Beta-bloccanti nell'asma: meglio i selettivi quando veramente necessari

Pneumologia
I Beta-bloccanti selettivi per quanto meglio tollerati non sono scevri dal rischio di eventi avversi respiratori nei pazienti con asma. L’avvertimento arriva da una metanalisi condotta dai ricercatori dell’Università di Dundee, in Scozia. «Il ricorso ai Beta-bloccanti nei pazienti con asma desta sempre la preoccupazione riguardo la broncocostrizione acuta», premette Daniel Morales, che ha coordinato il gruppo di ricerca britannico. «Il rischio è maggiore dopo esposizione acuta al Beta-blocco e include anche il potenziale antagonismo con la terapia al bisogno con farnaci Beta2-agonisti».

Morales e colleghi hanno quindi voluto verificare lo stato dell’arte delle conoscenze dell’effetto dell’esposizione acuta a Beta-bloccanti in pazienti con asma, analizzando gli studi randomizzati, in cieco e controllati con placebo, presenti nei principali database medici.
Le stime dell’effetto sulla alterazioni della funzione respiratoria, i sintomi e le risposte della terapia Beta2-agonista sono stati i parametri presi in esame e raggruppati utilizzando una metanalisi a effetti randomizzati con determinazione dell’eterogeneità

«La terapia in acuto  con Beta-bloccanti selettivi  ha determinato una riduzione media del FEV1 del 6,9%, una caduta del FEV1≥ 20% in uno su otto pazienti (p=0,03), una sintomatologia in uno ogni 33 pazienti (p=0,18) e un’attenuazione della risposta a Beta2-agonisti concomitanti del 10,2%», riporta Morales. Ricorrendo a Beta-bloccanti non selettivi la riduzione media del FEV1 è stata del   10,2%, una riduzione del FEV1≥ 20% è stata riscontrata in un paziente ogni nove (p=0,02), sintomi sono insorti in un paziente ogni 13 (p=0,14) e l’attenuazione della risposta ai Beta2-agonisti è stata del 20,0%. All’analisi di eterogeneità sono state riscontrate differenze significative per celiprololo e labetalolo. E’ stata anche evidenziata per i Beta-bloccanti selettivi una relazione  dose-risposta.

«Nei pazienti asmatici, i rischi respiratori da un’esposizione acuta a Beta-bloccanti possono essere mitigati utilizzando la minore dose possibile di farmaco e ricorrendo ai preparati dotati della più elevata selettività verso il recettore Beta1», commenta Morales. «Il broncospasmo indotto da Beta-bloccanti nella nostra analisi ha dimostrato una risposta parziale alla terapia al bisogno con Beta2-agonisti, che si è dimostrata ancor più attenuata dall’uso di preparati non selettivi. L’impiego di Beta-bloccanti nell’asma dovrebbe, quindi, basarsi su una valutazione dei rischi e dei benefici nel singolo paziente».

Danilo Ruggeri


Daniel R. Morales  et al. Adverse Respiratory Effect of Acute !-Blocker Exposure in Asthma: A Systematic Review and Meta-analysis of Randomized Controlled Trials. Chest. 2014;145(4):779-786.
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