Pneumologia

Asma severo, risultati promettenti con fevipripant

I risultati di un piccolo trial monocentrico e randomizzato vs placebo, hanno documentato l'efficacia di fevipiprant (QAW039), un antagonista del sottotipo recettoriale 2 della prostaglandina D2, in pazienti con asma moderato-severo e infiammazione eosinofica (documentata nell'escreato).

I risultati di un piccolo trial monocentrico e randomizzato vs placebo, hanno documentato l'efficacia di fevipiprant (QAW039), un antagonista del sottotipo recettoriale 2 della prostaglandina D2, in pazienti con asma moderato-severo e infiammazione eosinofica (documentata nell'escreato).

Lo studio, pubblicato online sulla rivista Lancet Respiratory Medicine (1), ha documentato la capacità di questo farmaco sperimentale di migliorare la funzione polmonare, ridurre l'infiammazione e riparare il rivestimento cellulare delle vie aeree respiratorie ed è l'ultimo di una serie di studi che suggeriscono l'utilità di terapie “a target” nel trattamento di sottogruppi selezionati di pazienti asmatici.

Qualche informazione sull'asma severo
L'asma è una condizione che colpisce più di 300 milioni di individui a livello mondiale, è causa di morbilità ed esercita un peso notevole sulla vita dei pazienti e in termini di impatto economico.

Come è noto, l'asma è una sindrome eterogenea, che si caratterizza per la presenza di differenze di fenotipo clinico e di endotipo molecolare in base all'età di insorgenza, alla presenza di allergie, alla frequenza di esacerbazioni e alla natura dell'infiammazione delle vie aeree respiratorie (asma eosinofilica vs non-eosinofilica).

L'asma è definita severa quando richiede il ricorso al trattamento con dosi elevate di corticosteroidi per via inalatoria (ICS), in associazione ad un secondo farmaco in grado di controllare la sintomatologia (e/o CS sistemici), allo scopo di prevenire lo sviluppo di forme asmatiche non controllate o che rimangono tali nonostante la terapia.

“Nonostante gli ICS (con o senza l'aggiunta di LABA) siano efficaci nei pazienti con asma persistente nei trial clinici randomizzati – ricordano gli autori nell'introduzione allo studio – alcune evidenze provenienti dalla pratica clinica reale mostrano come l'asma non risultati controllata in molti pazienti”.

Di qui la ricerca di opzioni di trattamento alternative o quanto meno integrative di quelle esistenti.

Cosa è fevipiprant?
L'infiammazione eosinofilica delle vie aeree respiratorie è spesso presente nella condizione asmatica ed è già stato documentato in letteratura come una riduzione di questo tipo di infiammazione si traduca in un miglioramento degli outcome clinici.

Essendo noto il ruolo della prostaglandina  D2  come modulatore della risposta immunitaria e come possibile trigger di infiammazione delle vie aeree respiratorie, gli autori del nuovo studio hanno voluto verificare se il trattamento di pazienti con asma eosinofilica di entità moderata-severa con fevipiprant, un antagonista recettoriale della prostaglandina  D2 , frutto della ricerca Novartis e attualmente in fase di sviluppo clinico, potesse essere in grado di ridurre l'infiammazione eosinofilica delle vie aeree respiratorie.

Disegno dello studio e risultati principali
Per verificare la giustezza dell'ipotesi, i ricercatori hanno reclutato 61 pazienti con asma persistente, di entità moderata-severa e conta eosinofilica nell'escreato maggore o uguale al 2%.

Tutti i pazienti reclutati nel trial, che continuavano ad essere trattati con ICS, sono stati inizialmente trattati con un placebo (in singolo cieco) per 2 settimane prima di essere assegnati, a seguito della randomizzazione, a trattamento con fevipiprant o a placebo (bis die).

I partecipanti allo studio sono stati trattati con fevipiprant o placebo per 12 settimane, per essere successivamente sottoposti ad un periodo di wash-out (della durata di 6 settimane) con placebo (in singolo cieco).

Analizzando i risultati, è emerso che la percentuale di eosinofili presenti nell'escreato si è ridotta di 4,5 volte nel gruppo trattato con fevipripant - passando da una media del 5,4% (IC95%= 3,1%-9,6%) ad un valore medio pari all'1,1% (IC95%= 0,7%-1,9%) - e di 1,3 volte nel gruppo placebo – passando da una media del 4,6% (IC95%= 2,5%-8,7%) ad un valore medio pari al 3,9% (IC95%= 2,3%-6,7%).

I pazienti trattati con fevipripant, inoltre, hanno sperimentato anche una ridotta infiammazione eosinofilica a livello dela sottomucosa bronchiale, un miglior controllo della sintomatologia asmatica e una migliore qualità della vita, nonché un miglioramento della dispnea.

Sul fronte della safety, non sono stati documentati decessi o eventi avversi seri ascrivibili al trattamento con fevipiprant.

Implicazioni dello studio
Nel commentare i risultati, gli autori dello studio hanno sottolineato come “...fevipripant riduca l'infiammazione eosinofilica delle vie aeree respiratorie e risulti ben tollerato nei pazienti con asma persistente moderata-severa e incremento della conta eosinofilica nell'escreato, nonostante il trattamento con ICS”.

Il nuovo farmaco, pertanto, aggiungono gli estensori di un editoriale di accompagnamento al lavoro pubblicato (2), “...rappresenta un'opzione di trattamento molto promettente, che potrebbe colmare la necessità, finora non soddisfatta, di estendere i benefici della terapia anti-asmatica in un sottogruppo di pazienti con asma severa non controllata, parzialmente refrattaria al trattamento con ICS”.

Tuttavia, gli estensori dell'editoriale invitano alla prudenza nell'interpretazione di questi dati, in ragione della limitata numerosità del campione di pazienti considerato, della natura monocentrica del trial e della sua breve durata. E' ancora presto trarre conclusioni sulla sicurezza e l'efficacia a  lungo del trattamento in questione.

Di qui la necessità – concludono gli estensori dell'editoriale – di attendere le necessarie conferme da studi multicentrici di dimensioni più ampie e di più lunga durata.

Nicola Casella

Bibliografia
1) Gonem S et al. Fevipiprant, a prostaglandin D2 receptor 2 antagonist, in patients with persistent eosinophilic asthma: a single-centre, randomised, double-blind, parallel-group, placebo-controlled trial. Lancet Respir Med. 2016 Aug 5. pii: S2213-2600(16)30179-5.
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2) Brusselle GG et al. Prostaglandin D2 receptor antagonism: a novel therapeutic option for eosinophilic asthma? Lancet Respir Med. 2016 Aug 5. pii: S2213-2600(16)30201-6. doi:
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