Asma severo, studio olandese: inappropriato impiego steroidi orali in un paziente su tre #ERS2019

Pneumologia

Un paziente su tre con asma severo assume dosi non appropriate di steroidi orali, stando ai risultati di uno studio olandese presentato al Congresso ERS di Madrid. La maggior parte di questi pazienti potrebbe evitare di assumere steroidi orali migliorando l'aderenza ad altre classi di farmaci e la loro corretta assunzione mediante inalatori. Inoltre, va considerata l'opportunità di trattamento offerta dai nuovi farmaci biologici, ancora sottoutilizzati e in grado di ridurre la necessità di ricorrere agli steroidi.

Un paziente su tre con asma severo assume dosi non appropriate di steroidi orali, stando ai risultati di uno studio olandese presentato al Congresso ERS di Madrid, che conferma osservazioni precedenti sul sovrautilizzo di questi farmaci. La maggior parte di questi pazienti potrebbe evitare di assumere steroidi orali migliorando l'aderenza ad altre classi di farmaci e la loro corretta assunzione mediante inalatori, ha dichiarato al congresso la dr.ssa Katrien Eger, che ha presentato lo studio. Inoltre, va considerata l'opportunità di trattamento offerta dai nuovi farmaci biologici, ancora sottoutilizzati e in grado di ridurre la necessità di ricorrere agli steroidi.

Razionale e disegno dello studio
“I pazienti asmatici che assumono dosi elevate di steroidi orali presentano un rischio maggiore di andare incontro ad eventi avversi seri, come diabete, osteoporosi e insufficienza surrenalica, per cui le ghiandole surrenali non producono quantità elevate di ormoni steroidei – ha ricordato la dr.ssa Eger, una delle autrici del lavoro, pneumologa in traning presso L'Amsterdam University Medical Centre (Paesi Bassi)”.

Sarebbe utile, pertanto, conoscere sia la prevalenza che le caratteristiche di questi pazienti, al fine di aiutare i clinici a trovare le misure e le terapie più appropriate, allo scopo di limitarne l'impiego.

Su questi presupposti è stato allestito il nuovo studio, che ha valutato la prevalenza di pazienti sottoposti a trattamento con dosi elevate di corticosteroidi orali, al fine di capire se tale impiego fosse giustificato, e di stimare la proporzione di pazienti eleggibile al trattamento con i nuovi farmaci biologici “risparmiatori di steroidi” (steroid-sparing).

Con questi obiettivi, gli autori dello studio hanno analizzato le informazioni provenienti da un database di farmacisti, contenente i dati relativi a 500.500 residenti nei Paesi Bassi, per identificare i pazienti sottoposti a trattamento con dosi elevate di corticosteroidi inalatori  (uguali o superiori a 500 microgrammi) più agonisti beta a lunga durata d'azione (LABA) (pazienti asmatici allo stadio 4-5 delle linee guida GINA). Il database consultato conteneva anche informazioni sull'impiego di steroidi orali (cortisone).

A questo punto, sono stati inviati per la compilazione 5.002 questionari ad altrettanti pazienti identificati nel modo sopra indicato; di questi, ne sono ritornati compilati 2.312.

Le informazioni estrapolate dal database hanno consentito ai ricercatori di raccogliere informazioni sull'impiego di steroidi orali e sull'aderenza al trattamento. Inoltre, i farmacisti hanno valutato anche la tecnica di inalazione in un campione di pazienti.

Il questionario comprendeva la risposta a domande sull'anamnesi medica, compresa la presenza di altre condizioni mediche oltre l'asma, nonché domande sulla diagnosi e il controllo dell'asma e sullo status di fumatore. Era condizione necessaria per indicare una buona compliance al trattamento l'essere stati ottemperanti ad almeno l'80% delle prescrizioni nel lasso temporale considerato.

Fattori modificabili legati all'impiego non appropriato di steroidi orali
Dai risultati è emerso che circa il 29% dei pazienti asmatici che facevano ricorso a dosi elevate di steroidi inalatori assumeva anche dosi pericolosamente elevate di steroidi orali, pari almeno a 420 milligrammi/anno. Di questi pazienti, il 78% mostrava una scarsa compliance ai farmaci inalatori o si caratterizzava per una scorretta tecnica di inalazione. Di qui la necessità di focalizzare l'attenzione su questi fattori modificabili in questi pazienti, prima di prendere in considerazione il trattamento con farmaci biologici.

Il 22% di pazienti rimanenti considerati, invece, è risultato eleggibile al trattamento con farmaci biologici.

“Se si estrapolano i risultati provenienti dal database consultato all'intera popolazione generale olandese – ha commentato la dr.ssa Eger a quest'ultimo riguardo – ciò significa che ci sono circa 6.000 pazienti con asma severo candidati a trattamento con farmaci biologici – l'1,5% dell'intera popolazione di pazienti asmatici”.

“Eppure – aggiunge Eger – meno della metà di questi – il 46% - li assume attualmente, a suggerire la possibilità sostanziale di ridurre il sovrautilizzo di steroidi orali”.

I limiti e le implicazioni dello studio
“Nel complesso, i risultati di questo studio dimostrano che molti pazienti con asma severo stanno assumendo dosi eccessivamente elevate (e pertanto nocive) di steroidi orali – conclude la dr.ssa Eger, nel commentare i risultati presentati al congresso -. In presenza di una prescrizione di steroidi orali, sarebbe opportuno che i medici valutassero, in primo luogo, l'aderenza alle terapie inalatorie e alle tecniche di corretto impiego di queste terapie. Inoltre, in ragione del numero crescente di farmaci biologici per l'asma, in grado di evitare il ricorso agli steroidi orali, sarebbe opportuno predere in considerazione la loro assunzione nei pazienti idonei, al fine di ridurre l'esposizione a dosi pericolose di steroidi orali”.

Nel declinare alcuni limiti metodologici del lavoro, la dr.ssa Eger ha sottolineato come lo studio non abbia dato dimostrazione del perchè del sovrautilizzo di steroidi orali in una proporzione ampia di pazienti e, al contempo, del sottoutilizzo di farmaci biologici per l'asma in pazienti idonei, anche se è stato ipotizzato che ciò possa dipendere, soprattutto, dalla mancata consultazione dei medici da parte dei pazienti in cura o, in alternativa, da una cattiva identificazione dei pazienti candidabili alla terapia con farmaci biologici da parte del medico curante.

“Se questi farmaci  - spiega Eger – riducono l'esposizione agli steroidi orali usati in modo non appropriato (dosaggi elevati) e, pertanto, ne riducono gli effetti avversi legati al loro impiego, è possibile osservare, in prospettiva, una riduzione dell'impatto di questi effetti avversi sulle risorse economiche sanitarie disponibili. Inoltre, last but not least, un impiego appropriato dei farmaci biologici per l'asma potrebbe avere benefici anche in termini di maggiore qualità della vita percepita da questi pazienti e di minori assenze dal posto di lavoro, dovute alle riacutizzazioni asmatiche”.

Nel commentare i risultati di questo lavoro, il prof. Guy Brusselle (Università di Ghent, Belgio) ha dichiarato: “I corticosteroidi orali rappresentano un gruppo di farmaci di rilievo nel trattamento acute delle riacutizzazioni asmatiche di grado moderato-severo: tali farmaci, infatti, riducono l'infiammazione nelle vie aeree respiratorie dei pazienti durante le esacerbazioni di malattia, migliorandone la funzione respiratoria e, pertanto, concorrendo alla riduzione del rischio di ospedalizzazione”.

“Sappiamo anche, però – continua Brusselle – che il loro sovrautilizzo, sia in cicli che in cronico – compromette la salute di questi pazienti nel lungo termine, in ragione degli effetti collaterali legati al loro impiego. L'impiego, in alternativa, dei farmaci biologici potrebbe offrire una soluzione per la riduzione dell'utilizzo a lungo termine degli steroidi orali, ma il supporto al paziente per il corretto impiego della tecnica inalatoria e per il migliorare l'aderenza ad altri farmaci anti-asmatici, prevalentemente inalatori. Nel frattempo, è opportuno migliorare la pratica delle tecniche di inalazione dei pazienti e l'aderenza a queste terapie per limitare il ricorso ai corticosteroidi orali, al fine di proteggere meglio lo stato di salute complessivo dei pazienti asmatici”.

Nicola Casella

Bibliografia
[1] Abstract no: OA5334, “Overuse of oral corticosteroids in asthma – modifiable factors and potential role of biologics”, by Katrien A.B. Eger et al; “Novel findings from asthma clinical trials”  

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