial MUSCA
Il trial MUSCA (Mepolizumab adjUnctive therapy in subjects with Severe eosinophiliCAsthma) ha coinvolto 551 pazienti trattati con mepolizumab 100 mg in iniezione sottocute, a cadenza mensile, per 24 settimane. Lo studio ha valutato l'effetto del farmaco biologico sull QoL legata allo stato di salute malattia-specifica in pazienti con asma severo e fenotipo eosinofilico. A tal scopo, si è avvalso del St. Georges Respiratory Questionnaire (SGRQ), che si compone di una serie di domande relative a come la sintomatologia asmatica del paziente impatti su alcune attività quotidiane (camminare, fare i lavori domestici, andare a fare la spesa...) e se la condizione asmatica severa è motivo di ostacolo alla loro esecuzione.

Sintesi dei risultati principali del trial
Dai dati presentati al congresso, è emerso che, a seguito del trattamento con mepolizumab, in aggiunta allo SoC:

- il punteggio SGRQ (endpoint primario) è migliorato di 7,7 punti dal basale vs placebo (p=0,001) dopo 24 settimane  - quasi il doppio della minima differenza clinicamente significativo, superiore a 4 punti
- la funzione polmonare (primo endpoint secondario) misurata dalla FEV1 pre-bronchodilatazione, è aumentata di 120 mL (p=0,001) rispetto al placebo a 24 settimane – un miglioramento clinicamente rilevante e statisticamente significativo
- il miglioramento dei punteggi FEV1 e SGRQ  si è mantenuto durante il corso dello studio, dalla prima rilevazione mensile a 24 settimane dall'inizio del trattamento
- il controllo dell'asma, misurato dal punteggio ACQ-5 (the Asthma Control Questionnaire-5), è migliorato anch'esso in maniera significativa va placebo (+0,40; p<0,001)

Lo studio ha anche dimostrato che alcuni endpoint esplorativi, quali il tasso annuale di esacerbazioni di malattia e il numero di esacerbazioni necessitanti di visita in Medicina d'Urgenza o di ospedalizzazione si sono ridotti anch'essi, a seguito del trattamento con mepolizumab, in ragione del 58% e del 68%, rispettivamente, vs. placebo.

Questi risultati sono sovrapponibili a quelli di un altro trial registrativo del farmaco di FaseIII, lo studio MENSA.

Quanto alla safety, infine, il profilo di sicurezza del farmaco è risultato sovrapponibile a quanto osservato nelle indicazioni per le quali è attualmente registrato.

Implicazioni dello studio
Lo studio MUSCA è il primo trial clinico ad aver avuto come endpoint primario una misura malattia-specifica della QoL legata allo stato di salute.
Nel commentare i risultati, il dott. Albers (Medical Affairs Lead per mepolizumab di GSK) ha affermato che “...i dati provenienti da questo trial sottolineano l'importanza di mepolizumab come opzione di trattamento nei pazienti con asma severo e fenotipo eosinofilico.

Questi sono pazienti le cui opzioni di trattamento disponibili sono di limitata efficacia nel controllo dell'asma. Per loro la dispnea, il respiro sibilante, la tosse e il rischio di attacchi asmatici è un'evenienza sempre presente, con un impatto severo sulla loro QoL”.

NC

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