Azitromicina riduce mortalitą e malattie respiratorie in neonati molto prematuri #ERS2018

I bambini nati molto prematuri hanno probabilitą maggiori di ospitare batteri del genere Ureaplasma ma possono essere trattati in tutta sicurezza con azitromicina. Sono queste le conclusioni di uno studio che verrą presentato domenica nel corso dell'edizione annuale del congresso ERS (European Respiratory Society), che si tiene quest'anno a Parigi (1).

I bambini nati molto prematuri hanno probabilità maggiori di ospitare batteri del genere Ureaplasma ma possono essere trattati in tutta sicurezza con azitromicina.

Sono queste le conclusioni di uno studio che verrà presentato domenica nel corso dell'edizione annuale del congresso ERS (European Respiratory Society), che si tiene quest'anno a Parigi (1).

Razionale e disegno dello studio

I batteri appartenenti al genere Ureaplasma sono spesso presenti a livello vaginale ma sono insolitamente piccoli e di difficile individuazione. Possono essere trasmessi al bambino durante la gravidanza o alla nascita e possono essere causa di infezione respiratoria nei neonati.

L'equipe di ricerca guidata dal prof.ssa Viscardi (University of Maryland School of Medicine, Baltimore, USA), autrice principale del lavoro che verrà presentato al congresso, studia da più di 20 anni l'associazione esistente tra la presenza di batteri del genere Ureaplasma e il riscontro di infezioni respiratorie e di displasia broncopolmonare.

Una domanda chiave che si sono posti è se la presenza di questo batterio possa essere considerata causa di malattia nei neonati e, quindi, se la sua eradicazione sia in grado di migliorare gli esiti clinici in questi neonati molto prematuri.

A tal scopo, l'attenzione del gruppo di ricerca si è focalizzata su un gruppo di 121 bambini  nati tra la 24esima e al 28esima settimana di gestazione (circa 6 mesi).

Questi sono stati divisi in due gruppi di trattamento che prevedevano, rispettivamente, il ricorso all'antibiotico azitromicina per 3 giorni (20 mg/kg al giorno), oppure a un placebo.

Tutti i piccoli pazienti dello studio sono stati sottoposti a screening per la presenza di batteri del genere Ureaplasma a livello delle secrezioni nasali e delle trachee prima e dopo il trattamento assegnato, e seguiti nel corso del primo anno di vita.

Risultati principali
I ricercatori hanno osservato che il 36% di tutti i bambini dello studio erano positivi ai batteri del genere Ureaplasma, per salire al 45% considerando quelli nati più prematuri tra la 24esima e la 26esima settimana di gestazione.

Rispetto ai neonati senza infezioni o esclusivamente portatori dei batteri appartenenti al genere Ureaplasma, identificati a livello delle secrezioni nasali, quelli molto prematuri, con positività batterica alla nascita a livello tracheale, hanno mostrato minori chances di sopravvivenza (71% vs. 90% e 100%), Non solo: questi ultimi sono andati incontro più frequentemente a displasia broncopolmonare e ad altri problemi respiratori durante il primo anno di vita (67% vs. 50% e 21%).

Implicazioni dello studio
Nel commentare i risultati nell'abstract del lavoro, i ricercatori sottolineano come lo studio avvalori il ricorso ad un ciclo di antibioticoterapia della durata di 3 giorni con azitromicina, in ragione della sua efficacia e sicurezza nell'eradicare i batteri del genere Ureaplasma in bambini nati molto prematuri.

Ciò detto, non si sono sottratti all'obbligo di consigliare cautela nell'interpretazione di questi dati in ragione delle piccole dimensioni dello studio.
Nel tentare di dare un'interpretazione di quanto osservato, la prof.ssa Viscardi ha aggiunto di ritenere che “...i batteri del genere Ureaplasma siano in grado di interagire con le difese immunitarie materno-infantili, portando all'instaurarsi di un processo infettivo cronico con infiammazione persistente. Sarebbe questo evento a portare, successivamente, ad anticipare i tempi del parto o ad una rottura precoce delle membrane, In un bambino nato prematuro, l'infiammazione altera lo sviluppo del polmone immaturo, contribuendo all'insorgenza di displasia broncopolmonare”.

“Questo studio – aggiunge la prof.ssa Viscardi – mostra che le infezioni respiratorie sostenute dai batteri del genere Ureaplasma sono molto comuni in neonati molto prematuri, al punto da dover indurre  i clinici a prendere in considerazione la possibilità di sottoporre a test per questa infezione tutti i neonati a rischio. Inoltre, lo studio suggerisce l'efficacia e la sicurezza di un ciclo di antibioticoterapia con azitromicina, pur ancora in assenza di evidenze sufficienti tali da raccomandarne il ricorso come pratica di routine nel trattamento delle infezioni respiratorie sostenute dai batteri del genere Ureaplasma”.

“Per queste ragioni – conclude la prof.ssa Viscardi – continuerà il follow-up dei pazienti di questo studio, auspicando la possibilità di implementare un trial clinico di dimensioni più adeguate per confermare la capacità di azitromicina di migliorare gli esiti clinici nel lungo termine”.

Ad ulteriore commento dei risultati di questo studio, il prof. Welte (Hannover University in Germany e presidente ERS), non direttamente coinvolto nel lavoro, ha così affermato: “Non esiste ancora, allo stato attuale, un consenso tra gli specialisti in medicina neonatale sulla necessità di effettuare test per la presenza di batteri del genere Ureaplasma o se somministrare trattamenti adeguati alla loro eradicazione, in caso di accertamento della loro presenza. Questi batteri, infatti, non sono ancora considerati nei test laboratoristici di routine, anche perchè la loro presenza non è considerata pericolosa nelle persone sane”.

“I risultati di questo studio, tuttavia – aggiunge - suggeriscono come, in bambini nati molto prematuri, questa infezione sia legata a displasia broncopolmonare e ad una mortalità più elevata”.

“Pertanto – conclude il prof. Welte – sono necessari trial clinici di dimensioni più ampie in grado di chiarire l'importanza dell'individuazione dei batteri del genere Ureaplasma nei neonati prematuri e, in tal modo, di verificare che il trattamento con antibiotici sia efficace. Per il momento, dunque, il trattamento con antibiotici non dovrebbe essere utilizzato come pratica di routine”.

NC

Bibliografia


 
[1] Abstract no: OA301, “Azithromycin (AZM) reduces death or severe
    respiratory morbidity at 12 month adjusted age (AA) in Ureaplasma-positive
    intubated preterms”.