Pneumologia

Asma, studio smentisce problemi di tollerabilità derivanti dall'impiego di paracetamolo in età pediatrica

L'impiego di paracetamolo al bisogno è ben tollerato e non aumenta il rischio di esacerbazioni asmatiche né peggiora il controllo dell'asma in pazienti pediatrici con asma persistente di grado lieve rispetto ad un FANS (ibuprofene). Lo dimostrano i risultati di uno studio di recente pubblicazione su NEJM.

L'impiego di paracetamolo al bisogno è ben tollerato e non aumenta il rischio di esacerbazioni asmatiche né peggiora il controllo dell'asma in pazienti pediatrici con asma persistente di grado lieve rispetto ad un FANS (ibuprofene).

Lo dimostrano i risultati di uno studio di recente pubblicazione su NEJM.

“Alcuni studi hanno suggerito l'esistenza di un'associazione tra l'uso frequente di paracetamolo e il riscontro di complicanze legate all'asma nella popolazione pediatrica – ricordano i ricercatori nell'introduzione al lavoro”.

“Ciò – continuano gli autori – ha portato alcuni medici a sconsigliare l'impiego di paracetamolo nei bambini asmatici, nonostante l'assenza di trial clinici appositamente implementati per valutare l'esistenza di tale associazione”.

Di qui il nuovo studio, un trial multicentrico, in doppio cieco, a gruppi paralleli della durata di 48 settimane, avente l'obiettivo di valutare se l'impiego di paracetamolo fosse associato ad una maggiore morbilità legata all'asma rispetto ad un FANS (ibuprofen).

A tal scopo, sono stati reclutati 300 bambini di età compresa tra 1 e 5 anni, affetti da asma persistente di grado lieve.

I piccoli pazienti sono stati randomizzati al trattamento con paracetamolo o iburprofen secondo uno schema di randomizzazione 1:1, previa collaborazione dei genitori affinchè il proprio piccolo venisse trattato con il farmaco assegnato (in cieco) per alleviare la febbre e il dolore.

Tutti i partecipanti allo studio, inoltre, erano sottoposti a terapie mediche standardizzate per la gestione dell'asma.

I piccoli pazienti sono stati trattati con 5,5 dosi di farmaco (valore mediano, range inter quartile= 1-15) nel corso del trial, senza differenze significative tra i 2 bracci di trattamento (paracetamolo vs ibuprofene) (p=0,47).

Anche il numero di esacerbazioni asmatiche non si è differenziato in modo significativo tra i 2 gruppi: dopo 46 settimane di follow-up, infatti, sono state registrate, in media, 0,81 esacerbazioni asmatiche nei bambini trattati con paracetamolo e 0,87 esacerbazioni in quelli trattati con FANS (RR= 0,94; IC95%= 0,69-1,28).

Almeno una esacerbazione asmatica è stata documentata nel 49% dei piccoli pazienti trattati con paracetamolo e nel 47% di quelli trattati con FANS, mentre sono state registrate almeno due esacerbazioni asmatiche nel 21% dei soggetti trattati con paracetamolo e nel 24% di quelli trattati con ibuprofene.

In conclusione, i ricercatori non hanno documentato un peggioramento della condizione asmatica nei bambini trattati con paracetamolo rispetto a quelli trattati con ibuprofene.
Il numero dei giorni con asma controllato (paracetamolo: 85,8%; ibuprofene: 86,8%), la necessità di ricorre a farmaci di soccorso (2,8 inalazioni/settimana vs 3 inalazioni/settimana), il numero di visite mediche non programmate per asma (0,75 episodi per paziente vs 0,76 episodi per paziente), nonché la manifestazione di eventi avversi sono risultati pressochè sovrapponibile nei due gruppi.

Nel commentare i risultati, i ricercatori non hanno sottaciuto l'esistenza di alcuni limiti intrinseci del loro studio: “In primo luogo, il trial ha reclutato solo pazienti pediatrici con asma persistente di grado lieve e in terapia con farmaci deputati al controllo dell'asma; pertanto i risultati potrebbero non essere generalizzabili a tutta l'età pediatrica o ai pazienti con malattia asmatica più severa, necessitante di trattamento più aggressivo”.

“In secondo luogo – continuano – non è stata documentata l'esistenza di un'interazione tra la terapia dell'asma e i farmaci analgesici e antipiretici utilizzati (ovvero, i tassi di esacerbazione asmatica non si sono differenziati in maniera significativa quando il paracetamolo era messo a confronto con ibuprofene in ciascun gruppo di partecipanti allo studio, sottoposti ad uno dei 3 regimi di trattamento dell'asma testati(...). Va peraltro evidenziato che l'aderenza al trattamento anti-asma seguito nel nostro studio era attentamente monitorata. Pertanto, i risultati del nostro studio potrebbero non essere applicabili a quella parte di popolazione pediatrica che non aderisce alle terapie proposte per il controllo dell'asma o che risiede in paesi nei quali gli antagonisti del recettore dei leucotrieni non sono comunemente utilizzati come monoterapia per l'asma persistente di grado lieve”.

“Inoltre – aggiungono - i risultati del trial non rispondono alla domanda se l'esposizione prenatale al paracetamolo durante il primo anno di vita sia associata allo sviluppo di asma, come alcuni studi sembrano suggerire”.

Ciò premesso – concludono gli autori - “...il focus del nostro studio era quello di rispondere ad una domanda pratica di medici e genitori relativa a quale farmaco utilizzare, paracetamolo o ibuprofene, quando i bambini asmatici sono colpiti anche da febbre, dolore o malessere generale, al punto di necessitare del trattamento con un farmaco antipiretico e analgesico (…). I risultati ottenuti dal trial non hanno documentato una frequenza maggiore di esacerbazioni asmatiche o di altri marker di complicanze legate all'asma nei pazienti randomizzati al trattamento con paracetamolo rispetto a quelli trattati con un FANS”.

Nicola Casella

Bibliografia
Sheehan WJ et al. Acetaminophen versus Ibuprofen in Young Children with Mild Persistent Asthma. N Engl J Med 2016;375:619-30
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